Manfredonia, sigilli al ristorante sugli scogli: è del nipote del boss ucciso nella strage di agosto

fonte: http://bari.repubblica.it – di MARIA GRAZIA FRISALDI

Ancorato con il cemento agli scogli: scattano i sigilli al ristorante ‘Guarda che luna‘ sulla suggestiva scogliera in località Acqua di Cristo a Manfredonia. Il locale è stato al centro di una indagine diretta dalla Procura di Foggia, all’esito della quale i carabinieri, con i forestali e gli uomini della Capitaneria di porto, hanno eseguito il sequestro preventivo.

La struttura è gestita dalla società Bar Centrale di Francesco Romito, nipote di Mario Luciano, il boss di Manfredonia ucciso lo scorso 9 agosto nella strage di San Marco in Lamis, insieme col cognato Matteo De Palma (che gli faceva da autista) e con i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, i due agricoltori uccisi perché scambiati per due fedelissimi dei Romito.

I militari hanno posto sotto sequestro l’intera struttura – sala ristorante, cucina, servizi e veranda – allestita sull’area demaniale da circa 25 anni: nel tempo si è evoluta da chiosco a bar (la concessione risale al 2000 ed era stata data a patto che la struttura fosse amovibile), fino a diventare un vero e proprio ristorante sul mare.

Secondo quanto accertato, il ristorante è stato realizzato in spregio alle normative edilizie e ambientali: non è stato rispettato il precetto dell’amovibilità previsto dal piano regolatore generale di Manfredonia, dal piano paesaggistico territoriale della Regione Puglia e dal piano regionale delle coste, che impongono la facile smontabilità o amovibilità di strutture sulle coste o comunque entro i 300 metri dal mare.

Dal 2011, anzi, la struttura era stata ancorata alla scogliera tramite cementificazione. Inoltre l’immobile è stato realizzato in palese violazione dei permessi a costruire, in totale difformità del titolo abilitativo edilizio, delle autorizzazioni imposte del codice paesaggistico e del Codice della navigazione.

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