Il gruppo Marseglia di Monopoli produce energia pulita ma… non è proprio affidabile

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Verrebbe spontaneo chiedersi, in che mani siamo capitati. Il gruppo Marseglia sta costruendo la centrale elettrica POWERFLOR srl di Molfetta ma, se gestisce quest’ultima come gestisce le altre società controllate, è il caso di cominciare a preoccuparsi.
 
Ecco cosa dichiara Pietro Marseglia che affianca il padre (Leonardo Marseglia) nel sito web aziendale, a proposito dell’attività aziendale familiare:

“Guardiamo senz’altro alla produzione, al business ma nel contempo ci sentiamo quasi degli apripista per contribuire alla risoluzione della crisi energetica del Paese, dell’intera Europa e non solo. Molto del tempo della nostra attività lo dedichiamo alla ricerca, all’innovazione, alla progettazione per poter essere sempre più un riferimento importante del nostro mondo e questo ci rende anche molto orgogliosi.
Raramente, e questa ne rappresenta un esempio, iniziative del genere vengono dal mezzogiorno d’Italia che invece sta dimostrando che si può essere motore trainante per risolvere la crisi energetica e per lo sviluppo economico del Paese.”

Ma gli organi inquirenti e giudici non la pensano proprio così.
I due articoli di stampa che seguono, a firma di Gabriella de Matteis della Repubblica, dovrebbero farci riflettere.

Operai morti a Monopoli assolti i titolari dell’azienda
Repubblica — 22 maggio 2008

Morirono dopo essersi calati in una vasca interrata nello stabilimento della "Casa Olearia Italiana spa" a Monopoli. Ora sulla tragedia, costata la vita nell’ agosto del 2006 a due operai di Francavilla Fontana Giuseppe Parisi, di 34 anni e Beniamino Argentina, di 55, è arrivata una sentenza di condanna.
Il gup Giuseppe De Benedictis ha riconosciuto colpevole del reato di omicidio colposo Damiano Taurisano, titolare della ditta appaltatrice per la quale le vittime lavoravano e Mario Renna, responsabile del servizio di protezione e prevenzione dell’ industria "Casa Olearia Italiana".
Leonardo e Pietro Marseglia, padre e figlio, rispettivamente amministratore della "Casa Olearia Italiana" e amministratore della "Italiana Costruzioni 2000" (che aveva appaltato i lavori alla ditta per la quale i due operai lavoravano), invece, sono stati assolti. Per i quattro imputati, accusati di non aver adottato le misure idonee per evitare l’incidente, il pubblico ministero Lorenzo Nicastro aveva chiesto due anni. Il gup Giuseppe De Benedictis ha invece inflitto dieci mesi e venti giorni a Damiano Taurisano e un anno e quattro mesi a Mario Renna che dovranno pagare alle famiglie delle vittime, costituitisi parte civile nel processo, anche una provvisionale di 300 mila euro. «Siamo moderatamente soddisfatti per la sentenza» dice l’ avvocato romano Maurizio Massatani che, insieme al legale Carlo Tatarano, assiste i parenti dei due operai. I due imputati sono stati condannati a risarcire in sede civile le famiglie di Giuseppe Parisi e Beniamino Argentina. I due, il 18 agosto del 2006, senza alcun dispositivo di protezione, si calarono in una vasca interrata dello stabilimento per compiere lavori di manutenzione e furono uccisi dalle esalazioni ad altissima concentrazione di acido solfidrico. Un incidente simile a quello avvenuto nel marzo scorso a Molfetta e costato la vita a sei operai. – GABRIELLA DE MATTEIS

Marseglia, stangata dal fisco
Repubblica — 07 novembre 2008   pagina 7   sezione: BARI

Più di due milioni e mezzo di euro. E’ la somma che "Agriamerica Corporation", una società controllata dalla "Casa Olearia spa" di Monopoli, dovrà pagare per le imposte evase dal 1997 al 2000. La decisione è stata assunta dalla commissione tributaria che, in secondo grado, ha riconosciuto la legittimità dei provvedimenti, emessi dall’ Agenzia delle Entrate. Il caso, al centro del contenzioso, è molto complesso. E in parte richiama anche il contenuto dell’ inchiesta penale, aperta dal sostituto procuratore Isabella Ginefra. E’ il marzo del 2001 quando la guardia di finanza avvia una verifica fiscale nella sede della "Italiana Alimenti" e della "Oleifici Italiani» che fanno capo ai noti imprenditori Leonardo, Pasquale e Pietro Marseglia. E analizzando la documentazione, oggetto dei controlli, scoprono l’ esistenza di un’ altra società, la "Agriamerica Corporation", una società specializzata nella commercializzazione all’ ingrosso di olii e grassi alimentari e che ha la propria sede legale a New York. Ma approfondendo le verifiche sul caso, i militari delle fiamme gialle formulano un’ ipotesi investigativa, poi riconosciuta dal pm Ginefra: la società americana sarebbe stata istituita per evadere le imposte doganali sulle esportazioni della merce e cioè di olio, importato dalla Turchia e nella Tunisia, negli Stati Uniti. I componenti della commissione tributaria ragionano sulle ipotesi formulate dalla guardia di finanza, ma non solo. Esaminando la copiosa documentazione, giungono ad alcune conclusioni. I contatti con i clienti della "Agroamerica Corporation" sono sempre avvenuti a Monopoli. E a perfezionarli, nei suoi uffici di Monopoli, è stato Pasquale Marseglia, «unico manager» della società americana. I componenti della commissione tributaria (il presidente è Amedeo Urbano) citano anche le dichiarazioni di coloro che con la "Agroamerica Corporation" hanno intrattenuto rapporti commerciali. Per loro la sede amministrativa della società era ed è sempre stata a Monopoli. E del resto, in una sentenza lunga 39 pagine, la commissione tributaria cita anche una dichiarazione resa da Pasquale Marseglia alle fiamme gialle. «Tale società – aveva detto – è di mia proprietà e tutte le scelte inerenti la gestione commerciale e direzionale sono svolte dal sottoscritto». Il consiglio di amministrazione della "Agriamerica" è lo stesso della "Casa Olearia Italiana". Per questi motivi, concludono i componenti della commissione tributaria, «la società, avendo indubbiamente la sede dell’ amministrazione in Monopoli, era residente in Italia, quindi assoggettabile a tassazione secondo le leggi italiane». Per questo "Agroamercia Corporation" deve pagare le tasse, non pagate in tre anni. – GABRIELLA DE MATTEIS

2 Risposte a “Il gruppo Marseglia di Monopoli produce energia pulita ma… non è proprio affidabile”

  1. IL GRUPPO MARSEGLIA E’ MOLTO SOLIDO E INNOVATIVO MI HA DATO DA MANGIARE PER 4ANNI POI PER RAGGIONI SCELLERATE DELLA PASQUALINI SPA HA LASCIATO IL SITO DI CISTERNA DI LATINA,CON LORO SONO STATI RAGGIUNTI ALTI STANDART PRODUTTIVI,E QUALITA’DEL PRODOTTO,NONSONO CATTIVI INPRENDITORI ANZI CE NE VORREBERO MILIARDI DI PERSONE COME LORO,ANCHE PERCHE’ SONO PERSONE ATTENTE NELLE SCELTE ,E SANNO COGLIERE LE OPPORTUNITA CHE IL MERCATO E LA SOCIETA RICHIEDONO SEMPRE FORTEMENTE ASSETATO DI ENERGIA E ALIMENTARE,E ALTRO,MA NOI NON VEDIAMO DI BUONO OCCHIO IL MADE ITALI ;MA INPORTIAMO DA I PAESI EMERGENTI A DUE SOLDI PRODOTTI CHE RICHIEDONO RICORSO ALLE STRUTTURE SANITARIE A UN COSTO ELEVATO ESSENO CHE QUEI PRODOTTI CI UCCIDONO DUE VOLTE ,IO TERMINO CHE DELLE DEFAIANS POSSONO SORGERE IN QUALSIASI SOGETTO L’IMPORTANTE CHE NEI LORO ERRORI PAGANO ERRARIO,E MI SEMBRA CHE LORO LO FANNO,PERCHE ACCANIRSI CON SPOT POCO CAVALLERESCHI INVECE DI LODARLI.FRANCESCO UGL LATINA,RICORDO CHE CON LORO HO TRASCORSO IL PERIODO PIU BELLO E GLORIOSO CHE UN SINDACALISTA PUO ASPETTARSI.

  2. MAGARI ESISTESSERO ALMENO ALTRE 10 PERSONE IN ITALIA COME I SIG. MARSEGLIA…..CRISI NON CI SAREBBE …
    LA VERITA' E CHE NOI ITALIANI VOGLIA CREARE SOLO PROBLEMI, NON RISOLVERLI.
    IO STIMO MOLTO IL GRUPPO MARSEGLIA, GRAZIE A LORO TANTA GENTE VIVE…

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