Stampava in casa polizze auto false. Arrestato 62 enne di Molfetta

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Aveva allestito in casa una stamperia di polizze assicurative false per auto: con questa accusa un uomo di 62 anni, Giovanni Farinola, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza a Molfetta. Altre 17 persone, coinvolte nella falsificazione e anche in truffe legate a falsi incidenti stradali, sono state denunciate.

LE INDAGINI – Le indagini, coordinate dalla procura di Trani, sono state avviate nell’ottobre del 2013 in seguito alle denunce presentate da alcuni cittadini truffati che avevano pagato il premio assicurativo senza, però, risultare assicurati. I finanzieri sono quindi risaliti all’uomo che formalmente risulta essere un agente assicurativo, e nel corso di una perquisizione domiciliare, hanno sequestrato centinaia di contratti e tagliandi assicurativi falsi.

GLI INCIDENTI – I finanzieri hanno accertato che l’uomo, oltre a stipulare contratti assicurativi falsi, organizzava falsi incidenti stradali facendo ottenere illecitamente risarcimenti con la complicità anche di due medici ortopedici che sono stati denunciati. In totale, i finanzieri hanno ricostruito una decina di falsi sinistri, per una truffa accertata di almeno 120 mila euro. Tra le persone denunciate vi sono utilizzatori di polizze false e beneficiari di illegittimi risarcimenti.

 

Attendiamo la rimozione dell’opera del Maestro Nagasawa

Ammirazionedeopera

E’ trascorso un mese dal deposito presso gli uffici comunali della richiesta di rimozione dell’opera taroccata del Maestro Nagasawa, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta e l’opera è pericolosamente al suo posto. Pertanto rinnoviamo al Sindaco l’invito a rimuoverla, soprattutto per il pericolo che ormai rappresenta. Inoltre chiediamo al primo cittadino di far conoscere con atto amministrativo pubblico a chi saranno addebitate le spese, sia dell’illegittima messa in posa dell’opera e sia dei lavori di rimozione della stessa.

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Il 31 agosto 1993, poco più di un anno dall’omicidio Carnicella, la città rivive un incubo

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Poco prima dell’1.00 del 31 agosto 1993 nei pressi del Bar Duomo, sulla frequentatissima banchina Seminario, Mauro Racanati, detto “Rino”, 54 anni, autodemolitore, fu accoltellato da Giovanni Minervini detto ”U’ bersalleir”. Non è mai stato chiaro il movente dell’omicidio e nessuno ha mai creduto ai futili motivi o a quelli passionali.

 

La criminalità a Molfetta, nel 1993 e nel 2014, tutto nella norma; le statistiche dicono che non esiste emergenza?

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L’illegalità diffusa, la micro e macrocriminalità aveva cambiato il volto della città; la cittadinanza attiva e la stampa denunciavano, le istituzioni sminuivano il fenomeno dichiarando che era tutto nella norma e non c’era alcuna emergenza criminalità. Dopo 21 anni la città è allo sbando e qualcuno la pensa nello stesso modo?

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“2 Dicembre 1943: Inferno su Bari” – di Fabio Toncelli

Il bombardamento tedesco colpì la città di Bari il 2 dicembre del 1943 con oltre mille morti. Un disastro bellico, il secondo per gravità dopo quello di Pearl Harbour, e un disastro chimico: una nave colpita, la John Harvey, trasportava circa 100 tonnellate di bombe all’iprite, anche noto come il “gas mostarda“.

Andato in onda il 29 agosto 2014 su Rai 3, alle 21.00, il documentario diretto dal regista Fabio Toncelli e basato su progetto e ricerche storiche originali di Francesco Morra, fa parte della serie “La Grande Storia”.

Nove furti in otto mesi alla stazione di servizio Ip. Le foto

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REDAZIONE MOLFETTAVIVA

Ha subito nove furti in otto mesi. Ora Cosimo, il gestore della stazione di servizio Ip, allo svincolo per la zona industriale, non ne può più. Ha deciso di mollare tutto. Di chiudere. Dopo quattro anni di lavoro.

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I malviventi, sempre gli stessi secondo lui, agiscono dall’1 alle 3 di notte e sono organizzati. Ripuliscono sempre la cassa del self service. Sanno della presenza delle telecamere del sistema di videosorveglianza e, per questo, sono completamente coperti. Ma sono gli stessi, lo si capisce dalla corporatura. Il primo furto è arrivato il primo dell’anno. Da quel momento è stato sempre un crescendo. Fino ad arrivare ad agosto, quando ne ha subite tre in un solo mese.

L’uomo ha sempre denunciato i furti subiti. Ma, adesso, dopo l’ultimo colpo, avvenuto l’altra notte, non ne può davvero più. «Preferisco starmene a casa che lavorare in questo modo».

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I misteri dell’iprite. Stasera su Rai3 il documentario

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Andrà in onda su Rai 3, questa sera alle 21 il documentario d’inchiesta “2 Dicembre 1943: Inferno su Bari”.

Il filmato, diretto dal regista Fabio Toncelli e basato su progetto e ricerche storiche originali di Francesco Morra, fa parte della serie “La Grande Storia”.

«Si tratta della conclusione di un progetto di documentario d’inchiesta iniziato qualche anno fa – racconta Morra -, quando negli archivi militari di Friburgo, avevo ritrovato i messaggi dei ricognitori tedeschi su Bari nei giorni precedenti l’attacco del 2 dicembre 1943. Su Bari, sui misteri dell’iprite, sulle misure di segretezza messe in atto dalle Forze Alleate, c’erano ancora domande che mi ponevo e alle quali ho voluto dare risposte attraverso le ricerche per il documentario. Ricerche svolte negli archivi italiani, tedeschi e inglesi – oltre alle interviste agli ultimi testimoni oculari ancora in vita – che rivelano errori, reticenze, disorganizzazione da parte degli Alleati».

«Senza anticipare la visione del documentario, posso senz’altro anticipare che ci saranno molte sorprese rispetto alle conoscenze storiche sino ad ora acquisite», aggiunge.

Il bombardamento tedesco colpì la città di Bari il 2 dicembre del 1943 con oltre mille morti. Un disastro bellico, il secondo per gravità dopo quello di Pearl Harbour, e un disastro chimico: una nave colpita, la John Harvey, trasportava circa 100 tonnellate di bombe all’iprite, anche noto come il “gas mostarda“.

Il documentario in onda questa sera è impreziosito anche da ricostruzioni in computergrafica e mostrerà la testimonianza di George Southern, cannoniere sulla nave inglese Hms Zetland, presente a Bari il 2 dicembre 1943 e autore di un libro di memorie sul bombardamento.

Quando Molfetta scoprì di essere un supermarket della droga

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In quegli anni l’Osservatorio “7 Luglio” sull’illegalità diffusa, dichiarava in un comunicato stampa che con l’Operazione Primavera non si poneva fine al discorso droga a Molfetta. Restava da fare piena luce su quella vasta area legata al riciclaggio del danaro.

In quali settori dell’economia cittadina sono finiti i miliardi provenienti dal mercato della morte? Chi si è arricchito a danno dei tantissimi giovani caduti nella trappola?

A quelle domande attendiamo ancora oggi delle risposte mentre la città ritorna indietro di 22 anni.

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Dopo le operazioni “Primavera” del ’94 e “Reset” del ’96 torna l’allarme droga

Sequestrate 34 dosi di anfetamina “MDMA”. Arrestata giovane incensurata di Molfetta

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I Carabinieri della Compagnia di Andria, nel corso di un servizio finalizzato a reprimere il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato una 22 enne incensurata di Molfetta (D.G.G. n.d.r.)

I militari dell’Aliquota Radiomobile transitando in via Brindisi, zona notoriamente frequentata da tossicodipendenti, hanno notato un gruppo di giovani dialogare tra loro. Ii movimenti circoscritti dei giovani, hanno insospettito gli agenti che prontamente hanno deciso di sottoporre a controllo tutti i presenti.

Durante l’operazione una ragazza si è defilata dal gruppo entrando all’interno di un bar dove ha tentato di sbarazzarsi di un borsello. Il comportamento della giovane non è sfuggito all’occhio vigile dei militari che hanno bloccato la ragazza riuscendo a recuperare il borsello al cui interno hanno rinvenuto 34 dosi di sostanza stupefacente del tipo anfetamine “Mdma”, in polvere bianca cristallina con un elevato principio attivo.

L’Mdma nella sua forma pura si presenta come una polvere bianca cristallina e si trova sotto forma di pasticche, in polvere o cristalli che vengono sniffati o disciolti in acqua o in bevande alcoliche, agendo di conseguenza sul sistema nervoso centrale in modo da alterare le funzioni dell’organismo.

Il particolare sequestro conferma il sospetto dello sviluppo nella provincia Bat. del mercato di droghe sintetiche che vengono commercializzate tra i giovanissimi, soprattutto all’interno delle discoteche, per lo “sballo” del fine settimana, azzardo questo che in alcuni casi è costata la vita al consumatore.

La sostanza stupefacente è stata sequestrata mentre nei confronti della 22enne, sottoposta al vincolo degli arresti domiciliari, il Tribunale di Trani ha convalidato l’arresto ed ha disposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza.

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Ora anche gli sbalzi di temperatura e la grande umidità, possono creare cortocircuiti e incendiare le auto

Ormai sembra che l’Italia sia diventato un territorio ad alto rischio da “corto circuito” e le auto bruciano di notte non per mano di piromani, o per atti intimidatori, ma per gli sbalzi di temperatura e per la grande umidità che innesca il corto circuito. Proponiamo una Commissione d’indagine scientifica nazionale che studi e analizzi il raro fenomeno che distrugge decine e decine di auto al giorno in tutta Italia. E domani a chi toccherà?

MANZIANA: VETTURE INCENDIATE E FORTI ESPLOSIONI IN PIENA NOTTE

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Lunedì 25 agosto, verso le 03.40 della notte, ha preso fuoco una vettura parcheggiata in piazza Vittorio Veneto, ai piedi di via Augusto Silvestrelli, zona centrale di Manziana. L’auto si trovava vicino alla casetta dell’acqua e nell’incendio sono state danneggiate anche le due macchine accanto. Ci sono state diverse forti esplosioni provocate dal frantumarsi dei finestrini e degli pneumatici: il proprietario dell’auto in fiamme ha chiamato i Vigili del Fuoco, che hanno prontamente spento l’incendio, mentre i Carabinieri accorsi sul posto hanno ascoltato le parole dei testimoni per ricostruire i fatti.

Non si sono registrati feriti o danni alle abitazioni limitrofe: numerose invece le persone alle finestre e scese in strada nel cuore della notte, tra cui il sindaco Bruno Bruni. Grande spavento per i residenti, ma il Capitano Raffaele Annicchiarico, Comandante della Compagnia Carabinieri di Bracciano, smentisce l’ipotesi di un incendio doloso, circolata in un primo momento perché l’evento è avvenuto nella stessa zona in cui la scorsa estate si era verificata una sparatoria. “L’incendio è stato provocato da un cortocircuito del motore: trattandosi di un’auto molto datata è frequente che ci siano episodi di questo tipo, probabilmente a causa degli sbalzi di temperatura e della grande umidità del posto”.

Alessia Rabbai