Riciclaggio, nei guai anche un pilota. Sequestrato hotel in Costa Smeralda

Tre pugliesi di Canosa e Molfetta fra i quattro denunciati La struttura ricettiva ad Arzachena è valutata 1,7 milioni di euro – fonte: Chiara Spagnolo – bari.repubblica.it

Un albergo affacciato sul mare blu della Costa Smeralda sottratto alla procedura di fallimento di una società, poi trasferito a una proprietà romena (con testa a Molfetta) e quindi dato in affitto alla società che l’aveva venduto. C’è un complicato gioco societario dietro l’operazione che ha fatto finire sotto sequestro l’hotel Tre Monti di Arzachena (Sassari), complesso turistico in località Baja Sardinia, del valore di 1,7 milioni di euro. La sua proprietà è riconducibile alla famiglia D’Agostino di Molfetta. Nell’inchiesta — condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dal pm Giuseppe Dentamaro — sono indagati per riciclaggio Alfonso Marco Santoro, 42enne di Canosa, socio amministratore e legale rappresentante della Triveneto Alberghi srl; Felice D’Agostino, 40enne nato a Terlizzi, amministratore di fatto della Triveneto Alberghi srl; il figlio Mauro D’Agostino, 23enne di Molfetta socio di mag- gioranza e amministratore di fatto della Gripal Costruzioni srl con sede legale a Bucarest, e Gaetano Vernarelli, 77enne dell’Aquila, legale rappresentante della Gripal Costruzioni. Sono accusati di aver compiuto operazioni in modo da ostacolare la provenienza del complesso alberghiero, illecitamente sottratto ai beni della Ap.Tov, dichiarata fallita nel luglio 2017.

Mauro D’Agostino è un famoso pilota di kart racing, recentemente ai vertici dei Campionati italiani. Secondo gli investigatori, però, è anche il socio di maggioranza della società che detiene l’albergo sardo, acquistato nell’aprile 2019 con tanto di atto firmato davanti a un notaio di Bari. A vendere è stata la Triveneto Alberghi, il cui legale rappresentante era Alfonso Marco Santoro ma l’amministratore di fatto era Felice D’Agostino. In sostanza il padre gestiva la società che ha venduto l’hotel al figlio, che a sua volta l’ha ridato in affitto alla società del padre. O almeno così sostiene la Procura di Bari, che ha chiesto e ottenuto dalla giudice Anna Perrelli un decreto di sequestro. Dalle indagini è emerso che Santoro — ritenuto il prestanome di D’Agostino — sia vicino a uno studio di consulenza a Trani che rappresenta «il comune denominatore» di tutte le società che negli anni si sono succedute alla guida della struttura ricettiva.

Gli accertamenti sono stati svolti contestualmente in Puglia e in Sardegna. E proprio ad Arzachena è emerso che i dipendenti del Tre Monti hanno sempre considerato D’Agostino senior (che vive nella struttura con la famiglia) il proprietario. Fra i dipendenti dell’hotel è comparsa anche la moglie, per alcuni mesi, mentre la sorella di Santoro è stata assunta come segretaria. A sostegno delle sue ipotesi la Procura ha portato le chat estrapolate dai telefoni degli indagati dopo le perquisizioni e anche diverse testimonianze, tra cui quella del giardiniere del complesso turistico, che ha confermato come i lavori fossero commissionati da D’Agostino Felice e dallo stesso effettuati i pagamenti. In merito alle motivazioni del sequestro, il pm ha fatto notare che di recente ci sono stati mutamenti nella compagine societaria della Gripal Costruzioni, con l’acquisizione della partecipazione di Mauro D’Agostino da parte di una società canadese sulla quale sembra non si riescano a reperire informazioni. «In assenza di un intervento è possibile che gli indagati possano porre in essere attività di dispersione patrimoniale», ha scritto la giudice.

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