Festino a luci rosse in cambio di voti: il consigliere fu il più votato del paese

di CHIARA SPAGNOLO – bari.repubblica.it

Sesso in cambio di voti. Sarebbe andata in scena in una villa di Porto Cesareo la versione salentina del bunga bunga: organizzata da un aspirante politico – dice la Procura di Lecce – che insieme ad un ex assessore comunale offriva giovani prostitute rumene agli uomini del paese per sollecitarne il consenso elettorale. Un’idea a quanto pare vincente se è vero che quell’Antonio Greco (candidato con la lista Progetto futuro a sostegno del sindaco poi eletto Salvatore Albano) ottenne – nel maggio 2011 – ben 348 preferenze, risultando in tal modo il primo degli eletti e conquistando l’ambita carica di vicesindaco.

Greco, che nel febbraio 2013 presentò le dimissioni dopo che fu resa nota l’inchiesta di cui era protagonista, nelle scorse ore ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari in cui il sostituto procuratore Carmen Ruggiero contesta, a lui e all’ex assessore della precedente giunta Cosimo Presicce, i reati di sfruttamento della prostituzione e voto di scambio in concorso. Decine le persone ascoltate nel corso delle indagini dai carabinieri della Compagnia di Campi, guidati dal maggiore Nicola Fasciano, le quali hanno confermato sospetti e aggiunto particolari, consentendo agli inquirenti di delineare un quadro preciso di quel che accadeva nella villetta di località Il Poggio.

Nelle sere della primavera 2011 a quella porta bussavano decine di uomini, che venivano avvisati dei festini tramite un efficace passaparola. Le ragazze erano belle e disinibite, il divertimento assicurato. Come in un bunga bunga che si rispetti. Con tanto di spogliarelli, balli hot e prestazioni sessuali di ogni genere. Il cui valore aggiunto consisteva nell’essere gratuite, ovvero “offerte” – dice la Procura di Lecce – da Greco e Presicce che “sfruttavano giovani donne di nazionalità rumena, facendo sì che gli elettori ne fruissero gratuitamente e ottenendo la preferenza elettorale per Greco”, recita il 415bis.

E se nel 2011 a Porto Cesareo c’era chi sfruttava i giochi proibiti delle rumene per ottenere voti, negli anni precedenti – mostra un’altra indagine parallela – amministratori e tecnici comunali non si fecero scrupoli a consentire una maxi-lottizzazione grazie alla quale è stato costruito e progressivamente ampliato un villaggio turistico che da un anno e mezzo giace ormai sotto sequestro. Lo stesso pm Ruggiero ha firmato infatti altri avvisi di conclusione delle indagini preliminari relativi all’inchiesta su “Riva degli angeli”, di proprietà del consigliere comunale Giuseppe Durante, a sua volta indagato anche per la realizzazione di un altro resort da tutto esaurito, Baia Malva. Dietro la costruzione di Riva degli angeli, secondo gli inquirenti, ci sarebbero trenta anni di abusi, commessi da chi avrebbe dovuto invece vigilare sul rispetto delle regole e tutelare l’ecosistema di Porto Cesareo. Non a caso nell’avviso compaiono i nomi di ben tre ex sindaci della cittadina: Rocco Durante, Ferruccio Mele e Fernando Cardellicchio.

Rapinano un panificio, incastrati da tatuaggio

www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Pistola in pugno e travisati con una maschera e da cappuccio hanno fatto irruzione in un panificio in pieno centro a Molfetta facendosi consegnare l’incasso pari a 100 euro. Traditi da un tatuaggio raffigurante una lucertola che uno dei due portava sulla parte destra del collo, sono stati identificati e tratti in arresto. Si tratta di un 28enne e di un 22enne del luogo, già noti, arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Molfetta con l’accusa di rapina.

Immediatamente, grazie ad una telefonata fatta da alcuni passanti al numero di emergenza “112” che segnalava un “colpo” in atto all’interno di un panificio, è scattato il piano antirapina che ha consentito ai Carabinieri, grazie al contributo delle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza dell’ esercizio commerciale, di identificare inizialmente uno dei due rapinatori, grazie ad un tatuaggio raffigurante una lucertola che portava sul lato destro del collo, e successivamente anche il complice.

Le successive perquisizioni domiciliari hanno consentito ai carabinieri di rinvenire e sottoporre a sequestro una pistola modificata priva di tappo rosso, gli indumenti indossati dai due per commettere il colpo e l’intera refurtiva, restituita all’avente diritto.

Recupero ordigni a “presunto caricamento speciale”

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 Capitaneria di Porto di MOLFETTA

ORDINANZA n.60/2014

Il Capitano di Fregata (CP) sottoscritto, Capo del Circondario Marittimo e Comandante del Porto di Molfetta,

VISTI gli esiti della riunione, convocata dalla Prefettura di Bari con foglio prot. n.14/450/l2/Prot. Civ. in data 13.10.2014, tenutasi presso la Sala di Protezione Civile della stessa Prefettura in data 17.10.2014;

VISTO l’ordine di operazione n”01 prot.0014071 in data 2l.10.2014 con il quale l’11’ Reggimento Genio Guastatori di Foggia ha comunicato che nei giomi 27, 28, 29, 30 e 31 ottobre 2014, congiuntamente con il Nucleo SDAI della Marina Militare di Taranto, eseguirà il recupero dallo specchio acqueo portuale di Molfetta di ordigni residuati bellici a presunto caricamento speciale e il successivo loro trasferimento presso idonei siti per le consequenziali operazioni di brillamento;

VISTA la propria Ordinanza n.03/2011 in data 03.02.2011 nella sua versione consolidata, relativa all’attività di bonifica da ordigni residuati bellici condotta dal Nucleo SDAI della Marina Militare di Taranto;

CONSIDERATO che gli ordigni posizionati in mare in zona di sicurezza dal nucleo SDAI di Taranto, durante le operazioni di cui trattasi, saranno recuperati e depositati a terra per consentire al personale dell’11R.G.T. Genio Guastatori dell’Esercito Italiano di Foggia il posizionamento degli stessi in appositi contenitori per le successive operazioni di trasferimento e brillamento;

RITENUTO necessario, ai fini della tutela della pubblica e privata incolumità, precludere la sosta di uomini e mezzi sulla diga antemurale “A. Salvucci” nonchè il transito e la sosta di unità navali in genere oltre che le attività subacquee nello specchio acqueo circonstante la citata diga a tutti coloro che non sono direttamente interessati alle operazioni di cui trattasi;

RITENUTO altresi necessario, durante il trasferimento degli ordigni, interdire l’accesso in genere nelle aree demaniali marittime che saranno direttamente interessate dal passaggio dei mezzi impegnati nel trasporto degli ordigni;

VISTA la pubblicazione SMM151 edita dallo Stato Maggiore della Marina Militare;

VISTI gli articoli 17, 30 e 81 del Codice della Navigazione nonchd I’art.59 del Regolamento di esecuzione al Codice della Navigazione; VISTI gli atti d’ufficio;

RENDE NOTO

che nei giorni 27. 28. 29. 30 e 31 ottobre 2014, a partire dalle ore 10.00, sulla diga antemurale “Achille Salvucci” del porto di Molfetta si svolgeranno operazioni di recupero di ordigni a presunto caricamento speciale (bombe d’aereo incendiarie) da parte del personale del Nucleo SDAI della Marina Militare di Taranto. Gli ordigni, una volta recuperati, verranno allocati in appositi contenitori, caricati sugli automezzi dell’Esercito Italiano e trasferiti in cava per il brillamento che verrà effettuato a cura del personale dell’11° RGT. Guastatori di Foggia dell’Esercito Italiano.

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ORDINA

Articolo I

Nei giomi di cui al rende noto, dalle ore 10.00 e fino al termine delle operazioni di recupero e successivo trasferimento degli ordigni, nell’area centrata nel punto avente le seguenti coordinate geografiche:

Lat.4lol2’40.80’N – Long. 016035’05.20E (datum WGS g4);

in cui saranno effettuate le operazioni di spiaggiamento da parte del personale del Nucleo SDAI della Marina Militare di Taranto, è vietato:

a.  per un raggio di 1000(mille) metri. effettuare immersioni subacquee di qualsiasi tipo;

b. per un raggio di 30O(trecento) metri. il transito, l’ancoraggio e la sosta a persone, mezzi navali e terrestri, nonchè ogni altra attivitd in genere.

Sono esclusi dai divieti di cui sopra il personale ed i mezzi partecipanti alle operazioni o in assistenza alle stesse.

Articolo 2

Salvo che il fatto costituisca diverso e/o più grave reato o illecito amministrativo, i contravventori alla presente ordinanza saranno puniti:

a) se alla condotta di un’unità da diporto, ai sensi dell’art. 53 del Decreto legislativo n”17112005;

b) negli altri casi, autonomamente o in eventuale concorso con altre fattispiie, ai sensi dell’art .1174 o 1231 del Codice della Navigazione; oltre ad essere ritenuti responsabili dei danni eventualmente arrecati a terzi e/o cose in dipendenza dell’inosservanza delle norme contenute nell’ordinanza stessa. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente ordinanza, la cui pubblicità verrà assicurata mediante l’affissione all’albo dell’ufficio, l’inclusione alla pagina “Ordinanze” del sito istituzionale www.molfetta.guardiacostiera.it, nonché l’opportuna diffusione tramite gli organi di informazione.

Molfetta, il 21 ottobre 2014

segue l‘Ordinaza Sindacale

Cronistoria di un “Comitato comunale di monitoraggio dei fenomeni delinquenziali”. La partecipazione sospesa

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Non si può parlare di “Comitato Comunale di Monitoraggio dei fenomeni delinquenziali” a Molfetta, senza tornare indietro nel tempo al 7 Aprile del 1997, data in cui il consiglio comunale ne approvava il regolamento con Delibera n. 48.

Il contesto storico in cui nasceva, dopo le due grandi operazioni “Reset” e “Primavera”, aveva molti punti di contatto con l’attuale, che vive un forte ritorno di quella criminalità protagonista delle cronache cittadine negli anni ’80 e ’90.

Il Comitato rappresentava, in quel momento, il frutto maturo della sintesi politica che aveva portato al ribaltamento politico del ’94 e lo strumento che avrebbe messo insieme le competenze e conoscenze delle istituzioni e della cittadinanza attiva nella lotta ai fenomeni criminali e nella prevenzione degli stessi e delle cause che ne favorivano lo sviluppo.

Nel consiglio comunale di mercoledì 15 Ottobre, il secondo punto all’ordine del giorno, dopo due rinvii nelle precedenti sedute, prevedeva la modifica del regolamento di quel Comitato, presentata dal partito della Rifondazione Comunista e dal suo consigliere Gianni Porta. L’obiettivo di questa proposta era quella di “snellire” la composizione del Comitato, dando esclusivamente spazio agli organi istituzionali, mentre movimenti, associazioni e tutti gli organismi del terzo settore sarebbero stati relegati a meri “invitati”.

Contattati dal consigliere Onofrio Pappagallo, in quanto delegato del sindaco ai rapporti con movimenti ed associazioni e capogruppo di “Signora Molfetta“, il Movimento Liberatorio e il presidio di “Libera” Molfetta hanno formulato alcune osservazioni alla proposta di modifica, tese a restituire al Comitato quella visione plurale che fosse figlia della contaminazione tra istituzioni e comunità, dandone valore istituzionale.

Ma, durante il Consiglio comunale di mercoledì abbiamo preso atto della non volontà di prevedere un organismo paritetico tra istituzioni e associazioni. Nel generale stupore, la minoranza, pur in maniera strumentale, cogliendo il senso della proposta proveniente dai movimenti, ha paradossalmente perorato la causa del ripristino, negli organismi dirigenti, del mondo dell’associazionismo, considerando debole la soluzione della convocazione degli stessi, come “invitati”.

Incomprensibile appare il perché si sia pervicacemente voluto varare questo “nuovo” organismo che, una volta privato della componente dei movimenti e associazioni interessati, altro non è che il duplicato di quanto è già nelle competenze dell’amministrazione.
Forse si voleva evitare il “rischio” che questo strumento risultasse effettivamente efficace?

Non possiamo negare la profonda amarezza nel constatare che questa Amministrazione, nata nel paradigma della partecipazione e del coinvolgimento, abbia smentito la propria vocazione, dando modo ad un’opposizione che non certo si è contraddistinta, nei sui dodici anni di governo, per la trasparenza e la capacità di condividere le scelte con la Comunità, di appropriarsi temporaneamente di questa prerogativa. La diversità del messaggio che la “Nuova Molfetta” avrebbe dovuto trasmettere è sprofondata nella retorica dei gesti e delle parole, segnando una profonda cesura con quanto proposto in campagna elettorale.

Si è persa la possibilità di lanciare un segnale forte all’esterno, di ribadire la disponibilità e la volontà a rendere il cittadino, effettivamente, protagonista della cosa pubblica attraverso gli strumenti istituzionali e, soprattutto, a non recidere il cordone ombelicale con le realtà che hanno lavorato in questi anni sui temi del Comitato, non facendone solo degli invitati, ma ritenendoli effettivi portatori di competenze e conoscenze.

Non si può tacere che l’amministrazione abbia ignorato le nostre richieste di attivazione del Comitato con le proposte di indirizzo e competenze dello stesso organismo con nota del 15 luglio 2013 prot. n. 44096 e sollecito del 27 marzo 2014 prot. n. 22192, indirizzate al Sindaco e all’assessore alla legalità, sicurezza e trasparenza Maralfa. Ma le risposte sono mancate non solo da parte del Sindaco, e vicesindaco, ma anche del Presidente del Consiglio Comunale a cui, il 13 giugno 2014 prot.n. 39224, abbiamo inviato le nostre richieste.

Si è preferito, invece, ricorrere alla puntualizzazione piccata dell’autonomia della politica nelle scelte e negli indirizzi, un “garbato” modo per dire che, rispettiamo le sollecitazioni dall’esterno, ma alla fine di tutto, siamo noi a decidere e ad assumerci la responsabilità di governare, ovvero, ognuno faccia il suo. Rispettiamo l’autonomia della politica, ma ribadiamo che la partecipazione non è un feticcio utile per fare propaganda permanente, ma un processo lungo e complesso di consapevolezza dello spazio sociale che ci circonda. Se questa pagina della recente storia politica cittadina sarà servita a rendere più consapevole l’attuale Amministrazione, ben venga!

  Movimento civico “Liberatorio Politico”

da archivio: Verbale della seduta di Consiglio Comunale del 7 Aprile 1997 n. 48

Basta con gli sprechi! Stop alle tifoserie scortate

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Ieri si disputava il derby di calcio di eccellenza Molfetta-Trani e la nostra stazione ferroviaria era blindata. “Il comportamento incivile e aggressivo di un gruppo di sostenitori della squadra di calcio di Trani, diretti a Molfetta - si legge nella nota di Fsha fortemente rallentato e bloccato per tre ore nel pomeriggio la circolazione ferroviaria nella stazione di Trani, sulla linea Bari – Foggia. Un folto gruppo di tifosi, inizialmente solo una sessantina di persone, dalle 14 alle 18 ha imperversato nella stazione di Trani, tanto che è stato necessario, per motivi di sicurezza, bloccare il traffico in arrivo e partenza“.

Naturalmente la circolazione ferroviaria è stata bloccata dalle 14 alle 15 e dalle 16 alle 18 e  pesanti sono state le ripercussioni sul traffico, con i passeggeri nelle stazioni della Puglia ferme sui binari e impossibilitati a partire”. Molfetta si è salvata dall’invasione dei “barbari” solo perchè i treni che avrebbero portato i tifosi a Molfetta non è mai partito. Ma alla stazione di Molfetta era già pronta l’accoglienza blindata già dalle 14.30.

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Ma noi cittadini paghiamo le tasse per scortare le tifoserie di turno dai caselli autostradali e dalle stazioni agli stadi? Impegniamo le nostre forze dell’ordine (decine di agenti)  in questa assurda e inaccettabile “scorta”; impieghiamo tre autobus di linea della nostra Azienda Municipalizzata pagando lo straordinario agli autisti; utilizziamo tre auto e 10 agenti di polizia municipale per vigilare sul servizio scorta delle forze dell’ordine, mentre la città avrebbe bisogno della loro presenza sul territorio. Tutto questo sotto la supervisione del vicesindaco Maralfa mentre nelle nostre periferie si consumano, alla luce del sole, quotidiani episodi di microcriminalità dilagante.

E al termine della partita, presso lo stadio di Molfetta, i tifosi tranesi sono stati nuovamente scortati per evitare che avessero contatti con le tifoserie locali.

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Al Governo centrale, che ci regala ogni giorno tagli alla sanità, alla scuola pubblica e ai servizi sociali, chiediamo scelte coraggiose, drastiche e impopolari.  I tagli da fare alla spesa pubblica sono questi.

Basta con le scorte armate alle tifoserie, basta con l’impiego massiccio delle Forze dell’Ordine negli stadi di tutta l’Italia e per tutte le categorie di calcio.
Se qualcuno vuole ancora che esista il calcio cominci a far disputare le partite a porte chiuse, tanto non sono più gli incassi dello stadio a determinare i bilanci delle società, a quelli ci pensano le lobby politico-affaristico-mafiose.
Se qualche società vuole aprire gli stadi ai tifosi, lo faccia pure, paghi in proprio la sicurezza privata, se è in grado di farlo, e tutti gli eventuali danni provocati dai tifosi facinorosi. Quantifichiamo il costo di ogni domenica calcistica, quanto paghiamo per gli straordinari a migliaia di agenti, quanto ci costano tutti i danni al patrimonio che ogni domenica, o qualsiasi altro giorno della settimana, subiscono i nostri comuni, le Ferrovie dello Stato e i privati cittadini. Chiediamo un segnale forte, non solo al Governo ma anche al sindaco Natalicchio che permette l’utilizzo dei nostri mezzi pubblici per scortare le tifoserie del calcio.  Se vuole dare battaglia alla finanziaria che penalizzerebbe Regioni e Comuni si faccia portatrice di questo unico e deciso taglio al “calcio” degli sprechi e della violenza gratuita.

CarabinieriMolfetta

I teppisti del Trani assediano la stazione: bloccati i binari, sassi contro i treni. Aggredito il personale, ritardi di oltre tre ore

bari.repubblica.it

Un gruppo di tifosi del Trani, Eccellenza, diretti a Molfetta per seguire la partita di calcio Trani-Molfetta hanno occupato i binari nel pomeriggio di oggi. Col risultato che è saltata la circolazione ferroviaria in tutta la Puglia e l’intera direttrice Adriatica. Pomeriggio di passione per i viaggiatori che hanno dovuto fare i conti con le conseguenze dell’azione degli ultras che hanno invaso i binari con la pretesa di raggiungere Molfetta per la partita senza pagare il biglietto.

A quanto si è saputo dalla Questura, avrebbero prima sì preteso di salire sul treno senza il biglietto, poi lo avrebbero pagato, ma il personale delle Ferrovie, per questioni di sicurezza, avrebbe impedito loro di salire sul convoglio. I tifosi raccontano di aver aspettato di partire per lo stadio, biglietto in mano, senza però poter prendere nessuno dei treni diretti a Molfetta. Fino a quando l’esasperazione ha surriscaldato gli animi, dando il via alla protesta.

Alla fine erano circa 180 tifosi, secondo le Ferrovie. “Il primo gruppo ha immediatamente sfondato il filtro predisposto per il controllo dei biglietti – raccontano invece da Trenitalia – i facinorosi hanno poi occupato i binari continuando ad attraversarli. Dopo l’arrivo in stazione di una pattuglia della Polizia ferroviaria i teppisti hanno accennato a lasciare i binari e hanno aggredito un addetto di Protezione aziendale.

“I teppisti – contina la nota di Fs – hanno continuato indisturbati nei tumulti fino ad aggredire un altro addetto di Trenitalia e il personale di bordo, macchinista e capotreno, del regionale 8348. Gli addetti delle Ferrovie, dopo essersi rifugiati a bordo di un’autovettura della polizia, hanno raggiunto l’ospedale cittadino per farsi medicare. Solo l’arrivo del Reparto mobile della Questura, giunto alle 17.30 circa, ha riportato la calma in stazione”.

Gli effetti dei tumulti hanno quasi dell’incredibile: è stato aggredito personale Fs, sono stati danneggiati due treni, due treni regionali sono stati cancellati, mentre sei Frecce, cinque InterCity e tre regionali hanno registrato ritardi compresi fra 60 e 200 minuti. E’ il bilancio delle Ferrovie dello Stato su quanto avvenuto. Il Gruppo FS Italiane nelle prossime ore – viene annunciato nel comunicato – sporgerà denuncia all’Autorità giudiziaria in sede penale e civile. Fortunatamente nessuno dei passeggeri invece è rimasto ferito.

“Il comportamento incivile e aggressivo di un gruppo di sostenitori della squadra di calcio di Trani, diretti a Molfetta – si legge nella nota di Fs – ha fortemente rallentato e bloccato per tre ore nel pomeriggio la circolazione ferroviaria nella stazione di Trani, sulla linea Bari – Foggia. Un folto gruppo di tifosi, inizialmente solo una sessantina di persone, dalle 14 alle 18 ha imperversato nella stazione di Trani, tanto che è stato necessario, per motivi di sicurezza, bloccare il traffico in arrivo e partenza”. La circolazione ferroviaria è stata bloccata dalle 14 alle 15 e dalle 16 alle 18. Pesanti le ripercussioni sul traffico, con i passeggeri nelle stazioni della Puglia ferme sui binari e impossibilitati a partire.

“I tifosi, giunti in stazione privi di biglietto hanno in un primo momento evaso i controlli del personale del Gruppo FS Italiane presente. Poi – viene chiarito nella nota – hanno occupato i binari aggredendo due operatori di Protezione aziendale, intenti a controllare la regolarità dei titoli di viaggio e a coordinare le operazioni con le forze dell’ordine, e il personale di bordo (macchinista e capotreno) del Regionale 8348″. I più facinorosi, poi, hanno lanciato sassi contro il Frecciabianca 9803 (Milano – Lecce) fermo in ingresso della stazione di Trani.

La partita – aggiungono con amarezza da Fs – era considerata a rischio dall’Osservatorio nazionale manifestazioni sportive e che nella stazione di Trani non erano presenti forze dell’ordine nonostante tutti sapessero dello spostamento dei tifosi“. Restano da chiarire le circostanze dell’accaduto, e come si siano svolti con precisione i fatti. Resta però anche la domenica di passione dei viaggiatori incolpevoli, ostaggio di un pomeriggio con il lato più amaro del calcio.

Bomba davanti al centro scommesse, ferito un uomo

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di MARA CHIARELLI – bari.repubblica.it

Esplosione la notte scorsa dinanzi ad un centro scommesse, in via Brigata Regina, nei pressi del palazzo di giustizia di Bari. Un uomo, ripreso dalle telecamere dell’agenzia Betunik, verso le 2, ha posizionato un ordigno, probabilmente rudimentale, davanti al locale. L’esplosione ha danneggiato saracinesca e vetrina blindata del locale, nessun danno all’interno.

Colpite dalla deflagrazione anche due auto parcheggiate nei pressi del locale e il portone di una palazzina. Lievemente ferito ad una mano un passante che è stato soccorso dal 118 e trasportato al policlinico di Bari, ma non è grave. E’ ancora da chiarire la sua presenza sul luogo dell’esplosione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. Indaga la polizia. Sembra che gli agenti abbiano già recuperato le immagini delle telecamere posizionate nella zona.