di Maria Laura Scala
A quanti di noi è capitato, almeno una volta, di vedere durante la giornata persone perfettamente abili che parcheggiano nei posteggi riservati ai disabili o sulle strisce blù a pagamento in determinate fasce orarie, senza aver acquistato il fatidico “grattino” mostrando fieri il loro finto “pass per disabili”?
Oppure, di vedere giovanotti neo patentati, per loro fortuna belli, sani e griffati, parcheggiare la propria auto con un pass per disabili esposto sul vetro posteriore o anteriore della propria auto, semmai sportiva, in prossimità di un cinema, di un pub, di una discoteca?
Storie di quotidiana routine, verrebbe da dire, storie di quotidiana indifferenza e furbizia, di quotidiana mancanza di sensibilità e di rispetto per i diversamente abili e per le rispettive famiglie!
Quando, a servirsi della furbizia, è un pubblico ufficiale direi che la misura è colma.
Lo scorso 25 novembre il Sindaco di Roma Walter Veltroni ha deciso di revocare l’incarico al Comandante dei vigili urbani della Capitale Giovanni Catanzaro. La decisione del Sindaco è legata alla notizia secondo la quale il comandante generale della polizia municipale di Roma aveva parcheggiato la propria auto in zona rimozione in una delle strade del centro della città per andare a mangiare al ristorante. Catanzaro avrebbe anche esposto sul cruscotto un permesso per disabili “scaduto” per evitare che un carro attrezzi rimuovesse la sua vettura.
E a Molfetta cosa accade? Tutto sotto controllo? In via Salepico, A. Volta, Baccarini, Via F. Cavallotti, Corso Umberto, Via Rattazzi, Piazza Garibaldi, Marconi, Michiello, Sergio Panini, ecc, sono solo alcune strade del centro di Molfetta dove è possibile vedere la lunga parata di autovetture, con il consueto pass per disabili; ormai sono poche le auto che ne sono sprovviste.
Anche gli assidui clienti che frequentano la Città Della Moda, non si distinguono poi tanto dagli indigeni, per civiltà ed educazione in tema di parcheggio.
Nei giorni di maggiore affluenza, il sabato e la domenica, quando è impresa titanica trovare un posteggio libero e gli unici posti disponibili sono quelli ben lontani, in aperta campagna, è frequente vedere signori e signore, con le loro belle pellicce, parcheggiare le loro lussuose auto nei pressi dell’ingresso centrale della Città della Moda, posteggi notoriamente riservati a portatori di handicap ed alle loro vetture.
Ammirevole è stato il tentativo di alcuni giovani volontari di arginare questo vergognoso e frequentissimo malcostume lasciando sul cruscotto di queste vetture “abusive” un foglio su cui era scritto: «SE VUOI IL MIO PARCHEGGIO, PRENDI IL MIO HANDICAP».
Viene spontanea la fatidica domanda, perché accadono queste cose?
Perché siamo un popolo di furbi?
Perché non ci sono controlli sistematici e seri?
Perché serve una revisione del criterio di assegnazione dei pass e verifiche periodiche?
Dovremmo distinguere i pass per invalidità permanente, della durata annuale e rinnovabile, dai pass per invalidità temporanea, previsto per patologie più o meno gravi fino alla semplice gamba rotta?
Ogni permesso deve avere un termine; alcune persone guariscono, altre purtroppo decedono, ma i loro pass continuano ad essere utilizzati. Quanti tagliandi tornano effettivamente indietro? Conoscendo i molfettesi non ci stupiremmo se si scoprisse che c’è una tendenza alla “falsificazione” dei pass per disabili: tessere taroccate in maniera perfetta, rifinite nei minimi particolari.
E il Comune che fa? Quali controlli vengono effettivamente svolti per arginare questo comportamento scorretto e piuttosto spiacevole?
Nell’attesa che qualcuno agisca, cantiamo che ci “pass”!
Quando cominciano i controlli dei vigili urbani? devono piazzarsi davanti alle auto con il contrassegno e gli abusivi.
Se non ci decidiamo a diventare tutti (a tutti i livelli) più civili rimarremo sempre il terzo mondo a livello di rispetto delle regole.
Nulla di nuovo, purtroppo.
L’Italia è il paese dei “furbi” ma ancora una volta sarebbe sufficiente applicare le leggi esistenti e punire severamente i trasgressori.
Quando poi a trasgredire sono proprio coloro che dovrebbero vigilare sulla loro osservanza l’indignazione è massima!
Vengano SEVERAMENTE puniti tutti coloro che non avendone i titoli fanno uso improprio di parcheggi dedicati ai diversamente abili.
Invece per quanto riguarda la vicenda di piazza Capuccini, si faccia un passo indietro perchè se vogliamo che molfetta diventi un luogo di richiamo turistico, se vogliamo che Molfetta diventi la Montecarlo del Sud è necessario pagare un costo sociale.
Ben vengano eventi mondani nella nostra città anche a costo di sacrificare qualche parcheggio, perchè è l’unica strada peseguibile per dare luce e vigore all’ economia di TUTTI i cittadini.
Voglio ricordarvi che la stessa Montecarlo prima dell’era Grimaldi era un paesino arroccato sulle montagne con vista sul mare, dove viveva la povera gente.
Oggi invece….
sono arrivato in questa pagina cercando la frase “se vuoi il mio posto prendi il mio handicap”. L’amministrazione del comune di Villamaina (AV) ha avviato la stessa campagna e io sono rimasto folgorato da questa inizativa. Non è affatto comune, nella mia arretrata Irpinia, assistere a lampi di civiltà. Ovviamente le indicazioni dei cartelli vengono puntulamente disattesi, ma ciò non toglie onore agli amministratori. Spero di riuscire a sensibilizzare qualche automobilista dando visibilità all’iniziativa con dei banner appositi.
Sdrummelo