Bari, la gelateria Gasperini confiscata al boss affidata a una ‘società last minute’

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fonte: http://bari.repubblica.it/cronaca – di MARA CHIARELLI

Dai conti della mafia a quelli del commercio barese. Passa ancora di mano la storica gelateria Gasperini di corso Cavour, nel centro di Bari. Dopo essere stata confiscata a Biagio Cassano, considerato il riciclatore del denaro del clan Parisi, e aver vissuto quattro anni di rilancio con l’affidamento da parte dell’amministrazione giudiziaria ai dipendenti, dal 5 agosto scorso Gasperini è gestita dalla “Apulia Dulcis srl”.

Soci al 50 per cento sono Viviana Cataldo, proprietaria dell’Antica Gelateria Gentile (attività ben avviata di fronte al castello Svevo) e Leonardo Volpicella, che ne è amministratore unico. Volpicella è anche il genero di Alessandro Ambrosi, vice presidente nazionale di Confcommercio, presidente di Confcommercio Puglia e Bari-Bat, nonché presidente della Camera di commercio di Bari.

Le carte di questa storia, che si radica nelle pieghe della società barese, raccontano di un esercizio commerciale, difficile da gestire per le pressioni malavitose esercitate sin da subito e, nonostante tutto, della buona volontà di farlo fruttare al meglio. La “Cavour 55”, proprietaria della gelateria, strappata al clan Parisi con il primo sequestro nel marzo 2012 (arrivata poi a confisca definitiva il mese scorso), rappresenta negli anni un esempio di come un bene sottratto alla mafia possa continuare a vivere e a produrre lavoro.

Ci provano i dipendenti. Ma, nonostante le numerose iniziative di legalità, il lavoro quotidiano e le visite baresi di sostegno come quella della presidente della commissione antimafia, Rosy Bindi, i conti finiscono in rosso. La crisi di liquidità dell’azienda induce allora la presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Bari, Francesca La Malfa, e l’amministratrice giudiziaria Mariangela Quatraro a prendere provvedimenti. Più di una volta viene offerta ai dipendenti la possibilità di costituirsi in cooperativa e di rilevarne la gestione, ma la risposta è negativa.

Non resta allora che pubblicare sul sito del tribunale e su quello delle aste giudiziarie un bando di gara per l’affitto del ramo di azienda. La data per la presentazione delle offerte, in busta chiusa allo studio Quatraro, è il 25 luglio. E proprio in quei giorni succedono due cose: da una parte, si manifesta l’interessamento della Ladisa Ristorazione, che si informa sullo stato patrimoniale della Cavour 55 e presenta una manifestazione d’interesse. Dall’altra, proprio in quelle ore, nasce la Apulia Dulcis, costituita il 21 luglio 2016 e iscritta nel registro delle imprese il 25 luglio. Praticamente in contemporanea con la presentazione della busta, che sarà aperta l’indomani in tribunale.

Quel giorno, nonostante le premesse incoraggianti, la Ladisa non si presenta e la gara viene aggiudicata all’unico offerente: la Apulia Dulcis di Viviana Cataldo e Leonardo Volpicella. I rappresentanti della Ladisa, interpellati sull’assenza imprevista, si giustificheranno dicendo che avevano dimenticato la data. Ed è un bene per la Apulia Dulcis perché il bando prevede che, “in caso di offerte ugualmente valide, si procederà a gara tra gli offerenti sulla base dell’offerta più alta, con il rilancio minimo del 20 per cento del canone base e con aggiudicazione al miglior offerente“.

A gestire Gasperini, per tre anni come prevede il contratto, dal 5 agosto scorso è dunque la srl amministrata dal genero di Alessandro Ambrosi: il costo sostenuto (in semestralità anticipate, come indicato nel bando di gara), è di 1.500 euro al mese più Iva, di cui 500 per canone di locazione del ramo aziendale e 1.000 per l’uso del marchio. A parte, ovviamente, i costi di affitto del locale dove c’è la vendita (4.000 euro più Iva) e del deposito attiguo (altri 1.200 più Iva).

Obbligo dei nuovi affittuari è quello di somministrare prodotti a marchio Gasperini provenienti dal laboratorio artigianale compreso nel ramo d’azienda, conservare la storica insegna e di rilevare i nove dipendenti, per alcuni dei quali il contratto a termine è scaduto alla fine di settembre scorso. L’affare è fatto. La storica gelateria di Bari, quella che sforna i coni più famosi della città, per i prossimi anni non chiuderà. Al contrario, proseguirà sul solco della tradizione, nella strada più nota del murattiano, con vista sulla Camera di commercio.

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