Torna il campo nomadi in zona ASI. Chi controlla la provenienza dei camper?

Esattamente due mesi fa, all’inizio di questa brutta storia che stiamo ancora vivendo si segnalava all’opinione pubblica, e alle istituzioni, la presenza di un campo nomadi nella zona ASI in contrada San Lorenzo (mappa.1). La segnalazione del campo era concomitante con il ritrovamento di una testa di bovino mozzata a circa 200m dallo stesso campo. Dopo la denuncia di un cittadino conduttore del terreno agricolo, in cui fu ritrovata la testa mozzata, e il nostro comunicato stampa, la testa e il campo nomadi sono scomparsi senza aver avuto notizia dal Comune, o dalle Forze dell’Ordine, di alcuna azione sanzionatoria o investigativa.

Dopo due mesi riecco il campo nomadi e noi torniamo a segnalarlo. Naturalmente è lontano dalla nostra cultura qualsiasi tipo di atteggiamento razzista e di discriminazione sociale. Trattiamo questi temi con lo stesso principio con cui affrontiamo le decine e decine di esposti sull’abusivismo commerciale. 

E in questo momento storico in cui tutto il paese vive un’emergenza sanitaria inedita, le autorità politiche, sanitarie e militari non possono permettere che a poca distanza dall’insediamento industriale di Molfetta ci sia un insediamento di nomadi di cui non si conosce la provenienza e le pratiche di prevenzione sanitaria adottate all’interno del campo. Se quotidianamente le Forze dell’Ordine e Polizia Municipale presidiano le stazioni ferroviarie, o i caselli autostradali, allo stesso modo dovrebbero visitare il campo nomadi. Dopo aver verificato se l’insediamento è regolare o meno, dovrebbero procedere all’identificazione dei componenti del campo, accertarsi se provengono da altre regioni e controllare che le ordinanze comunali, regionali e decreti governativi in tema di anti-covid siano state rispettate. Non perchè sono nomadi, ma semplicemente perchè sono come tutti noi e devono rispettare le regole e sottoporsi agli stessi controlli.

E poi, a proposito di spostamenti regionali e modalità di diffusioni del virus, speriamo che nessun componente del campo nomadi, appena insediato in zona ASI, provenga da Campobasso dove è scoppiato un focolaio che ha portato, nel breve volgere di meno di dieci giorni dal primo contagio accertato, a 72 casi positivi. L’origine di tutto sarebbe stato un funerale di un componente della comunità rom avvenuto il 30 aprile scorso. A quella cerimonia, che avrebbe dovuto prevedere una partecipazione ridottissima secondo le regole dell’emergenza virus, assistettero diversi familiari, amici e componenti della comunità. E prima ancora della tumulazione c’era stato un corteo funebre non autorizzato.

Insomma Sindaco, le regole ci sono e devono essere rispettate. 

Mappa.1

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