L'alga rossa nel lago di Vico

http://www.liberatorio.it/IMG/Alga%20rossa%20nel%20lago%20di%20Vico.jpg
Clicca sulll'immagine per vedere la galleria fotografica. (fonte: roma.repubblica.it/…)

Fonte: banchedati.camera.it/…


Interrogazione a risposta scritta 4-06459
presentata da
DOMENICO SCILIPOTI
mercoledì 10 marzo 2010, seduta n.297

SCILIPOTI. – Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. – Per sapere – premesso che:

il sottoscritto il 24 settembre 2009 ha presentato un'interrogazione parlamentare relativa alla grave situazione ambientale dell'ecosistema del lago di Vico e alle problematiche sanitarie derivanti dall'uso delle sue acque per consumo umano;

il lago di Vico, zona umida di protezione speciale, per la sua bellezza e per le sue acque rappresenta un patrimonio naturalistico per l'intera provincia di Viterbo, ed una risorsa idrica da tutelare e risanare in particolare per le comunità di Ronciglione e Caprarola che ne utilizzano le sue acque anche per uso potabile;

il suo ecosistema presenta delle criticità, ormai ben note da alcuni anni e attualmente in fase di grave e rapido peggioramento (processo di eutrofizzazione e marcata riduzione dell'ossigeno disciolto nelle acque), tanto che questa condizione rappresenta una seria minaccia anche per la vita delle specie vegetali e per la fauna lacustre;

l'associazione italiana medici per l'ambiente-Isde (Intemational siciety of doctors for the environment – Italia) sezione di Viterbo ha più volte richiamato l'attenzione degli enti preposti su questa situazione che può aver determinato e può determinare un grave danno alla salute e all'ambiente;

le acque di questo lago, a causa della sua origine vulcanica sono ricche di arsenico, un elemento classificato come cancerogeno dalla agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) e presentano da qualche anno periodiche fioriture di un'alga denominata Plankthotrix rubescens (alga rossa);

la Plankthotrix rubescens (alga rossa) produce una microcistina dannosa per la salute delle persone ma anche per la flora e la fauna ittica lacustre ed è classificata, sempre dall'I.A.R.C., come elemento cancerogeno di classe 2 b;

lo sviluppo dell'alga Plankthotrix rubescens, è favorito dalla presenza di composti azotati e fosfati che le fanno da nutrimento e che possono derivare dalla presenza di scarichi civili abusivi come da pratiche agricole inidonee e sconsiderate che utilizzano eccessivi quantitativi di sostanze fertilizzanti e fitofarmaci;

dal «memorandum» redatto, in data 23 dicembre 2009, dal dipartimento di prevenzione – servizio igiene e sanità pubblica – sezione 4 Vetralla Asl di Viterbo, al punto n. 5 si legge: «con nota Prot. n. 1051 del 19 dicembre 2008, indirizzata al Sindaco del Comune di Ronciglione e all'ATOl, viene comunicato l'esito di sopralluogo ispettivo eseguito in data 18 dicembre 2009 da nostro tecnico della prevenzione presso l'impianto di filtraggio loc. Casalino; nel corso del sopralluogo viene evidenziato lo stato di fatiscenza del manufatto che accoglie l'impianto e la condizione di bay-pass[sic] dal sistema di filtraggio, pertanto si invitano gli Enti al ripristino immediato del filtraggio dell'acqua prelevata dal lago e alla sistemazione della struttura»;

le analisi effettuate dall'Arpa Lazio – sezione di Viterbo continuano a mostrare nelle acque destinate a consumo umano una presenza ed un quantitativo rilevante di alghe e in particolare di alghe cianoficee, al cui gruppo appartiene l'alga rossa Plankthotrix rubescens;

la consistente presenza di alghe è indice evidente che il processo di potabilizzazione delle acque, di cui la filtrazione è una fase fondamentale, è inadeguato nei due acquedotti di Ronciglione e Caprarola;

dalla documentazione a disposizione dell'Isde di Viterbo non risulta che, dalla segnalazione del 2007 della presenza dell'alga rossa nelle acque del lago, siano state effettuate le necessarie e specifiche analisi per rilevare la presenza e la concentrazione della microcistina tossica prodotta da questa alga nelle acque destinate a consumo umano;

l'assenza di esami sulla concentrazione della microcistina nelle acque destinate a consumo umano genera una forte preoccupazione ed incertezza per il possibile rischio sanitario a cui possono essere state e possono essere tuttora esposte le persone e soprattutto i bambini;

la garante del servizio idrico integrato della regione Lazio ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini ed associazioni preoccupati per le conseguenze ambientali e sanitarie del persistere di questa condizione;

la garante è più volte intervenuta su questa vicenda sollecitando gli enti preposti per rapida soluzione di questo problema;

dalla riunione del tavolo tecnico convocata, il 2 marzo 2010, dall'assessorato all'ambiente della provincia di Viterbo su: «Attività di contrasto al degrado della qualità delle acque del lago di Vico», è emerso con chiarezza che nelle acque del lago sono presenti valori elevati di arsenico (As) e di altre sostanze tossiche e cancerogene quali il mercurio idrocarburi, policiclici aromatici (IPA), e che nei suoi sedimenti sono presenti alte concentrazioni di arsenico – 647 mg/kg SS (valore soglia 20 mg/kg SS) -, cadmio – 12 mg/kg SS (valore soglia 2 mg/kg SS) – e nichel – 566 mg/kg SS (valore soglia 120 mg/kg SS) -, che determinano una situazione di gravissimo rischio per la salute umana;

la presenza di più sostanze tossiche e cancerogene nelle acque ad uso potabile possono determinare rischio e danno alla salute con meccanismi di interazione ed amplificazione diversi da quello della sola e semplice sommazione delle diverse concentrazioni dei singoli elementi nocivi -:

quali iniziative siano state assunte e intendano assumere i Ministri interrogati, per assicurare piena pubblicità alle notizie sconcertanti lo stato ambientale del lago di Vico, zona di protezione speciale, e per garantire la conservazione di questa importante zona umida italiana;

se e quali disposizioni sono state emanate per impedire l'ulteriore peggioramento delle condizioni delle acque del lago e quindi della qualità delle sue acque destinate a consumo umano sin dalla prima segnalazione della presenza dell'alga Plankthotrix rubescens nel lago nel 2007;

quali siano i risultati del monitoraggio, sulla concentrazione di microcistina, nelle acque destinate a consumo umano, dalla prima segnalazione della presenza dell'alga Plankthotrix rubescens ad oggi;

quali misure e dispositivi sono stati utilizzati per eliminare le alghe e la microcistina dalle acque utilizzate dalle scuole, in particolare nei comuni di Ronciglione e Caprarola;

quali misure e dispositivi sono stati utilizzati per eliminare le alghe e la microcistina dalle acque utilizzate nell'ospedale di Ronciglione;

quali misure e dispositivi sono stati utilizzati per eliminare le alghe e la microcistina dalle acque utilizzate dalle industrie alimentari locali, in particolare nei comuni di Ronciglione e Caprarola;

quali siano i risultati del monitoraggio della concentrazione della microcistina nelle carni dei pesci di più largo consumo alimentare e soggetti a vendita, dalla prima segnalazione della presenza dell'alga Plankthotrix rubescens ad oggi;

se sono state convocate assemblee pubbliche e attivate forme di informazione, come previsto dal decreto legislativo n. 31 del 2001, nelle quali i dirigenti del Dipartimento di prevenzione – servizio igiene e sanità pubblica della Asl di Viterbo, insieme ai sindaci delle due amministrazioni comunali, hanno informato i cittadini circa le problematiche sanitarie che possono derivare dalla situazione descritta;

se risulti che l'arsenico, che è presente in concentrazioni elevate nel lago di Vico e per deroga regionale può essere presente con valori più elevati rispetto a quanto previsto dal decreto legislativo n. 31 del 2001 (valore limite di 10 microgrammi/litro che con la deroga arriva a 50 microgrammi/litro) nelle acque a consumo umano, proprio in considerazione della sua cancerogenicità e della sua interazione con le altre possibili sostanze tossiche derivanti dal degrado e dall'inquinamento del lago di Vico, sia stato ricercato e dosato con una maggiore frequenza rispetto al numero minimo di controlli previsti in condizioni di routine e in aree non sottoposte a provvedimenti di deroga come quelle dell'ATO-1 Lazio (in regime di deroga dal 2003);

se siano allo studio misure di tutela di questo bacino idrico, zona di protezione speciale, che preveda nell'immediato il controllo e l'eventuale sospensione di pratiche agricole inquinanti e se si ritenga necessarie in futuro la completa interdizione di ogni attività agricola nelle aree circostanti il lago;

se sono al vaglio interventi urgenti per garantire condizioni certe di potabilità dell'acqua e le fonti alternative di approvvigionamento idrico per tutta la popolazione, per gli esercizi commerciali, per le scuole, per l'ospedale e per le industrie alimentari locali in attesa degli interventi definitivi e risolutivi di questa gravissima situazione ambientale e del connesso rischio sanitario. (4-06459)
Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 5 luglio 2010
nell'allegato B della seduta n. 347
All'Interrogazione 4-06459 presentata da
DOMENICO SCILIPOTI

Risposta. – In relazione all'interrogazione in esame, concernente la presenza di inquinanti nel lago di Vico, si rappresenta quanto segue.
Le problematiche concernenti il lago di Vico sono da tempo all'attenzione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che, con diverse note, ha richiesto agli enti locali e all'Arpa Lazio di fornire dettagliate notizie sulle condizioni ambientali e sanitarie del lago e dei territori ad esso prospicienti.
Nelle acque del lago di Vico, utilizzate prevalentemente per l'approvvigionamento idropotabile dei comuni di Caprarola e Ronciglione, a seguito di diverse segnalazioni, è stata rilevata dall'Asl di Viterbo e dall'Arpa Lazio, la presenza di alghe potenzialmente tossiche, appartenenti al genere delle Plankthotrix Rubescens, comunemente denominata alga rossa, e sono stati riscontrati elevati valori di arsenico, sostanze tossiche e cancerogene.
A seguito di tali problematiche, nel corso del primo trimestre dei 2008, è Stato attivato un tavolo tecnico dalla provincia di Viterbo per le attività di controllo al degrado delle acque del lago di Vico; nella stessa sede è stato promosso e avviato un progetto di monitoraggio del bacino lacustre, che si è protratto per tutto il 2009 e per i primi mesi del 2010.
In relazione alle caratteristiche delle acque, si rileva che la campagna di monitoraggio conferma la presenza di fioriture algali di Plankthotrix rubescens, così come rilevato dalle analisi effettuate su campioni prelevati in tempi e punti diversi.
Il costante controllo, attuato oltre che dall'Arpa, anche dall'Iss e dall'Università della Tuscia, ha determinato verifiche sui parametri chimico fisici delle acque sia in superficie che in profondità e sui sedimenti. Infatti, nel punto di massima profondità sono stati rilevati superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per i parametri cadmio, nichel ed arsenico, superamenti confermati anche in data 1o aprile a seguito di ulteriori campionamenti di sedimento effettuati in punti differenti.
La provincia di Viterbo, con riferimento ai dati ambientali e di qualità raccolti a seguito delle attività svolte fino ad ora, ha precisato quanto segue.
La cospicua presenza di arsenico nelle acque e nei sedimenti è da considerare componente naturale delle rocce vulcaniche che contraddistinguono il lago di Vico, ma devono considerarsi anche altre cause, quali le attività agricole intensive, poiché l'arsenico è ampiamente utilizzato come composto legante di numerosi erbicidi, pesticidi e insetticidi e le attività del Centro di produzione di ordigni bellici N.B.C di Santa Lucia (comune di Ronciglione) del Ministero della difesa.
Con riferimento alla potabilità delle acque, sono stati investiti del problema, i Sindaci dei comuni di Caprarola e Ronciglione, in quanto gestori del servizio, l'Asl di Viterbo, l'Arpa Lazio e la società Talete SpA società interamente pubblica partecipata da enti locali (comuni e provincia), per la gestione dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.
In relazione al parametro arsenico, l'Asl di Viterbo ha fatto presente che i valori riscontrati, a seguito di prelievi effettuati presso le fontane pubbliche e le stazioni di filtraggio negli ultimi tre anni, non rappresentano un rischio sanitario per la popolazione interessata. Non è mai stato superato, infatti, il valore di 50 ug/l, fissato dalla regione Lazio in deroga a quanto disposto dal decreto legislativo n. 31 del 2001 (in tema di qualità delle acque destinate al consumo umano), limite massimo che indica un valore non pericoloso per la salute umana.
Quanto alle tossine algali, ad oggi, i controlli evidenziano livelli di tossine presenti nei campioni di acqua potabile inferiori ai limiti stabiliti per legge. In relazione alla problematica evidenziata dall'interrogazione è stato disposto un potenziamento degli impianti di potabilizzazione e la società Talete Spa coordinata dalla provincia di Viterbo, in collaborazione con i comuni, sta effettuando la revisione degli impianti.
Occorre aggiungere, sempre in relazione alla presenza di alghe tossiche, che allo stato attuale non si evidenzia un reale pericolo per i frequentatori saltuari del lago di Vico, così come confermato dai dati sulla balneabilità dell'Arpa Lazio, la quale ha prescritto l'inopportunità di immergersi in acqua in periodi di fioritura algale, solitamente il periodo invernale, e in periodi di utilizzo di fitofarmaci nelle colture intensive di nocciolo e castagno.
Da quanto sopra, emerge che la regione Lazio, la provincia di Viterbo, i comuni interessati e gli organismi tecnici competenti (Arpa Lazio, Asl di Viterbo, Istituto superiore di sanità) stanno continuando con le attività di monitoraggio e studio, per verificare costantemente la qualità delle acque del lago di Vico e predisponendo tutti gli interventi necessari per preservarne l'equilibrio ecologico, anche a tutela della salute pubblica.
In particolare, si sottolinea che l'assessorato ambiente della provincia di Viterbo ha avviato una ricognizione dei sistemi di scarico dei liquami presenti sul lago, al fine di stabilire la loro conformità con le normative vigenti in materia.
Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nel mettere in rilievo le attività poste in essere dalle autorità pubbliche competenti, esprime il proprio impegno a fornire il supporto necessario, sia in relazione alle azioni di monitoraggio, sia con riferimento agli interventi opportuni per ridurre le criticità riscontrate, al fine di raggiungere il pieno risanamento delle acque dei lago di Vico.

Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare: Roberto Menia.

Be Sociable, Share!
Precedente L’Arpa dice che l’alga tossica non c’è, ma i molfettesi sono a letto con la febbre Successivo Armi e incuria: ecco come hanno avvelenato il lago di Vico