Lecce, minacce e attentati ai negozianti: testimone fa arrestare tre estorsori

fonte: http://bari.repubblica.it – di CHIARA SPAGNOLO

Proiettili e danneggiamenti nei confronti di un’impresa edile di Lecce per rendere più convincente la richiesta di pagare il pizzo. “Versa 50mila euro o bruciamo tutto“, hanno fatto sapere a un imprenditore i tre giovani, che negli ultimi mesi avrebbero effettuato atti intimidatori nei confronti di attività commerciali leccesi e che sono finiti in carcere anche grazie alle dichiarazioni di un testimone.

Danneggiamento, incendio e tentata estorsione pluriaggravati, sono i reati di cui devono rispondere Massimiliano Elia, Andrea Podo e Andrea Bisconti (di 41, 22 e 36 anni, tutti già noti alle forze dell’ordine). Gli ultimi due sarebbero i materiali esecutori degli atti contestati mentre il primo – considerato vicino alla Sacra corona unita – sarebbe il mandante di due intimidazioni effettuate il 22 e il 26 febbraio ai danni di una ditta edile, alla quale fu prima incendiato un bagno chimico e poi recapitati tre proiettili di pistola calibro 9×21. Tra i due episodi, la telefonata con cui ignoti chiedevano una mazzetta da 50mila euro per evitare altri guai, che ha convinto l’imprenditore a sporgere denuncia.

Nelle indagini – coordinate dal dirigente della squadra mobile Alberto Somma e dal suo vice Antonio Miglietta – sono state passato al setaccio le immagini di diverse telecamere di sorveglianza della zona in cui ha sede l’impresa edile, nonché il centro polifunzionale davanti al quale il 22 dicembre furono trovate due bottiglie incendiarie e la tabaccheria a cui fu dato fuoco il primo gennaio.

Grazie ai video è stato ricostruito il percorso dei due uomini che hanno effettuato i danneggiamenti e verificato la veridicità del racconto di un testimone, che ha assistito all’incendio del bagno chimico e ha inseguito i due malviventi per diverse centinaia di metri, rivelando poi alla polizia tutti i particolari utili per risalire alla loro identità. Nel corso delle perquisizioni successive all’arresto è stato trovato nel garage di Bisconti lo scooter utilizzato per raggiungere le attività da intimidire.

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