Gianni Lannes segnala al direttore della Gazzetta alcune inesattezze negli articoli sulla strage del Francesco Padre

Alla cortese attenzione di Giuseppe De Tomaso

Gentile direttore,
ho notato che la Gazzetta nell’edizione di ieri e in quella odierna, ha dedicato ampio spazio alla tragica vicenda del Francesco Padre. Ho rilevato, purtroppo, che gli articoli – fatti passare agli ignari lettori, addirittura per “esclusivi” – contengono una serie notevole di imprecisioni e palesi inesattezze (anche a proposito delle rogatorie). Il 4 novembre 2008, il quotidiano La Stampa, ha pubblicato la mia seconda inchiesta sulla vicenda del peschereccio molfettese, intitolata “A picco per una bomba amica”. E il 14 novembre 2009, la casa editrice la Meridiana, ha pubblicato il mio saggio di inchiesta NATO: COLPITO E AFFONDATO: un volume assunto dalla procura di Trani come fonte di prova che ha consentito alla magistratura di riaprire il caso (archiviato nel 1997) nel febbraio 2010, e non nel 2012, come riportato da Longo e Scagliarini. Mi spiace davvero che il pur attento giornale come La Gazzetta del Mezzogiorno sia incappato in taluni errori ed omissioni. In ogni caso, sono a sua disposizione per qualsiasi chiarimento in merito. Per la cronaca: sto ultimando un docufilm sulla vicenda e ho individuato le unità navali responsabili della suddetta strage.

Cordiali saluti!
Gianni Lannes

10.11.2014

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