Puglia, spuntano gli elenchi dell’assessore Pisicchio con i raccomandati da assumere

Una lista per le persone da far lavorare presso il Cup dell’Istituto De Bellis a Castellana Grotte e per il Giovanni Paolo II di Bari. Le raccomandazioni dell’assessore regionale all’Urbanistica avrebbero riguardato anche il centro per la cura dei tumori nel capoluogo. Ma probabilmente le segnalazioni firmate Pisicchio non sarebbero le uniche ricevute da Giovanni Riefoli, legale rappresentante della Plus Innovatione e amministratore della Golem, che avevano ottenuto appalti dal Comune di Bari e dalla Regione.

L’inchiesta che il 1° luglio ha portato la guardia di finanza a effettuare perquisizioni e acquisizioni in abitazioni di dieci indagati e in uffici pubblici e nella segreteria dell’assessore potrebbe avere presto sviluppi rilevanti. Perché ha scoperchiato un sistema in cui la ricerca del consenso dell’elettorato più volte si sarebbe trasformato in illecito penale. Un sistema caratterizzato da una vorticosa accelerazione dei suoi meccanismi nell’avvicinarsi delle elezioni regionali, in vista delle quali più di un politico avrebbe cominciato a chiedere il conto dei favori fatti.

Il Giovanni Paolo II
Nel novembre 2018 l’Istituto tumori barese aveva indetto – assieme all’Irccs di Castellana – una procedura aperta per l’affidamento in due lotti del servizio di prenotazione telefonica, sportello Cup-cassa, Ticket e Alpi per le due strutture sanitarie. Un mega-appalto della durata di cinque anni, bandito per 1,2 milioni per il De Bellis e 3,4 per il Giovanni Paolo II. Nella gara vinta dalla Plus Innovation in conseguenza della presentazione di un’offerta economicamente più vantaggiosa, era dunque il centro tumori del capoluogo a fare la parte del leone, grazie a un servizio che si ipotizzava avrebbe dovuto gestire circa 50 mila contatti telefonici tramite call center e attività spalmate su 12 sportelli. Per svolgerlo la Plus Innovation avrebbe dovuto implementare il personale. E per questo motivo aveva pubblicato un avviso di ricerca collaboratori e tirocinanti sul proprio sito Internet, chiarendo che i candidati avrebbero dovuto specificare se l’interesse era per il De Bellis di Castellana, il Giovanni Paolo II di Bari o per il settore commerciale. Secondo gli investigatori, però, tale ricerca online era soltanto di facciata, perché la selezione vera e propria sarebbe avvenuta seguendo le indicazioni di alcuni politici.

Curriculum a iosa
I fratelli Pisicchio li fornivano, l’imprenditore Riefoli li riceveva. L’assessore all’Urbanistica ha precisato di non conoscere Riefoli, ma i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria del colonnello Luca Cioffi hanno la certezza dell’esistenza di un rapporto collaudato tra Riefoli ed Enzo Pisicchio e di accordi con il politico che si sarebbero concretizzati tramite il fratello minore. Non a caso nel decreto di perquisizione firmato dal pm Claudio Pinto, con il placet del procuratore aggiunto Alessio Coccioli, si contestano ai Pisicchio, a Riefoli e al dirigente del settore Tributi del Comune di Bari, Francesco Catanese, i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione nell’esercizio delle funzioni.A seguito delle aggiudicazioni delle gare agli Irccs di Castellana e di Bari per i Cup e al Comune per la riscossione dei tributi – è scritto – Riefoli era impegnato nell’assunzione di personale, con la partecipazione di Enzo Pisicchio e la condivisione degli elenchi con il fratello Alfonso“.

Verso le elezioni
L’indagine ha subìto un’accelerazione grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno mostrato un rinnovato attivismo dei fratelli Pisicchio in vista delle elezioni regionali. Dopo l’informativa depositata a marzo, i finanzieri ne hanno dovuto depositare una aggiornata il 18 giugno dalla quale è emerso che i Pisicchio erano più attivi che mai nella sponsorizzazione del personale da assumere nelle società di Riefoli. E che la caccia al voto era praticamente iniziata.

fonte: CHIARA SPAGNOLO – bari.repubblica.it

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