“Quella nomina è cosa tua”: così l’assessore Ruggeri garantiva poltrone in cambio di sostegno politico a Emiliano

Michele Emiliano ha “venduto le proprie prerogative” istituzionali. L’assessore regionale Salvatore Ruggeri prometteva nomine non come se fossero cose di tutti. “Quella è cosa tua ” , diceva al consigliere regionale Napoleone Cera e a suo padre, l’ex parlamentare Angelo, in riferimento a una casa per anziani a Chieuti, nel Foggiano. I Cera, appunto, gestivano ” il posto fisso ” come nei film di Checco Zalone. E la politica come nella peggiore parodia di House of Cards: da destra a sinistra, da sinistra a destra: “Ho fatto saltare il tavolo del centrodestra ” . Ma ” domani mattina fammi una cortesia, dimmi come si muove Emiliano si quella deliberà e io mi muoverò in provincia di Foggia (…) con i voti a San Severo. Portale e fammi sapere, sarà conseguenziale su tutto”.

È questo lo spaccato che emerge dagli atti allegati all’inchiesta della procura di Foggia che ha portato agli arresti i Cera. Inchiesta in cui sono indagati per corruzione il governatore Michele Emiliano e l’assessore Ruggeri. Il gip foggiano Armando dello Iacovo ha ritenuto non provato il reato di corruzione a carico di Emiliano. Ma la Procura sta continuando le indagini. “I fatti emersi – scrive il pm Marco Gambardella – determinano l’emersione di una ” vendita” delle proprie prerogative e della sua discrezionalità da parte del presidente Emiliano al fine di ottenere dai Cera un appoggio elettorale nel comune di San Severo, ove era candidato alla carica di sindaco Francesco Miglio, un uomo vicino politicamente e umanamente all’indagato Emiliano”.

“Portami i tuoi”. Siamo a febbraio. E il momento politico è delicato. Ci sono alle porte le elezioni amministrative e i Cera in provincia appoggiano quasi ovunque il centrodestra, compreso a Foggia. A San Severo il presidente Emiliano si spende però per il suo amico Migliom che lo nominò assessore alla Legalità evitando così che tornasse in magistratura dopo i dieci anni da sindaco di Bari. Emiliano manda messaggi a Cera: “Mi raccomando a San Severo. Chiama:”I tuoi fammeli venire, portali che li convinco io”.

Noi su San Severo abbiamo fra i 1.700 e i 2 mila voti, li sto convincendo piano piano“, gli promette Cera. I Cera capiscono l’operazione e – stando alla ricostruzione fatta dalla Procura – fissano un prezzo: la nomina alla Asp di Chieuti, “un centro di potere ” , come lo definiscono nelle intercettazioni, che gestisce appalti e assunzioni, di un loro protetto: Cosimo Titta. Per questo fanno sponda con il loro compagno di partito, l’assessore Salvatore Ruggeri.Tieni d’occhio la situazione… capito?”.

” Siamo usciti a pane asciutto “
Il 6 marzo c’è quella che, secondo la Procura, è l’intercettazione madre.
N. Cera: ” Michele, vedi che Ruggeri dovrebbe portare una cosa in giunta”.
Emiliano: “Cosa?”.
C.: “Chieuti”.
E.: “Va bene”.
C.: “Capito?”.
C.: ” ( Napoleone è con il padre che prende il telefono) Michele, io su San Savero faccio una giravolta di 384 gradi. Ma a Foggia avendo fatto le primarie non mi posso muovere Miché. Là mi sfasciano il, culo. A San Severo faccio come dici tu”.
C.: ” Farò d tutto, però l’operazione la fai tu… Michele vedi che su quella cosa ci tengo in modo particolare proprio io, eh! (…) Non fare scherzi”.
E.: “Ma là, il disegno di legge?”.
C.: “Eh, come dire è un Asp”.
E.: “Vabbè poi…”
C.: ” Lì noi siamo usciti a pane asciutto, totalmente asciutto”.
E.: “Va bene, un bacio”.
 
Secondo la Procura questa conversazione proverebbe per lo meno la promessa dell’accordo corruttivo. Tesi non condivisa però dal gip, anche perché la nomina voluta dai Cera non si è poi realizzata, come ha sottolineato (a prova della sua innocenza) Emiliano. Seguendo però le intercettazioni, la cosa sembrava fatta. O per lo meno così prometteva l’assessore Ruggeri.
Cera: “Domani mattina Totò fammi una cortesia perché dipende da come si muove Emiliano su quella delibera lì, io mi muoverò in provincia di Foggia, capito?”.
R.: “Non ho problemi, io devo mettere il nome lì”.
C: “E se te lo blocca?”.
R.: “E perché?”.
C.: ” Tu porta la delibera e fammi sapere subito. Io sarà conseguenziale su tutto. Se mi muovo io qualcosa la riescono ancora a vincere, hai capito? Perché lui mi sta rompendo i coglioni per San Severo…”.
Dopo poco Cera richiama.
C.: “Avete fatto, Totò?”.
R.: “No, Ma l’ho chiusa per te. Con l’accordo di tutti”.
Qualche ora dopo Cera compulsa Emiliano.
C.: ” Io sto in sezione a San Severo… Firmiamo con te presente”.
E.: “Non riesci a fare altro?”.
C.: “No! Lo faccio per te”.
” Non ci scorderemo di lui ”
 
Angelo Cera è politico di lungo corso e capisce che qualcosa non sta andando come dovrebbe. È furibondo: “Diglielo al presidente che noi ci scorderemo di lui. Che io farò il pazzo, stesse tranquillo“. Ruggeri lo rassicura: “Chieuti è tua. È già firmata. È fatta! ” . ” Deve firmarla soltanto il presidente, è stata già deliberata, stiamo tranquilli, non si può cambiare, non si può cambiare (…) Puoi dire a Titta che è stato nominato“.
Siamo ai primi di maggio. Emiliano incassa i voti dei Cera ma non firma, prima del ballottaggio (del 10 giugno) alcuna nomina. Se ne sorprende anche la Finanza, tratta in inganno dalle intercettazioni. Il 3 giugno i militari si presentano alla Regione per prendere la documentazione. E trovano la sorpresa: ” La nomina non era stata formalizzata. In Regione – scrive il pm – viene trovata la proposta di decreto del presidente della giunta e dell’assessore proponente. Ma in bianco: è priva del nome della persona di cui si propone la nomina“.
Quella nomina non si farà mai più. Per i Cera è uno smacco importante. Perché sulle nomine hanno costruito una carriera. Lo dimostra una lunga intercettazione, nel loro ufficio, “dove la gente prendeva i numerini ” ha spiegato la Procura di Foggia, con un ragazzo, Antonio, e sua madre.
È un posto sicuro
Cera: “Allora, tu sei laureato?”.
Antonio: ” Economia aziendale, con la specialistica”.
C.: ” E allora senti, il Padre eterno può essere che ci aiuti, e sai perché? La Regione Puglia ha appaltato il servizio di contabilità generale all’esterno. Se l’è aggiudicata una società di Bari che provvederà ad assumere in tutto 300 laureati, con la clausola sociale. Cioè a tutti gli effetti dipendenti regionali”.
Madre: “Dipendenti regionali?”.
C.: ” A tutti gli effetti (…) Tu hai fatto la domanda da navigator, posso chiamare( Massimo) Cassano che è grande amico nostro che Emiliano a messo a capo dell’Agenzia regionale del lavoro, a cui la domanda è andata. Ma sinceramente…”.
M.: “Ma quello è sicuro, Angelo?”.
C.: “Il primo sei in Regione, i navigator sono un ufficio di collocamento a fatti propri, francamente non ci penserei neanche…”.
M: “E allora aspettiamo”.
C.: “Noi daremo una decina di nomi, ci hanno detto di prepararne, naturalmente di laureati perché vi faranno un colloquio, comunque vi devono giustificare (…) Essendo tu di Foggia finirai a Foggia, il leccese finirà a Lecce e il barese… È chiaro”.
 
 
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