La “farraginosità” della prevenzione e sicurezza a Molfetta

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La difesa dei nostri quartieri, dei nostri palazzi e delle nostre case deve andare oltre qualsiasi tipo di discriminazione che ostacoli e infici l’integrazione sociale, l’accoglienza e la solidarietà. Una premessa doverosa e importante questa che non può tuttavia prescindere dalla richiesta dei cittadini di un monitoraggio e di un controllo capillare e costante dei nostri quartieri e delle nostre strade da parte delle forze dell’ordine e delle istituzioni.

In particolare sarebbe interessante apprendere dall’Assessorato ai Servizi Sociali se a Molfetta sia stato mai avviato un censimento di soggetti extracomunitari che frequentano il nostro territorio “nell’ombra” per conoscere dove abitano, come si guadagnano da vivere e che tipo di frequentazioni hanno. È nota, infatti, in città la presenza di soggetti di nazionalità presumibilmente georgiana che stazionano in diverse zone della città mentre parlano al cellulare nella loro lingua madre. All’apparenza nulla di strano. E se invece quell’innocuo “stare fermi” nascondesse in realtà un secondo fine e cioè quello di osservare le abitudini ed i comportamenti quotidiani dei diversi residenti dei quartieri?

Se questa nostra ipotesi fosse fondata si spiegherebbe quanto accaduto nei giorni scorsi nei pressi della stazione ferroviaria dove, da qualche tempo, erano stati notati alcuni soggetti georgiani nei pressi del nuovo supermercato. Giovedì scorso uno di loro è stato sorpreso sulla rampa delle scale del condominio di uno dei palazzi adiacenti mentre, tra il secondo e terzo piano, stava osservando le serrature delle porte d’ingresso delle abitazioni. Scoperto da alcuni condomini che si apprestavano ad uscire in quel momento, inizialmente ha cercato di andar via a passo lento, per non destare sospetti, per poi dileguarsi, scappando, in compagnia di un’altra persona, probabilmente un complice che faceva da palo.

La pronta iniziativa dei condomini nel contattare le forze dell’ordine ed il loro tempestivo intervento hanno portato al fermo dei due, alla perquisizione, al sequestro dei cellulari ed alla loro schedatura. Un episodio per fortuna finito nel migliore dei modi, senza danni a cose e persone come invece accade nella maggior parte dei casi che si concludono con i furti in appartamento. Un fenomeno in crescita esponenziale in città, una violazione della privacy e un trauma difficile da superare sia per la perdita dei propri oggetti di valore, affettivo e no, sia per i danni materiali che sovente vengono fatti in appartamento. Indispensabile diventa allora la collaborazione dei cittadini in un’ottica di prevenzione della piccola criminalità di strada, segnalando a chi di competenza qualsiasi episodio sospetto di cui si è stati testimoni. Creare una cittadinanza attiva e solidale può essere dunque un utilissimo deterrente per scoraggiare qualsiasi fenomeno delinquenziale e può, per certi versi, accrescere maggiormente quel senso di sicurezza e di fiducia nelle Forze dell’Ordine.

Ci si domanda come sia possibile, nonostante il cittadino molfettese si senta sempre meno sicuro e tutelato, che il “Comitato comunale di monitoraggio dei fenomeni delinquenziali, istituito con Delibera di C.Comunale n. 48 del 7.04.1997 e riabilitato, con stampelle, il 15 Ottobre del 2014,  sia del tutto latitante. È nota la posizione critica del Liberatorio Politico su questo organismo che, per come è oggi regolamentato, riteniamo non possa operare come dovrebbe. Ci è stato detto che l’ostacolo risiedesse nella “farraginosità” del precedente regolamento che prevedeva una partecipazione paritaria delle realtà associative che si occupano a Molfetta di legalità ma evidentemente il problema è altrove. L’impressione è che non si sia riusciti culturalmente a dare la giusta importanza ai fenomeni delinquenziali locali e non la si voglia considerare una assoluta priorità da aggredire con la necessaria determinazione.

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Di seguito potete leggere il comunicato stampa del Consigliere Comunale Dott. Avv. Roberto la Grasta, nonché Presidente della III Commissione Affari Generali con cui ha risposto al comunicato del “LIBERATORIO POLITICO” e non del suo coordinatore (tutti i comunicati sono preparati a più mani e licenziati dalla squadra del Liberatorio). E’ già qualcosa che una parte dell’amministrazione risponda mentre altre figure, ancor più autorevoli, tacciono vergognosamente da quasi due anni. Apprezziamo il gesto del Consigliere Roberto la Grasta anche se le nostre posizioni sono ancora distanti sull’operato dell’amministrazione comunale.

IL PRESIDENTE DELLA III COMMISSIONE RISPONDE AL LIBERATORIO POLITICO : QUI

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