Riflettere sui nuovi incendi di auto è d’obbligo

Sembra non interessare più a nessuno, tanto è il clima di rassegnazione e assuefazione in cui è caduta la città. Eppure all’alba del 4 Dicembre scorso due auto (Fiat Panda e Lancia Musa) sono state avvolte dalle fiamme in via Rosa Picca, angolo Via Pappalepore, a pochi passi dal giardino di Via Fornari. Sia quest’ultimo rogo, che quello della notte di Halloween, rappresentano una discontinuità con la catena degli incendi degli ultimi 10 anni.  

Se per un attimo si ipotizzasse che le tre auto andate in fiamme l’1 Novembre fossero il risultato di una goliardata finita male, ci sarebbe da festeggiare; non era mai accaduto negli ultimi 10anni, che per 5 mesi non ci fossero stati incendi di auto. E comunque anche i 4 mesi trascorsi tra l’ultimo incendio del 6 luglio e quello del 1 Novembre sono un significativo elemento su cui riflettere.

Non sarà stata certamente la deludente attività di prevenzione dell’amministrazione comunale a interrompere l’attività dei “piromani”; però è significativa la concomitanza degli arresti, da parte della locale Compagnia dei Carabinieri, di ben noti pregiudicati che potrebbero avere delle responsabilità anche in questa attività criminale. Mancano dalla piazza certi individui e s’interrompono i roghi di auto, come  altri reati. Ma questa dannata coincidenza è stata smentita dagli ultimi incendi. Potrebbe anche essere un’espediente dei presunti responsabili, aver incaricato figure terze di incendiare le auto in modo da allontanare possibili sospetti sulla paternità di questi fenomeni.

E’ chiaro che con questa riflessione non ci sfiora neanche minimamente l’idea dell’ipotesi dell’autocombustione e dei corto circuiti. Vogliamo solo sperare che si giunga al più presto all’individuazione dei responsabili, non solo di questi roghi notturni, ma di tante altre storie criminali.

E domani a chi toccherà?

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