“Il valore del dono”, per l’Arciconfraternita di S.Stefano, equivale a 9.000 euro

Una manifestazione quasi privata, dedicata a poche decine di studenti e chiusa tra le mura di un istituto scolastico, in un anonimo sabato mattina di maggio. Non era uno degli incontri formativi dell’ormai vituperata alternanza scuola-lavoro, ma un “convegno”, organizzato dalI’Arciconfraternita di Santo Stefano dal Sacco Rosso,  sul tema della donazione degli organi dal titolo “II valore del dono secondo don Tonino Bello“. L’iniziativa ha avuto anche l’adesione della Curia Vescovile, dell’Universita degli Studi di Bari, dell’Universita degli Studi di Foggia nonché dello stesso Istituto Professionale Statale “Mons. Antonio Bello”.

Sono intervenuti emeriti professori universitari e dottori per sensibilizzare sul tema dei trapianti d’organo in prosecuzione del pensiero di don Tonino che già nel 1991 aveva sensibilizzato la comunità al “valore del dono” proprio durante una giornata dedicata alla donazione del sangue organizzata dall’Arciconfraternita di Santo Stefano. Ne hanno parlato tv, giornali locali e regionali con ampi servizi giornalistici. Chi ha letto i manifesti, e ha trovato il tempo di parteciparvi, sicuramente sarà rimasto sorpreso positivamente da questa iniziativa benefica. E poi aver visto importanti relatori, Vescovo e preti nostrani “donare” il loro tempo per un’iniziativa così nobile in memoria del prete della “chiesa del grembiule” e “dell’uomo che donò se stesso agli altri“, è stato gratificante.

Ma quando molti partecipanti sono tornati a casa, e sono andati a sbirciare l’albo pretorio comunale, si sono sentiti traditi, raggirati e feriti.  E’ stata pubblicata il 4.5.2018, neanche 24h prima dell’evento  (già avvenuto secondo l’estensore), la delibera n. 114 del 3.5.2018: Approvazione della partecipazione finanziaria alle spese sostenute dall’Arciconfraternita di Santo Stefano dal Sacco Rosso per la realizzazione del convegno sulla donazione degli organi dal titolo “Il valore del dono secondo don Tonino Bello”.

Nella delibera si scopre che l’Arciconfraternita, a fronte di una spesa complessiva preventivata, pari a €15.000,00, l’Amministrazione partecipa alla spesa complessiva con un sostegno finanziario di 9.000,00 euro. Il Sindaco stante l’urgenza degli adempimenti conseguenti, dichiara il presente atto immediatamente eseguibile e invita l’ufficio Cultura e il Dirigente al Patrimonio al pagamento. Certo non avviene tutti i giorni che una qualsiasi associazione culturale, o altro ente, faccia una richiesta di contributo e la ottenga in così poco tempo senza prevedere nella delibera la presentazione della dovuta documentazione delle spese concorrenti alla somma richiesta o ottenuta. Solo la Fondazione Valente riusciva ad ottenere i contributi con la stessa procedura celere. Ma non è questo il motivo dell’indignazione. 

I confratelli e conferenzieri benestanti avrebbero potuto autofinanziarsi il convegno, proprio per dimostrare ai giovani il valore del “dono”, secondo don Tonino, invece decidono di chiedere un contributo di 15.000,00 euro al Sindaco, e quest’ultimo ne concede 9.000,00 euro. Nelle ultime ore il consiglio di amministrazione del Sacco Rosso ha diramato un comunicato stampa in cui si ammette che era previsto un compenso (dovuto) per i relatori, ma hanno rinunciato dopo le critiche immeritate apparse in rete. Però, hanno deciso, in alternativa, “di raccogliere la trascrizione di tutti gli interventi del convegno in un opuscolo, corredato anche di un vademecum che illustri le modalità concrete per autorizzare l’espianto dei propri organi, da distribuire negli istituti scolastici, nelle parrocchie della città e alle altre confraternite cittadine, per provare a promuovere più efficacemente la cultura della donazione degli organi“, il tutto pagato con i 9.000,00 euro.

Probabilmente i confratelli non hanno voluto comprendere il motivo dell’indignazione generale su questa vicenda e noi vogliamo credere che si sia trattato di uno spiacevole equivoco e che il Sindaco abbia interpretato male la richiesta della Confraternita di Santo Stefano che vorrebbe, invece, donare al Comune 15.000,00 euro per promuovere la cultura della “donazione degli organi” nelle scuole cittadine approntando un opuscolo esplicativo. Inoltre siamo sicuri che la promozione culturale si avvarrà anche del contributo del parroco don Vincenzo di Palo che metterà a disposizione del progetto il ricavato della vendita di qualche box auto che sta costruendo sotto la sua parrocchia. Così si realizza concretamente la cultura della donazione di se stessi agli altri.

Per quanto ci riguarda chiederemo al Sindaco la revoca della delibera n. 114 del 3.5.2018 e l’accesso al fascicolo della delibera per capire come nasce la richiesta di contributo e chi la promuove all’interno della Giunta, il sindaco o qualche altro assessore, dal momento che l’assessora alla Cultura Sara Allegretta risulta assente. La delibera QUI.

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