Il “mercato diffuso” pagato con i soldi per il porto?

 

Prosegue, presso il Tribunale di Trani, il processo per la costruzione del nuovo porto commerciale di Molfetta. Oggi, alle ore 12:00, ci sarà il controesame della dott.ssa Ottavia Antonucci, da parte degli avvocati difensori degli imputati. La dott.ssa Antonucci, funzionaria del Settore Economico e Finanziario del Comune di Molfetta, nell’udienza del 5 novembre ha risposto molto bene, e dettagliatamente, alle domande del Pubblico Ministero dott. Vaira, sul meccanismo di rendicontazione dei finanziamenti ministeriali giunti al Comune di Molfetta per la costruzione del prolungamento della diga foranea e delle altre opere del nuovo porto commerciale.

La teste ha praticamente confermato ciò che aveva dichiarato in sede di sommarie informazioni in data 28.10.2013, quando si ipotizzavano per alcuni amministratori e dirigenti comunali anche i reati di falso in bilancio. Tra le altre cose il P.M. le ha chiesto di spiegare come era formato il capitolo di bilancio n. 50-380 del Comune di Molfetta negli anni 2008-2011. L’Antonucci ha spiegato che quel capitolo era stato istituito per finanziamenti ministeriali destinati al porto di Molfetta e in seguito sono state imputate anche altre voci di spesa non strettamente attinenti al porto. La Legge 203/08 e successive, consentiva un’imputazione differente oltre al completamento della diga foranea era stata introdotta la possibilità di finanziare anche opere di “natura sociale, culturale e sportiva“. 

Il Pubblico Ministero chiede all’Antonucci: “Lei si è mai posta il problema dell’attinenza col sociale di questo tipo di opere? Cioè noi parliamo di gazebo per i fruttivendoli, lei si è posta il problema se questo tipo di spesa inerisse o no il sociale?Ma gli avvocati difensori si sono opposti a questa domanda. 

Si spera che nel corso dell’odierna udienza si possa chiarire questo passaggio molto importante e tanti altri punti oscuri dell’affare porto, come la distrazione dei fondi, destinati al completamento della diga foranea e di ampliamento del porto commerciale, per il pagamento di altre spese correnti, occultando le stesse. Oppure che si chiarisca se, e come, ci fossero eventuali false rendicontazioni onde consentire al Comune di Molfetta di continuare a percepire i finanziamenti statali e comunque per evitare la revoca di quelli o il loro ridimensionamento; o far risultare nei bilanci di previsione un fittizio equilibrio economico finanziario dell’ente comunale, oppure attestare falsamente il rispetto del “patto di stabilità” da parte del Comune di Molfetta.

 

 

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Un commento su “Il “mercato diffuso” pagato con i soldi per il porto?

  1. Non credo che la Antonucci si dovesse porre alcuna domanda o fare alcuna riflessione per l’imputazione o la coerenza di una spesa rispetto al capitolo di bilancio. Questo compito rientra nella esclusiva competenza del Dirigente del Settore, che poi firma i mandati. Nè si può far riferimento a quella norma o principio, del tutto inapplicato che il “dipendente” in caso avverta la illegittimità dell’azione impostagli o anche semplicemente applicata dal suo Dirigente o superiore in grado, Deve avvertire all’Autorità giudiziaria !!!!!

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