Vincenzo Vittorio Zagami e “La scomparsa dei fatti” – Z.1

Nelle ultime settimane in contemporanea alle inchieste sulla Caserma dei Carabinieri di Piacenza e ancor prima sui tre carabinieri delle Stazioni dei Carabinieri di Giovinazzo e Molfetta ci ha sorpreso l’attività di denuncia di un nostro concittadino, oggi cittadino francese, Vincenzo Vittorio Zagami. 
Il suo atteggiamento ostile, e di sfida, contro le istituzioni e l’Arma dei Carabinieri ci ha incuriosito e abbiamo cominciato a fare delle ricerche in rete. Gli articoli più gettonati che lo riguardano sono quelli sulle “tangenti Telekom-Serbia” e vediamo di cosa si tratta.
Un anno prima che si insediasse la “Commissione parlamentare d’inchiesta sull’affare Telekom-Serbia“, il giornalista Paolo Guzzanti, vicedirettore de “Il Giornale” pubblica, il 5 aprile 2001un’«inchiesta» «Telekom e l’aereo dei miliardi». Qualche anno dopo Marco Travaglio nel suo libro “La scomparsa dei fatti“, da pag.41 a pag.42, riprende in sintesi il contenuto di questa inchiesta e parla del nostro Vincenzo Vittorio Zagami. In una prima parte usa toni ironici sull’inchiesta di Guzzanti che punterebbe a dimostrare che: “52 miliardi sono finiti nel pozzo nero delle tangenti» (ovviamente agli esponenti ulivisti che gestirono la transazione fra Italia e Serbia), ma che «quella era solo la punta dell’iceberg» e che esistono «fortissimi e ottimi motivi per sospettare che il giro di denaro illecito sia molto più grande». Ci sono «altri 42 miliardi spariti fra Italia e Serbia» e, soprattutto, c’è il particolare inquietante che «i miliardi (1.500 in marchi) pagati per l’affare furono trasportati a Belgrado da Atene non sotto forma di assegni circolari, ma in sacchi di iuta, come quelli che viaggiano sugli aerei del narcotraffico colombiano. E che fine hanno fatto? E chi hanno finanziato? Chi in Italia sta traendo vantaggio da questo pozzo nero?». Guzzanti conclude facendo i nomi di «Prodi, Dini e Fassino»: «figuriamoci se ne sapevano qualcosa!».
 
E poi continua con altri nomi: L‘8 aprile 2001, poi, pubblica un’intervista esplosiva al suo «supertestimone», tale «dottor Favaro», che si descrive come «uno dei due italiani che erano sul volo da Atene a Belgrado per portare i famosi 1.500 miliardi per la conclusione dell’affare». Favaro sostiene pure di aver assistito direttamente alla consegna di tangenti ai Ds e di possederne addirittura una ricevuta. L’uomo in realtà si è presentato a Guzzanti col suo vero nome, Vincenzo Vittorio Zagami, sedicente collaboratore del Sismi. Basterebbe un semplice controllo per scoprire che si tratta di un volgare truffatore, pluripregiudicato con varie condanne alle spalle. Ma tutto fa brodo, e Favaro-Zagami viene subito promosso a «supertestimone» delle «tangenti» della Telekom Serbia. Poi nel 2002 viene arrestato e la bufala viene smascherata, mentre Guzzanti fa la verginella violata e denuncia un complotto ai propri danni «per ostacolare con un polverone le indagini della commissione Telekom Serbia. Per la cronaca, si tratta del medesimo Guzzanti che negli stessi giorni accusava Rainews 24 di aver «manipolato» l’ultima intervista di Paolo Borsellino, quella – assolutamente autentica – in cui il giudice parlava di indagini sui rapporti fra il mafioso Mangano e il duo Berlusconi-Dell’Utri. Ed è lo stesso Guzzanti che avvierà, con apposita commissione parlamentare d’inchiesta, una caccia alle streghe sul «dossier Mitrokhin», alla ricerca di spie sovietiche nell’Italia del terzo millennio.
Ma, morto un «supertestimone», se ne fa subito un altro, a tavolino, stavolta con la complicità dei membri polisti della commissione Telekom Serbia. Dal loro cilindro sbuca un altro peracottaro: tale Igor Marini, sedicente «conte» polacco, con varie denunce per truffa, ultima professione conosciuta: scaricatore di casse al mercato ortofrutticolo di Brescia”.
 
Un altro articolo più recente, della pagina di “ALESSANDRIA OGGI” del 7 febbraio 2020 ci dice:
Vincenzo Zagami, 52 anni di Trani, era per tutti un buon avvocato giunto in città da qualche anno dove aveva aperto uno studio in corso Roma. Risulta iscritto in Italia come “avvocato straniero” ma sembra che avvocato non lo sia per niente. La sua prima cacciata dall’Ordine è avvenuta nel ‘92: era soltanto praticante e si faceva già passare per avvocato. Poi, il curriculum giudiziario si è allungato con soggiorni nelle carceri italiane e francesi… oggi, su di lui, indagano due magistrati della procura torinese. Le ipotesi sono di abuso della professione e truffa. Anche qui da noi non gli è andata meglio: per il fatto che non risultava iscritto al Foro di Alessandria, il presidente dell’Ordine aveva verificato e non aveva visto il suo nome nell’albo nazionale e l’aveva segnalato alla procura che l’ha incriminato per esercizio abusivo della professione.
Mercoledì la prima udienza del processo a suo carico ma, siccome il suo avvocato si è sospeso dal Foro di Trani, non può difenderlo, s’è proceduto alla nomina di un avvocato d’ufficio.
Ma Zagami non vuole né l’avvocato d’ufficio né il giudice e dichiara: “Chiedo la ricusazione del giudice perché ha una palese inimicizia nei miei confronti e la rimessione del processo a un altro tribunale più obiettivo di questo”. La giudice Maria Teresa Guaschino risponde: “Lei può dichiarare quel che ritiene, ma non dire il falso”...
 
 
 
Alla luce di quanto riportato ci piacerebbe conoscere la vera storia di Vincenzo Vittorio Zagami. A noi interessa fare luce sui tanti “misteri molfettesi”, però abbiamo bisogno di una fonte attendibile per evitare querele e denunce per diffamazione. Pertanto chiediamo allo stesso Zagami, prima ancora di mostrare in rete documenti, diffide e sentenze di altre storie, ci piacerebbe conoscere le sue iniziative e denunce contro Marco Travaglio che lo ha definito “un volgare truffatore, pluripregiudicato con varie condanne alle spalle”. Ci piacerebbe conoscere anche come è andata a finire, o come sta procedendo, quest’ultimo processo nelle aule giudiziarie di Alessandria.
 
Ma queste ultime vicende forse hanno poca importanza rispetto alla nostra più grande curiosità. Se è vero che è stato un agente del Sismi e se è vero che è a conoscenza di fatti riguardanti le attività di ufficiali e sottufficiali dell’Arma dei CC di Molfetta e Giovinazzo, metta a disposizione dei cittadini questi documenti o la copia degli esposti o denunce presentate, come spesso facciamo noi su questo blog. Ha ragione Vincenzo Vittorio Zagami quando dice in un suo video che Molfetta ha molte storie misteriose irrisolte; noi chiediamo a lui di disvelare questi misteri.
 
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Un commento su “Vincenzo Vittorio Zagami e “La scomparsa dei fatti” – Z.1

  1. Vincenzo Zagami il said:

    Buongiorno,
    sono Vincenzo Zagami e Vorrei precisare che ho casa anche in Molfetta, mi sento Molfettese ma non riconosco più Molfetta , citta che ha dato i natali a tanti personaggi illustri .
    Non cito nessuno perché potrei dimenticarne qualcuno e non vorrei far torto a nessuno .
    Se volete fare qualcosa per Molfetta mandate a casa tutti i vecchi politici , svincolativi dai Padroni e ripartite da zero .
    Per padroni intendo :
    1) ex senatur e loro fedelissimi
    2) sinistroidi inconcludenti
    3) mercenari della politica di professione che cambiano casacca a secondo del vento .
    Circa i misteri di Molfetta lo sapete che a Molfetta cè una loggia massonica molto potente che condiziona la magistratura e le sue indagini al quale appartengono giudici e militari delle Forze Armate ?
    Circa il mio lavoro per lo stato chiedetevi come mai sopravvivo a tutto
    Molfetta ti Amo

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