L’amministrazione comunale non contrasta l’occupazione abusiva di suolo pubblico; compiacente o sotto ricatto?

 

Il 9 maggio scorso il movimento “Liberatorio Politico” ha protocollato l’ultimo sollecito, e diffida, a rispondere, al Sindaco T. Minervini, Ass.re Pasquale Mancini e Comandante di Capua, all’esposto sull’abusivismo commerciale e occupazione abusiva di suolo pubblico. Dopo aver presentato due note in data 5 gennaio 2018 n. 846 e 6 febbraio 2018 n. 8027 e un sollecito a rispondere l’8.3.2018 con nota n. 15.430 non sono giunte risposte e la situazione in città è peggiorata.

Si attenderà qualche giorno ancora e in mancanza di solleciti e positivi riscontri chiederemo l’intervento degli organi giudiziari laddove si riscontreranno gravi omissioni da parte di pubblici ufficiali ed organi politici e amministrativi.

L’occupazione abusiva di suolo pubblico nella nostra città è in aumento esponenziale ogni giorno; chi occupa abusivamente il suolo pubblico intralcia la viabilità pedonale e veicolare, non rispetta le più elementari norme igienico-sanitarie e di tracciabilità della merce. Inoltre tutte le situazioni di occupazione abusiva di suolo pubblico rappresentano un’immagine negativa di decoro urbano. C’è da segnalare anche il comportamento di tanti altri commercianti ortofrutticoli, con regolare licenza, che occupano marciapiedi e strade in contrasto al codice della strada.

Oltre l’occupazione abusiva diffusa di suolo pubblico, segnaliamo il mancato rispetto di due sentenze di cassazione  la n. 6108/14 del 10 febbraio 2014 e la sentenza n. 25826/2016  con cui i giudici ritengono condannabile il commerciante che vende merce esposta agli agenti inquinanti dell’aria senza assicurare l’idonea conservazione degli alimenti stessi. 

Senza la relativa autorizzazione amministrativa, l’occupazione in maniera stabile e non itinerante della via pubblica con cassette di frutta e verdura, e installazioni, è reato, comportando invasione di terreni ed edifici.

Tale occupazione abusiva del suolo pubblico rappresenta un reato e non un illecito amministrativo e rientra nell’ambito di applicazione dei provvedimenti posti a tutela del patrimonio e non di quelli volti a garantire la sicurezza della circolazione stradale.

Pertanto, ai fini di una corretta gestione dell’attività di commercio di frutta e verdura, l’esposizione delle relative cassette fuori dal locale, richiede apposita autorizzazione amministrativa; in mancanza è prevista la reclusione fino a due anni o la multa da euro 103,99 a euro 1.032,91.

In numerosi esposti presentati in passato abbiamo segnalato situazioni che ancor oggi sono rimaste inalterate quali: 

– via Bari n. 27;

– via Bari n.88; 

– viale PioXI n. 17/D; 

– Largo Michiello n. 23;  

– Piazza Principe di Napoli angolo con via Adele Cairoli ;

– via Massimo d’Azeglio, n. 150; 

– via Immacolata n. 13 ( strada e marciapiede); 

– via Immacolata, altezza del civico n.25;

– Via Carlo Alberto n. 38;

– via Canonico de Beatis, entrata parco fronte ferrovia;

– via Ten Silvestri, angolo via Cap de Candia;

– Via Cap. Magrone, angolo, via Azzararita;

– via Ricasoli n. 42.

In molte di queste situazioni si occupa stabilmente marciapiede e strada, anche di notte, e di giorno si aprono ombrelloni che occupano strade e marciapiedi.

Non solo per queste postazioni, ma per tante altre conosciute al Comando di Polizia Municipale, si chiede ancor oggi, di verificare se i suddetti commercianti occupano regolarmente gli spazi pubblici, se sono rispettate le più elementari norme di igiene e mantenimento della merce, se vengono rilasciati gli scontrini fiscali, se è rispettata la norma della tracciabilità del prodotto, se le autorizzazioni rilasciate siano in contrasto con i regolamenti comunali e il codice della strada; se sono rispettate le sentenze di Cassazione n.6108/14 del 10 febbraio 2014 e n. 25826/2016.

Inoltre si chiede se in tutti questi mesi, non siano stati istruiti i procedimenti sanzionatori, destinati ai commercianti recidivi multati, con sequestro della merce, mezzi e sospensione della licenza laddove esistente.

Questa città ha bisogno di ritrovare una sua immagine più decorosa e rispettosa del bene comune quindi, come Movimento Liberatorio, riteniamo di confermare la nostra proposta avanzata già dal dicembre 2006 e mai ascoltata; chiediamo di eliminare totalmente la presenza di venditori di ortofrutta ambulanti nel quadrilatero delimitato dalle vie Grittani, Calabrese, Amato, Cozzoli, Mezzina, Pomodoro, Baccarini, P.zza A.Moro, L.da Vinci, Fornari, Balice, Cagliero, G.De Candia, Viale Giovanni XXIII, S.Francesco d’Assisi, Vico 14° M.dei Martiri,  in considerazione che:

– il centro urbano cittadino risulta ormai quasi invivibile per l’aumento del traffico e la conseguente diminuzione dei parcheggi;

– è diventata cattiva consuetudine, da parte di molti operatori commerciali, non rispettare le ordinanze e i regolamenti comunali che riguardano l’occupazione del suolo pubblico;

– sono venute meno le motivazioni che giustificavano l’esistenza dell’ambulantato nel centro urbano, per la presenza di numerosissimi esercizi commerciali che offrono la stessa merce con più garanzia sulla tracciabilità del prodotto e delle condizioni igienico-sanitarie;

– spesso molti commercianti, sia a posto fisso che itineranti, nel non rispettare le norme dell’occupazione del suolo pubblico creano disordine e una cattiva immagine della città .

La nostra proposta sarebbe supportata dalle citate sentenze di cassazione con cui i giudici hanno ritenuto condannabile il commerciante che vende merce esposta agli agenti inquinanti dell’aria senza assicurare l’idonea conservazione degli alimenti stessi; sarebbe auspicabile che non ci fossero più ambulanti in centro città e non ci fossero più esposizioni di merce sui marciapiedi riconsegnando marciapiedi e strade ai cittadini. Naturalmente l’amministrazione dovrebbe promuovere nella restante parte della città e nelle zone d’espansione nuovi spazi urbani e mercatali attrezzati destinati al commercio e alla ricollocazione di quegli operatori ambulanti esclusi dal centro città.

Pertanto chiediamo alla S.V. di emettere un provvedimento amministrativo che vieti nel quadrilatero indicato (delimitato dalle vie Grittani, Calabrese, Amato, Cozzoli, Mezzina, Pomodoro, Baccarini, P.zza A.Moro, L.da Vinci, Fornari, Balice, Cagliero, G.De Candia, Viale Giovanni XXIII, S.Francesco d’Assisi, Vico 14° M.dei Martiri) la vendita ambulante di merce ortofrutticola e il divieto di esporre la stessa merce sui marciapiedi da parte degli esercizi commerciali.

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