Ancora violenza gratuita al Paolo Poli di Molfetta

Dopo aver letto la cronaca della giornata calcistica del derby casalingo credo sia doveroso, da parte di chi opera nel sociale e nella scuola, dare un contributo ad un dibattito che non si apre mai, purtroppo, dopo ogni avvenimento di cronaca che con lo sport non  ha nulla a che vedere.

Intanto colgo l’occasione per essere vicino e solidale alle forze dell’ordine ed in particolare ai Carabinieri di Molfetta per le aggressioni subite e poi alcune considerazioni  sui fatti di cronaca a cui siamo purtroppo abituati.

Sono pochi ad affermare con convinzione che abbiamo il campionato più violento e diseducativo del mondo, in tutte le sue manifestazioni e in tutte le sue categorie, compresa quella del Molfetta e del Bisceglie.  

Contribuiscono tutti, giocatori, presidenti, tifosi e signori del Palazzo.   E non è vero che sia sempre il solito gruppetto di facinorosi «che certo non ha niente a che vedere con i tifosi veri», come si continua a dire nel dopo partita.  Non è vero.   Sono la maggior parte, sono curve intere, sono autentici gruppi organizzati, ovunque, su tutti i campi d’Italia.   Sono quelli che allo stadio dettano legge, impongono cori e parole d’ordine, compattano e guidano, comandano.   Sono gruppi preparati a questo unico scopo.   E hanno i loro simboli, il loro linguaggio, i loro segni di riconoscimento.   Sono gruppi da guerriglia sportiva;   hanno i loro capi che tutti conoscono e molti foraggiano.   Biglietti gratis e facilitazioni nelle trasferte. Quasi sempre vengono anche scortati dalle forze dell’ordine.

Alzi la mano quel presidente che abbia davvero tagliato i cordoni con simili personaggi. Ma quanti sono i coraggiosi? Quanti sono disposti a mettere davanti, a tutto, i valori di una convivenza civile? E quanti i presidenti pronti a compiere un gesto di rottura totale e definitiva con il luridume che si manifesta ad ogni partita? Ci sono? Si facciano sentire.   Condannino apertamente le frange violente delle loro tifoserie. Credo sia giunto il momento delle scelte difficili, drastiche e impopolari.

Al Governo centrale, che ci regala ogni giorno tagli alla sanità, cultura e ai servizi sociali, si chiedono scelte coraggiose. Siamo di fronte a qualcosa che è ancor più grave dell’evasione fiscale che si vuole ma non si è capaci di combattere.

Questa è una cancrena con cui conviviamo e non ha abbiamo il coraggio di debellare. Ogni domenica, ma non solo (ormai si gioca tutta la settimana), quanto ci costa la presenza di decine e decine  di migliaia di poliziotti in tutti gli stadi d’Italia, per tutte le categorie?(E stiamo parlando solo del calcio).

A quanto ammontano i danni al patrimonio, treni, tram, stazioni, stadi, nelle città, causati dai “delinquenti” del calcio? Io credo che sia una cifra talmente grande che nessuno ha mai voluto calcolare perché farebbe impallidire chiunque; ebbene lo Stato permette che questo avvenga e noi popolo pecorone permettiamo loro di continuare a giustificare il tutto dicendo che non ci sono rimedi perché ” morirebbe il gioco del calcio”. Ma il calcio è già morto; forse sarebbe più onesto affermare che morirebbero tutti gli imperi economici, gli illeciti sportivi, gli interessi di lobby affaristiche e clientele politiche che girano intorno al calcio.

Se qualcuno vuole ancora che esista il calcio cominci a far disputare le partite a porte chiuse, che tanto non sono più gli incassi dello stadio a determinare i bilanci delle società.

Se qualche società vuole aprire gli stadi ai propri tifosi, lo faccia pure, paghi in proprio la sicurezza privata, se è in grado di farlo, e tutti gli eventuali danni provocati dai tifosi facinorosi.

Al Sindaco Azzollini si chiede in un momento di ”ristrettezze economiche” delle casse comunali di riservare nei confronti del calcio, lo stesso trattamento che ha voluto per la cultura cittadina.

Emetta un’ordinanza con cui si faccia divieto di disputare le partite di calcio a porte aperte fino a quando non si creeranno le condizioni più idonee di civile convivenza. Forse si potrebbero trasmettere le dirette “in rete” in accordo con le testate giornalistiche locali.

Qualcuno dirà  che questo non è lo sport, certo, ma è una misura drastica pari ad una qualsiasi altra misura restrittiva che potrebbe riguardare un qualsiasi altro ambito sociale; perché  il calcio deve rimanere sempre impunito?

E poi le forze dell’ordine bisognerebbe lasciarle libere, semmai nelle investigazioni che riguardano proprio il mondo del calcio, e non per proteggere avvenimenti sportivi che per la loro natura non dovrebbero essere violenti.

Allora Sindaco si faccia coraggio e, oltre le ordinanze Sindacali che riguardano Molfetta, prepari una bella proposta di Legge Parlamentare per cambiare il mondo del calcio.

 

Molfetta 8.1.2007

 

Matteo d’Ingeo

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4 commenti su “Ancora violenza gratuita al Paolo Poli di Molfetta

  1. anonimo il said:

    ma ho letto che il sindaco erano fuori allo stadio, che facevano ? coordinavano i loro ultras?

  2. anonimo il said:

    i balordi nostrani sono sempre gli stessi e tutti li conoscono. Anche quelli che preparano le bombe e le sparano.

  3. anonimo il said:

    L’ASSESSORE SPADAVECCHUIA SULLE VIOLENZE DEL DERBY

    Molfetta, 9 gennaio 2007

    «Desidero esprimere la vicinanza, mia personale e di tutta l’amministrazione comunale, ai due carabinieri rimasti feriti durante gli scontri di domenica pomeriggio fra le due tifoserie del “Molfetta Calcio” e del “Bisceglie 1913 Don Uva”. Al tenente Francesco D’Ecclesiis e al brigadiere Luigi Cosmai auguro una pronta e completa guarigione. Ringrazio, inoltre, l’intera compagnia dei carabinieri di Molfetta per l’operato svolto a tutela della sicurezza dei cittadini presenti fuori e dentro lo stadio.»

    L’assessore allo Sport del Comune di Molfetta, Vincenzo Spadavecchia, con queste parole esprime profonda solidarietà ai carabinieri intervenuti per sedare le violenze verificatesi fra alcuni gruppi di facinorosi prima del derby di calcio Molfetta-Bisceglie (campionato di Eccellenza). «Questa amministrazione comunale alla vigilia della partita aveva predisposto tutto quanto di propria competenza per garantire il massimo della sicurezza. Purtroppo, però, c’è da registrare come alla stupidità di qualcuno non c’è mai rimedio. Sono convinto che gli inquirenti accerteranno presto le responsabilità di tutte le persone coinvolte in questi indicibili violenze che ovviamente nulla hanno a che fare con lo sport e la sportività.»

  4. anonimo il said:

    Soccerpuglia.it

    DERBY E VIOLENZA: PADALINO, “SCRITTE TANTE FALSITÀ”

    – 9/1/2007 – 0:06

    Interviene il presidente del Bisceglie per parlare del derby e di quanto è apparso sui giornali. “Condannata un intera tifoseria. Mi sento offeso”. All’interno tutte le ultime news.



    E’ un vero è proprio uragano quello che si è scatenato all’indomani del derby dell’adriatico tra Bisceglie e Molfetta. In seguito agli incidenti accorsi tra le due tifoseria prima della gara, e ai susseguente articoli apparsi sulla Gazzetta del Mezzogiorno a firma di Marianna La Forgia, sui siti Soccerpuglia e Laltramolfetta e firmati dal Sig. Michele Germinarlo (autore anche del servizio apparso sull’emittente Telesveva), e sul sito quindici-molfetta a nome di Francesco Del Rosso, la società nerazzurra tramite il suo presidente Dott. Padalino ha provveduto a condannare gli episodi di violenza accaduti nonché a smentire quanto apparso su questi organi di stampa. 

“Quello che è accaduto ieri prima della gara tra noi e il Molfetta è da condannare in ogni forma possibile in quanto ciò non rappresenta il sano e vero agonismo sportivo. Detto questo però, vorrei precisare e smentire quanto scritto da alcuni corrispondenti molfettesi sugli incidenti in questione. 
Innanzitutto premetto che la società dell’A.S. Bisceglie si era mobilitata già nei primi giorni della settimana che precedeva il derby, ad allertare i carabinieri di Molfetta e la società molfettese della possibile presenza di circa 500 tifosi biscegliesi al seguito della squadra. 
Avevamo anche richiesto che ci fossero dati in anticipo i tagliandi d’ingresso allo stadio per la nostra tifoseria al prezzo di € 5,00, in modo che gli stessi potessero essere venduti direttamente qui Bisceglie, evitando quindi file alla biglietteria e possibili disordini. 
Una proposta però declinata dalla stessa società biancorossa che al contrario ha deciso di vendere i biglietti allo stadio e di aumentare il prezzo d’ingresso a € 7 .
Il presidente nerazzurro si sofferma poi sulla mancata organizzazione della società locale e sul servizio d’ordine presente allo stadio: ”All’arrivo dei tifosi al di fuori dello stadio, la biglietteria della stessa era clamorosamente chiusa, così da costringere i nostri supporters all’attesa sulla strada adiacente la struttura. Purtroppo però, e qui i giornalisti in questione non hanno menzionato un bel nulla, i nostri stessi supporters che attendevano l’apertura della biglietteria sono stati fatti oggetto di una fitta sassaiola da pseudo-tifosi molfettesi che avevano premeditato già il tutto., provocando così la risposta di alcuni supporters ospiti.
Una volta entrati nel settore a loro riservato, a tal proposito mi sembra assurdo che viste le vecchie ruggini e gli con scontri avvenuti in passato si decida di mettere le due fazioni nella stessa gradinata seppur divisa da una semplice ringhiera di ferro, era a dir poco irrisoria la presenza di forza dell’ordine presente per dividere ed evitare possibili contatti fra le due tifoserie.
I pochi carabinieri presenti, nulla infatti hanno potuto per fermare la fitta sassaiola fra le due parti che ha poi portato al ferimento di alcuni esponenti della forza pubblica (pietre lanciate da un tifoso molfettese poi identificato, ndr).
La gara ha poi rischiato la sospensione visto il continuo lancio di bombe carta dei tifosi molfettesi all’ interno del settore nel quale erano presenti i biscegliesi. 
Vorrei inoltre precisare, che a differenza di quanto scritto da questi giornalisti, io sono andato per ben 3 volte sotto la gradinata dei nostri tifosi e dei tifosi molfettesi con il tecnico Ferrante e con lo stesso Presidente De Nicolò, per cercare di calmare gli animi ed annunciare il mancato inizio della gara. 
A tal proposito vorrei rimarcare che quando ero in campo sono stato minacciato di morte da un personaggio dapprima spacciatosi per dirigente della società biancorossa e poi risultato un capo tifoso del Molfetta il quale tranquillamente girava all’interno del terreno di gioco. 
Una minaccia avvenuta anche davanti agli occhi di altra gente che poi ha provveduto per fortuna a fermare questo personaggio il quale stava cercando il contatto fisico.
Premettendo che durante la gara non sono più avvenuti altri scontri, anche grazie all’arrivo di un folto numero di poliziotti giunti da Bari mi chiedo perché per una gara così ad alto rischio e nonostante le innumerevoli sollecitazioni da parte nostra, si sia provveduto a non predisporre un’adeguata forza pubblica. 
Come sia possibile che per una gara così importante la società di casa non si sia organizzata per salvaguardare la sicurezza dei tifosi presenti allo stadio ma anche l’incolumità della squadra ospite e dei suoi dirigenti. 
A proposito di ospitalità, mi dispiace poi sottolineare che sia all’interno di tutto lo stadio che negli spogliatoi, erano presenti volantini con su scritto “Benvenuti ai conigli biscegliesi”, un gesto sicuramente poco sportivo e di cattivo gusto. 
Come di cattivo gusto è stato il commento fatto dai giornalisti prima menzionati che hanno approfittato di questi atti di teppismo per strumentalizzare quanto avvenuto, e additare con l’appellativo di vandali tutta la tifoseria biscegliese. 
Io sono il primo tifoso del Bisceglie e mi sento offeso da quanto scritto, perché si è condannata un’ intera tifoseria e non qualche pseudo-tifoso che nulla ha a che fare con il vero tifo biscegliese. 
Si è parlato di tifosi biscegliesi violenti, si è parlato di tifosi biscegliesi autori di scontri, ma la realtà è che a fine gara la polizia ha dovuto fare delle cariche nei confronti della tifoseria locale, e ad oggi le cronache parlano di ben quattro tifosi molfettesi arrestati. 
Chi ha il compito di informare la gente deve avere la coscienza di farlo in maniera corretta e veritiera, senza farsi prendere dalle faziosità di parte.

    Soccer Puglia.it

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