Giustizia truccata a Trani, a processo pure D’Introno

Le sue parole hanno consentito di arrivare alla condanna degli ex pm Antonio Savasta e Luigi Scimè. Ma la Procura di Lecce considera Flavio D’Introno un complice, non una vittima, della cricca di giudici che a Trani truccava le indagini in cambio di soldi. E dunque lo manda a processo: il 9 ottobre l’imprenditore di Corato dovrà comparire davanti al gip Sergio Mario Tosi per rispondere, come tutti gli altri, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, calunnia, falsa testimonianza ed estorsione.

Se non riuscirà a proporre un patteggiamento, D’Introno (avvocato Vera Guelfi) potrebbe optare per il rito abbreviato, così da ottenere lo sconto di pena di un terzo. L’idea è di puntare sulla collaborazione con la giustizia: l’imprenditore di Corato, che nel processo principale è stato ammesso quale parte offesa, ha ammesso di aver pagato i giudici anche se non sempre le sue parole hanno trovato riscontro puntuale a partire dalla vicenda del Rolex Daytona di oro che ha detto di aver regalato a Nardi e su cui è stato smentito da una testimone. L’imprenditore aveva anche detto che gli orologi in realtà erano due, quasi uguali: i carabinieri di Barletta stanno effettuando altri approfondimenti per provare a far quadrare i pezzi del mosaico.

Sulla carta D’Introno rischia una pena pesante, ma la difesa punta a far cadere alcune accuse secondarie e a circoscrivere la responsabilità corruttiva. Resta, tuttavia, un corto circuito che è forse un unicum nel panorama giudiziario italiano: oggi D’Introno è in carcere a Trani per scontare una pena definitiva a cinque anni per usura, ma il pm che ha formulato le richieste di condanna contro di lui in primo grado, cioè Luigi Scimè, è stato condannato in abbreviato a quattro anni per corruzione proprio per aver accettato 75mila euro versati dall’imprenditore. Scimè (che a questo punto verrà sospeso dalle funzioni giudiziarie) ha già annunciato appello contro la sentenza, ma la vicenda è comunque molto scivolosa.

fonte: MASSIMILIANO SCAGLIARINI – www.lagazzettadelmezzogiorno.it

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