Processo Amato, parlano i testi della difesa

In tre hanno deposto ieri. Il 16 toccherà al mondo della politica. Sentenza attesa per la fine di gennaio.

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di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

È prevista per la fine del prossimo mese la chiusura del processo e la conferma viene dal calendario delle udienze. Dopo i testi della Procura, nell’aula sono comparsi ieri quelli della difesa dell’imputato principale. Degli undici convocati dall’avvocato Domenico Di Terlizzi, tra difetti di notifica e assenze giustificate hanno deposto in tre: Liliana Mastro, Giuseppe Quercia e Domenico Pisani.
La Mastro, componente della commissione per la formazione del personale addetto alle vendite del Fashion District, ha parlato delle modalità di esame e valutazione dei candidati, precisando che la responsabilità di tutti i corsi faceva capo a Fabia Garatti.
Quest’ultima, ieri assente, sarà ascoltata nella prossima udienza, fissata per il 16 dicembre. La testimone ha inoltre precisato che, al termine dei corsi, le aziende non erano poi vincolate ad assumere il personale formato. La deposizione di Quercia, invece, ha riguardato la richiesta e l’ottenimento di un’autorizzazione per una pedana poi trasformata in gazebo da porre all’esterno della sua attività commerciale nel centro cittadino. A precisa domanda dell’avv. Maurizio Masellis, legale del Comune costituitosi parte civile (assieme a Matteo d’Ingeo rappresentato dall’avv. Bartolo Morgese), si è evidenziato come tale installazione occupasse oltre al marciapiede anche parte della sede stradale, in una zona ad alta densità di traffico.
Il teste ha comunque precisato di aver riservato al transito dei pedoni la parte anteriore della struttura. Il dipendente comunale Domenico Pisani ha riferito sull’affidamento, in occasione del veglioncino del Carnevale Molfettese 2005, dell’incarico di vigilanza del PalaPoli all’istituto privato La Securpol srl, pur essendo prevista la presenza della Polizia Municipale.
L’argomento era stato già trattato nella controversa udienza dello scorso 11 giugno in cui era stato chiamato a deporre dal Pm l’ex assessore allo Sport Mario Cantatore. Nel corso dell’audizione del teste è emerso che il comitato organizzatore (di cui Pisani era segretario verbalizzante) era privo della figura di presidente, sostituita da quella di coordinatore, nella persona di Cantatore.
Il 16 dicembre compariranno davanti alla corte formata dai giudici Cesaria Carone (presidente), Lorenzo Gadaleta e Francesco Messina (a latere) altri testimoni a discarico.
Tra questi, oltre a Fabia Garatti, l’ex sindaco Tommaso Minervini, l’ex assessore Antonio Ancona e Giacomo Spadavecchia, attuale assessore al marketing territoriale.

Il processo
 

Secondo la Procura della Repubblica di Trani rappresentata dal Pubblico Ministero Giuseppe Maralfa, l’attuale consigliere comunale dell’Udc Pino Amato, tra il 4 gennaio 2004 e l’11 ottobre 2005, periodo in cui ricopriva la carica di assessore alla Polizia Municipale della giunta del sindaco Tommaso Minervini, avrebbe abusato della sua funzione di pubblico ufficiale attivandosi per mettere in piedi, insieme ad altri imputati, una rete di contatti atta a creare un serbatoio di voti per sé e per altri. 



Tale serbatoio di voti sarebbe stato utilizzato per sé durante le Elezioni Amministrative del 2006 (che l’hanno visto totalizzare 999 preferenze) e nelle Elezioni Regionali 2005 in favore del candidato di Forza Italia Massimo Cassano (eletto con 10.835 voti, 1.707 dei quali ottenuti a Molfetta). 



Questo quadro accusatorio è maturato dopo indagini condotte per mezzo di intercettazioni telefoniche e ambientali ed è sfociato nel procedimento in corso nel Tribunale di Trani. 



Assieme ad Amato, sul banco degli imputati siedono Pasquale Mezzina(ufficiale di Polizia Municipale),Girolamo Antonio Scardigno (ex consigliere comunale di Forza Italia), Gaetano Brattoli (broker assicurativo), Vito Pazienza(militante del movimento politico Popolari per Molfetta) e Giovanna Anna Guido (rappresentante legale dell’istituto di Vigilanza La Securpol s.r.l.). A vario titolo, devono rispondere di concussione, voto di scambio, abuso d’ufficio e falso ideologico. 



 

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