Mafia Gargano, uomini dello Stato negano il malaffare e se la prendono coi giornalisti. “Siete merda”

fonte: www.immediato.net

Negare la mafia in una terra dove si assiste a continui omicidi e allo scioglimento di consigli comunali per infiltrazioni malavitose. È il paradosso anche di Mattinata dove, negli ultimi mesi, si sono susseguiti commenti social contro gli articoli di stampa in merito alle organizzazioni criminali attive in quel territorio. La maggior parte dai parenti degli stessi sodali ai clan. Non è bastato nemmeno l’omicidio di Francesco Pio Gentile, trucidato il 21 marzo scorso in strada, sotto numerose abitazioni, a scuotere la comunità. Ma è ancora più preoccupante se i commenti arrivano da uomini dello Stato. È il caso del carabiniere, Antonio Ferrantino, addirittura in divisa nella sua foto profilo Facebook, che si è lasciato andare ad un commento inequivocabile e scurrile, non certo consono al suo status di militare, ma soprattutto appartenente alle forze di polizia che lottano contro la mafia, relativo alle minacce con l’ascia tra due pregiudicati: “Giornalisti poco seri – ha scritto – che vedono mafia dappertutto quando la mafia sono loro, giornalisti di merda”. È solo il caso di ricordare che l’appuntato Ferrantino, ora in pensione, prestava servizio presso la Stazione di Monte Sant’Angelo, paese sciolto per mafia nel 2015 e scenario, negli ultimi mesi, di intimidazioni ai danni di amministratori locali. Auto bruciata al sindaco, teschio umano con minacce inviati sempre al sindaco e ad un assessore e porte degli uffici comunali incendiate da un rogo.

Neanche una parola, da Ferrantino, su quanto avvenuto ieri in zona 167 a Mattinata dove due noti pregiudicati (uno dei quali parente del militare), ritenuti dagli investigatori vicini al defunto Gentile e al clan Silvestri, si sono minacciati pesantemente per dissidi legati alla pesca. Ci si domanda come si possa, in una terra di mafia, prestare servizio in qualità di carabiniere alla luce delle parentele con pregiudicati che si sfidano a duello con le asce in mezzo ad una strada. Uno dei due agitava l’arma in aria mentre la gente assisteva attonita dai balconi. I due – come comunicato in serata dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia – sono stati denunciati. Inoltre, gli uomini dell’Arma hanno evidenziato che sono in corso altri accertamenti in quanto, al momento, nessuno dei due risulterebbe titolare di licenza. D’altronde i carabinieri si stanno distinguendo da tempo immemore nella lotta alla malavita garganica.

Commenti ugualmente eloquenti anche dal carabiniere Michele Ciuffreda, appartenente al Comando carabinieri Corpo Forestale dello Stato di Vieste, altra città infestata da fenomeni mafiosi e dove si assiste ad una guerra tra i clan Raduano e Iannoli-Perna. Ciuffreda è ormai un habituè nei post riguardanti gli articoli sulle infiltrazioni mafiose nel Comune di Mattinata. “Tanto chi vi passa queste notizie non sarà mai eletto”, ha detto dopo un focus sugli “incandidabili”, gli ex amministratori che potrebbero dire addio alla politica. Lo stesso Ciuffreda, commentando un articolo sui motivi dello scioglimento, contenuti nel decreto del prefetto di Foggia, Massimo Mariani, nel marzo 2018 scrisse: “Potete telefonare a tutti quelli che in questi mesi vi hanno passato i pizzini per fare i vostri falsi articoli”. Talmente falsi che il Ministero degli Interni ha deciso di sciogliere per mafia il Comune mattinatese, tuttora commissariato. Una spiegazione dei commenti di Ciuffreda è presto data, posto che il carabiniere forestale è figlio di un noto pluripregiudicato mattinatese, con fratello arrestato per detenzione di armi e la cui moglie riceveva incarichi dal Comune di Mattinata, come detto sciolto per mafia.

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