“L’apostolo dell’antimafia”, il caso Antonello Montante

fonte: www.rai.it/programmi/report/inchieste

SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO – video QUI

C’è da pedalare alacremente sulla bicicletta della legalità, la bicicletta di Antonello Montante. È stato scelto da Emma Marcegaglia vice capo di tutti gli industriali d’Italia e capo di quelli siciliani. È stato anche investito come il vessillo della legalità in rappresentanza di tutti gli industriali d’Italia. È stato imprenditore, è stato insignito anche dell’onorificenza del cavalierato del lavoro, il più giovane d’Italia. Ha prodotto ammortizzatori per pullman, torroncini che ha elargito a destra e sinistra, e poi le biciclette. Ne ha regalate una al suo amico scrittore Camilleri, una a Fiorello, una a Montezemolo, una all’ex presidente della Repubblica Napolitano, una all’’ex presidente del Senato Marini. Una scesa clamorosa quella di Montante: diploma da geometra, ha scalato Confindustria, fino a quando gli è piovuta sulle spalle un’accusa infamante. Secondo i magistrati di Caltanissetta sarebbe l’autore di una centrale di spionaggio. Avrebbe collezionato dossier compromettenti sulla vita privata, alcuni anche sulla vita intima, dei suoi avversari imprenditori, avrebbe condizionando l’operato delle forze dell’ordine, magistrati e politici. Avrebbe spiato magistrati come Nicolò Marino, anche un giornalista di Repubblica, Attilio Bolzoni. E poi avrebbe corrotto anche Rosario Crocetta, l’ex governatore della Sicilia. Quando è scattata la vicenda giudiziaria, al suo soccorso sarebbero giunti l’ex presidente del Senato di Forza Italia, Renato Schifani,l’ex capo del servizio di civile, Arturo Esposito. Ecco, questa vicenda che vi racconteremo questa sera non la vedrete da nessuna altra parte perché il silenzio che l’ha velata nasconde un imbarazzo. Se c’è un merito che va riconosciuto a Montante è quello di aver accresciuto il suo potere recitando un mantra, quello della legalità con la convinzione come se fosse un apostolo. Nei panni di novello Simon Pietro, pescatore, ha imbrigliato nella sua rete anche noi giornalisti. E dietro la rete c’è un ombra, quella che porta a Cosa Nostra. Questa incredibile scalata in bicicletta ce l’ha racconta il nostro Paolo Mondani. Ma poi, questa vecchia fabbrica di bicicletta, c’eraveramente?…

“L’APOSTOLO DELL’ANTIMAFIA” scarica QUI  il PDF

Di Paolo Mondani
Collaborazione Norma Ferrara
Immagini Alessandro Spinnato e Tommaso Javidi Montaggio Giorgio Vallati

… “che il diavolo possa presentarsi con le sembianze di un angelo avrebbe dovuto saperlo anche un uomo di chiesa, come don Luigi Ciotti. Il leader di Libera. Se vogliamo continuare la metafora che ha ispirato l’ex magistrato Gian Carlo Caselli, del fiume in piena che trascina i detriti, beh, forse è il caso che Libera cominci a guardare alla sorgente limpida da cui è ispirato il movimento, è sgorgato il movimento. Torni a far sentire la sua voce, forte e chiara sul caso Montante, anzi la faccia sentire per la prima volta forte e chiara. Torni a denunciare i casi di mafia perché la alle spalle una forza incredibile di migliaia di volontari che credono nella libera informazione, credono nella lotta alla mafia che un po’ si è infiacchita, indebolita, forse più attratta dal business che in questi anni ha coinvolto l’antimafia. E anche perché, questo da una parte, anche perché non ha ben chiaro l’avversario. Che cosa è diventata la mafia oggi? Si è inabissata dopo l’arresto di Provenzano? Ha smesso la coppola e ha indossato il colletto bianco, dialoga con le istituzioni. Non sai più chi è che hai difronte quando stai parlando. In questo contesto, il latitante capo di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro vive indisturbato da trent’anni. Un contesto nel quale il double face Montante è riuscito da indagato per concorso esterno alla mafia a mollare la bicicletta della legalità anche a Salvini, era il 2017.

Salvini era leader della Lega, tuttavia oggi da Ministro ha rinunciato a costituirsi parte civile in un procedimento dove sono coinvolti funzionari infedeli dello Stato. Anzi addirittura uno è difeso dall’avvocatura dello Stato. Lo Stato, già. Dove sta lo Stato? Lo sappiamo, deve farci anche capire dove vuole sembrare di stare perché pochi giorni fa il decreto sicurezza, l’articolo 37 è stato approvato al Senato: la possibilità di dare in gestione ai privati, cedere ai privati i beni confiscati alla mafia. È in linea col pensiero dell’apostolo Montante.

 

 

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