I misteri della nave Hedia

Lannes

Ieri sera per la prima volta a Molfetta si è parlato pubblicamente di una storia sconosciuta, intrappolata nella memoria della rassegnazione dei familiari dei 19 marinai italiani scomparsi nel 1962 con la loro nave HEDIA. Una storia raccontata dal giornalista d’inchiesta Gianni Lannes, dal nipote di uno dei 19 uomini di equipaggio, Accursio Graffeo e dal prof. Nico Perrone che ha inquadrato storicamente la vicenda. L’atmosfera che si percepiva in sala già dal primo arrivo dei parenti dei sei marinai molfettesi scomparsi era di grande aspettativa; si sono incontrati per la prima volta dopo 53 anni, si sono presentati, si sono abbracciati e hanno cominciato subito a scambiarsi i contenuti delle ultime lettere dei loro congiunti.

Molti sono arrivati con le foto dei loro dispersi, e se le scambiavano come fossero figurine di eroi introvabili, quella più gettonata era del “giovanotto” di bordo Giuseppe Uva, il più giovane, aveva solo 16 anni, gli altri Michele Marancia (secondo ufficiale macchina), Nicola Caputi (marinaio), Corrado Caputi (ingrassatore), Cosimo Gadaleta  (marinaio), Damiano Bufi  (marinaio).

Secondo il Governo italiano, dell’epoca, la nave Hedia è affondata tra il 14 e il 19 marzo 1962, ma altre circostanze e documenti ufficiali non lo confermano; invece cominciano a prendere corpo le ipotesi secondo cui i 19 uomini d’equipaggio della Hedia sono stati sequestrati in acque tunisine dalla “Marine Nationale”, imprigionati, torturati ed infine uccisi dai militari del governo francese di Charles De Gaulle. La narrazione viene interrotta dalla figlia di un marinaio molfettese che riporta in sala il suo ricordo indelebile e di quello che ascoltava in quei giorni del 1962; suo padre assieme agli altri marinai molfettesi erano stati fatti prigionieri. E per tutta la serata la voglia di verità e giustizia è diventata forte e insistente. Nei prossimi giorni si tenterà di riprendere in mano tutta la vicenda e con l’aiuto di documenti, lettere e fonogrammi si cercherà di ricostruire gli ultimi istanti di vita dei nostri concittadini. Si cercherà anche di chiedere al presidente del Consiglio Matteo Renzi di intraprendere tutte le iniziative possibili con l’ambasciata francese affinché si faccia luce su questa ennesima “strage di stato”.

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LANNES HEDIA 3 (300dpi)

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