Taranto, bruciata la pescheria del presidente dei mitilicoltori Carriero: in prima linea nella lotta all’abusivismo

Pochi dubbi sulla natura dolosa del gesto: “Hanno toccato la parte buona del settore ma non chiuderemo. Non molliamo, andiamo avanti con forza e con determinazione. Con varie iniziative stiamo valorizzando, in collaborazione con il Comune, la cozza nera tarantina” fonte: Raffaella Capriglia – bari.repubblica.it

Un incendio presumibilmente di origine dolosa ha danneggiato la scorsa notte, a Taranto, la pescheria di Luciano Carriero, presidente della sezione mitilicoltori di Confcommercio. Il rogo ha annerito le pareti del locale ed il controsoffitto e sono stati arrecati danni alla cella frigorifera e ad altre attrezzature, come la macchina del ghiaccio e le bilance. La pescheria “Centro ittico Taranto” –  un’attività di lunga tradizione, dal 1923 – è situata in viale Duca d’Aosta, al quartiere Porta Napoli. È stato lo stesso titolare ad accorgersi dell’accaduto: al momento dell’apertura, ha trovato la saracinesca semiaperta.

Sono intervenuti i Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato ed il servizio di Polizia scientifica, che ha condotto i rilievi. Sono state avviate le indagini, per verificare eventuali finalità intimidatorie nel gesto. Luciano Carriero è a Taranto una delle voci più rappresentative del nuovo corso della cozza nera tarantina, recentemente divenuta Presidio Slow Food. Il prodotto è apprezzato sulle tavole di tutta Italia ed internazionali. Ai problemi legati all’inquinamento e al divieto delle coltivazioni nel primo seno del Mar Piccolo degli scorsi anni, i mitilicoltori (gran parte di essi, una cinquantina le aziende che hanno aderito al protocollo) hanno risposto rilanciando la produzione nelle aree idonee e valorizzando la stessa, attraverso tecniche di allevamento ecosostenibile, a km zero e con materiali biodegradabili, ed il rispetto del disciplinare e della tradizione, che garantiscono gusto e salubrità.

Da presidente di categoria, Carriero ha da tempo ingaggiato una battaglia contro l’abusivismo produttivo e commerciale nel settore. Per contrastare l’abusivismo, intanto, da parte della Capitaneria di porto e delle forze di polizia ci sono stati sequestri per diverse tonnellate di prodotto. Divenuto un simbolo per il settore, Carriero, pur dispiaciuto per ciò che è accaduto alla sua attività, non molla. “Hanno toccato la parte buona del settore – dichiara -, ma non chiuderemo. Non molliamo, andiamo avanti con forza e con determinazione. Con varie iniziative stiamo valorizzando, in collaborazione con il Comune, la cozza nera tarantina. Nei giorni scorsi c’è stato un tavolo tecnico per la regolamentazione del settore. Inoltre, per la prima volta nella storia, è stata emanata un’ordinanza sindacale di divieto di immissione di cozze estere a Taranto, è un momento storico”.

Nelle acque del Mar Piccolo, infatti – lo dice un’ordinanza del sindaco Rinaldo Melucci del 28 settembre scorso – non è più possibile impiantare semi o frutti che non appartengano alla specie della cozza nera tarantina: stop, quindi, alla coltivazione di cozze greche e di altri territori. “La pescheria ripartirà, nei prossimi giorni ripristineremo l’attrezzatura. Per l’intero settore ittico a Taranto, intanto, credo che stiamo facendo delle cose davvero importanti, per restituire dignità e legalità al comparto mitilicoltura e a questa città, in collaborazione con le forze dell’ordine e con le istituzioni, valorizzando, al contempo, il prodotto tarantino. Vogliamo andare avanti e fare le cose nel segno della legalità; portare avanti la nostra storia, la dignità ed il rispetto del nostro lavoro, il valore e la bontà del nostro prodotto“.

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