A Giovinazzo 9 auto bruciate in 24h, l’emergenza sicurezza e criminalità non interessa solo Bitonto

 

Siamo preoccupati per questi nuovi roghi che, sommati a quelli di Molfetta, dovrebbero far scattare un piano di emergenza istituzionale. Speriamo che i Sindaci di Giovinazzo e Molfetta si facciano interpreti di una comune, e accorata, richiesta presso il Prefetto e le rispettive Procure per avviare un’indagine seria e puntuale sulla vera natura di questi roghi. 

 

Inferno di fuoco: cinque auto incendiate in via Di Vittorio

fonte: https://www.giovinazzoviva.it

Saranno le indagini dei Carabinieri della Stazione di Giovinazzo a stabilire se quello scoppiato questa notte alle ore 03.00 sia stato un incendio doloso, secondo le testimonianze raccolte sul posto, anche se è difficile individuare le cause di un incendio, perché il fuoco per sua natura tende a distruggere indizi e prove.

Ipotesi al momento suffragata da pochi elementi ma che lascia supporre, vista l’entità e le modalità dell’incendio (simile a quello avvenuto in via Re di Puglia, con le auto parcheggiate tutte lungo il marciapiede), che dietro il rogo avvenuto in via Di Vittorio, al rione 167, e che ha distrutto cinque auto possa esserci la mano dell’uomo. La zona, però, è sprovvista di telecamere di videosorveglianza e sul posto non sono state trovate tracce di liquido infiammabile.

Le cinque autovetture appartengono ad altrettanti nuclei famigliari. Si tratta di una Lancia Lybra, una Seat Leon, due Fiat Punto ed una Ford Escort. Le fiamme, divampate anche in questo caso dal cofano di ognuna di esse (e questo fa pensare che alle auto sia stato appiccato il fuoco singolarmente, ndr), hanno distrutto le vetture, parcheggiate distanti l’una dall’altra. Ecco perché, anche in questa occasione, il rogo non lascia spazio a molte ipotesi​.

Sul posto, allertati dai residenti, svegliati di soprassalto dai rumori di numerosi scoppi soffocati, provocati dagli pneumatici che esplodevano per il calore, sono intervenuti, assieme ai Carabinieri della locale Stazione, i Vigili del Fuoco, mentre lungo l’intera via Di Vittorio si sono alzate altissime lingue di fuoco e nell’aria dell’intero quartiere 167 s’è sparso un acre odore di gomma e plastica bruciata.

Gli uomini del Distaccamento di Molfetta hanno dovuto lavorare a lungo per domare le fiamme e mettere in sicurezza la zona. Una delle cinque auto coinvolte, inoltre, la Ford Escort, si è schiantata contro un armadio stradale dell’Enel che fornisce energia elettrica alle villette a schiera di via don Sturzo e via Di Vittorio. La situazione, grazie all’intervento dei tecnici dell’Enel, è comunque tornata alla normalità nel volgere di poche ore.

Anche in questo caso non sono state trovate tracce di inneschi. Insomma, la natura dolosa non è stata ancora accertata, ma proprio in virtù del fatto che i veicoli si trovassero distanti l’uno dall’altro, fa pensare che il fuoco sia stato appiccato da qualcuno. Le indagini, comunque, proseguono senza sosta. I Carabinieri non stanno tralasciando nessun elemento dopo le nove auto date alla fiamme in sole ventiquattrore, anche se il riserbo sulla vicenda è massimo.

Dagli inquirenti poche le notizie fornite volte a tutelare le inchieste che da tempo sono condotte sull’escalation incendiaria che sta interessando Giovinazzo. Una sequenza criminale che, stando agli ultimi due episodi avvenuti in via Re di Puglia ed in via Di Vittorio, sembra non conoscere sosta e che sta creando non poca preoccupazione all’interno della comunità locale.

La richiesta dei giovinazzesi è unanime: giustizia! Reazioni forti, figlie del momento difficile che sta attraversando la nostra comunità. Una delle tante verità è che i giovinazzesi si sentono in trappola, quasi impotenti davanti ad un destino che pare ineluttabile.

Auto incendiate in via Re di Puglia: il numero sale a quattro

fonte: https://www.giovinazzoviva.it

Il numero delle auto coinvolte nel rogo avvenuto in via Re di Puglia sale a quattro: una Fiat Punto, su cui era montato un impianto a gas metano, una Seat Toledo dotata di un impianto a gas di petrolio liquefatto, una Seat Arosa ed una Lancia Y.

Che le cause siano dolose non sembrano esserci ormai più dubbi: i piromani hanno appiccato il fuoco all’01.15, incendiando singolarmente le auto, parcheggiate distanti l’una dall’altra. Tra queste anche la Lancia Y, il cui abitacolo è stato invaso dal denso fumo nero. L’auto è rimasta parzialmente danneggiata all’interno e sul parabrezza anteriore, ma è stata ugualmente demolita.

Nel frattempo, i Vigili del Fuoco giunti dal Distaccamento di Molfetta sono riusciti a sedare il rogo, facendo tirare un sospiro di sollievo ai residenti precipitatisi per strada per la paura. Il loro tempestivo intervento ha evitato danni ben più gravi e, soprattutto, ha scongiurato il pericolo di esplosione dei due serbatoi a gas che alimentavano la Fiat Punto e la Seat Toledo, preservando così le soprastanti ed attigue abitazioni.

I Vigili del Fuoco, insieme ai Carabinieri della locale Stazione, sono ora al lavoro per accertare la natura dell’incendio. Ma l’ipotesi del rogo doloso appare la più plausibile. Una mano d’aiuto per capirne di più potrà arrivare (forse) dai filmati delle telecamere di videosorveglianza di una sala slot che si trova lungo via De Turcolis, già acquisiti dai militari giovinazzesi diretti dal luogotenente Dino Amato.

Intanto con quest’ultimo tristissimo episodio sale a cinque il numero delle auto incendiate in altrettanti giorni, ben sette in un solo mese. Difficile la lettura delle motivazioni, difficili le indagini.

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