Trani, da domani in Tribunale si entra solo con «pass», mascherine e guanti

Da domani negli uffici del tribunale di Trani si potrà accedere solo con pass. È quanto disposto dal presidente Antonio de Luce in virtù dell’accordo intervenuto col consiglio dell’ordine degli avvocati. Ovviamente non basterà il solo pass, perché ancor prima occorrerà, ovviamente, esser muniti di guanti e mascherine.
L’acceso a mezzo pass è un’ulteriore misura emergenziale anti Covid-19 adottata “per limitare le presenze all’interno dei locali del tribunale. I pass saranno contingentati ed il rilascio sarà subordinato alla dichiarazione in ordine al motivo che necessita l’accesso” – si legge nel decreto n.48 a firma di de Luce.

Contingentate anche le udienze che erano state calendarizzate dall’11 maggio, data di cessazione del lockdown della Giustizia, al 31 luglio. In molti casi saranno rinviate, in altri casi (per il civile) verranno sopperite dal deposito di note; altre ancora si celebreranno da “remoto”. Con la classe forense che si auspica che il “remoto” non diventi il “futuro” quando sarà superata l’emergenza sanitaria, perché così si svilirebbe la natura di qualsiasi tipo di processo. La ripresa è dunque lenta e diversa. La “Fase 2” è scadenzata al 31 luglio, ovvero al 31 agosto, considerando che dal primo agosto, come ogni anno, scatta, dunque senza soluzione di continuità, la ordinaria sospensione di gran parte dei termini processuali e delle udienze.

E, perlomeno fino a settembre, quelle che si celebreranno con la presenza fisica saranno tutte a porte chiuse e con misure di distanziamento sociale.

Per il settore penale il decreto n.46 di de Luce, adottato dopo il confronto con Procura della Repubblica ed ordine forense, prevede che saranno celebrati: i processi per direttissima; i processi con imputati sottoposti a qualsiasi tipo di misura cautelare o a misure di sicurezza; i riesami delle misure reali (ad esempio sequestri) e misure di prevenzione, i procedimenti con imputati anche liberi la cui trattazione non richieda lo svolgimento di istruttoria. “In ogni caso il numero massimo dei processi da celebrare è individuato in 10 per udienza“. Prevista, ma serve il consenso delle parti, la celebrazione di udienze da remoto per le udienze di discussione finale, in pubblica udienza o in camera di consiglio, e per quelle nelle quali devono essere esaminati testimoni, parti, consulenti o periti: in pratica cosa difficile che avvenga perché il processo, qualunque esso sia, vive della presenza fisica delle parti e del giudice.

Ripresa ancor più diversa e lenta per i procedimenti civili e penali del Giudice di Pace, visto che il processo telematico non è esteso a questo Ufficio.

Si celebreranno, dunque, solo determinate udienze, dettagliatamente indicate nel decreto. Tra esse “le udienze che non richiedono la presenza di soggetti diversi dal pubblico ministero, dalla parti private e dai rispettivi difensori; le udienze fissate per l’ammissione dei mezzi istruttori; le udienze di precisazione delle conclusioni e di discussione orale; le udienze fissate per verificare l’esito della richiesta di bonario componimento della lite, ove non sia necessaria la presenza delle parti private a fini conciliativi“. 

fonte: Antonello Norscia – ww.lagazzettadelmezzogiorno.it

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