Inchiesta Emiliano, soldi alle primarie: «Altri 6 mesi di indagini».

È necessario approfondire ulteriormente i rapporti tra Michele Emiliano e i due imprenditori che – secondo l’accusa – avrebbero pagato la sua campagna per le Primarie Pd del 2017 vinte da Renzi. È per questo che la Procura di Bari ha chiesto al gip Antonella Cafagna la seconda proroga delle indagini, l’ultima possibile, a carico del governatore Michele Emiliano e di altre quattro persone: il fascicolo resterà aperto fino alle elezioni regionali.

Dalle indagini svolte in questi mesi sui rapporti tra la Regione e le imprese finite nel mirino è emerso, oltre al contributo che PugliaSviluppo aveva concesso alla Ladisa, anche quello che un’altra società controllata da Mescia ha ottenuto a maggio sempre da PugliaSviluppo. La PowerSun di Roma (il cui 51% è della Margherita di Mescia) ha acquistato a rustico il parcheggio multipiano Ex Enel di Lecce (ancora in fase di costruzione), in una operazione da 8,1 milioni di cui 2,6 sono contributo pubblico. Le due operazioni (quella di Ladisa e quella di Powersun) hanno una serie di punti di contatto, a partire dai nomi dei consulenti che le hanno curate.

Ladisa, spiegano fonti vicine alla società, a settembre ha rinunciato al finanziamento pubblico concesso nell’aprile 2018 al progetto «Restart» (12 milioni di euro di finanziamenti) per il venir meno degli affidamenti bancari alla base dell’investimento. A ottobre la giunta ne ha preso atto con una delibera ora finita agli atti dell’inchiesta. Oltre all’induzione indebita (la vecchia concussione), l’indagine ipotizza anche l’abuso di ufficio a carico di Emiliano. A Ladisa e Mescia viene poi contestato l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, quelle emesse della Eggers a copertura dei due pagamenti: all’imprenditore torinese, il quinto indagato, viene per questo contestata l’emissione di fatture false in concorso con Emiliano e Stefanazzi. Dotti è stato già ascoltato due volte nel corso dell’inchiesta, la seconda in veste di indagato. Ladisa ha sempre sostenuto di aver avuto rapporti con la Eggers solo in relazione a una campagna di comunicazione per le mense della città di Torino, e che era dunque a questo che si riferiva la fattura contestata.

Ad aprile, in occasione della prima proroga delle indagini con contestuale acquisizione di documenti e di cellulari, il governatore Emiliano aveva raccontato su Facebook di essere stato avvertito in anticipo della perquisizione. Stavolta a parlare è il difensore del governatore, l’avvocato Gaetano Sassanelli: «Con riferimento all’avvenuta notifica della ulteriore richiesta di proroga, pur trattandosi di atto che, in ragione della sua infondatezza sotto il profilo tecnico-giuridico, avrebbe oggettivamente meritato una opposizione alla sua concessione, è ferma volontà del presidente Emiliano, per motivi di trasparenza, soprassedere da qualsiasi iniziativa e tenere le “porte aperte” a qualsiasi accertamento della magistratura. Sta di fatto che non può farsi a meno di osservare che, nonostante le indagini vadano avanti da ben oltre un anno, al contrario, vi è ancora necessità di proseguirle, evidentemente per la carenza degli indizi raccolti». A carico di Emiliano c’è anche l’indagine di Bari per abuso d’ufficio (la nomina dell’ex sindaco biscegliese Spina a InnovaPuglia) e quella di Foggia per corruzione sul presunto scambio tra voti alle ultime comunali e la nomina nell’Asp di Chieuti chiesta dai due cera, i politici Udc arrestati.

fonte: MASSIMILIANO SCAGLIARINI – www.lagazzettadelmezzogiorno.it

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