Foggia, in guerra per la droga che arriva dall’Albania: arrestati sette del clan Perna

fonte:  TATIANA BELLIZZI – bari.repubblica.it

Controllo del territorio finalizzato al controllo del traffico di droga. Non hanno dubbi gli investigatori della polizia di Stato e dello Sco – Servizio centrale operativo – che, coordinanti dai magistrati della Dda di Bari, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone ritenute fedelissimi del clan mafioso capeggiato da Girolamo Perna, attivo sulla città di Vieste.

I primi a finire in carcere il 21 agosto sono stati i cugini Iannoli, Claudio e Giovanni di 39 e 32 anni, considerati  dagli inquirenti elementi di spicco del gruppo malavitoso. Mentre in mattinata sono stati arrestati Giovannatonio Cariglia di 22 anni, Stefan Cealicu di 53, Raffaele Giorgio Prencipe di 34, Carmine Romano di 48 e Giuseppe Stramacchia di 32. Tutti sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti detenzione e porto di armi da sparo, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini sono partite dall’omicidio di Gianbattista Notarangelo, un agguato mafioso avvenuto a Vieste ad aprile 2018 ed hanno evidenziato un fiorente traffico di droga, cocaina e marjuana nella cittadina garganica, alimentato dall’enorme afflusso turistico. Gli investigatori hanno accertato che durante la detenzione del boss Girolamo Perna i due Iannoli avevano assunto il comando del clan.

Si occupavano di assicurare il costante rifornimento delle piazze di spaccio viestane, provvedendo anche ad assoldare nuovi sodali, utilizzati anche per la custodia delle armi  e di pianificare agguati mortali nei confronti di esponenti del clan rivale. Raffaele Prencipe e Stefan Cealicu, rispettivamente cognato e factotum di Gianbattista Notarangelo erano, secondo chi indaga, incaricati di occuparsi dell’approvvigionamento, occultamento, taglio, confezionamento e distribuzione della cocaina e della marijuana

 

Foggia, arrestate sette persone: così è stato sgominato il clan

Dalle attività investigative è emerso anche che il gruppo criminale disponeva di un gran numero di armi la cui custodia era affidata all’incensurato Giovannantonio Cariglia. Attraverso le intercettazioni ambientali gli inquirenti hanno anche accertato la pianificazione di un agguato nei confronti di esponenti del clan rivale retto da Marco Raduano.

Più nel dettaglio, al fine di eliminare del tutto la presenza dell’altro gruppo dal territorio viestano, Giuseppe Stramacchia e Carmine Romano, su disposizione dei due Iannoli, avevano incaricato alcuni pusher di acquisire informazioni dettagliate sugli spostamenti quotidiani di elementi di spicco del clan Raduano.

“Nonostante le difficoltà logistiche la Dda è presente sul territorio di Foggia – ha detto Francesco Giannella, il procuratore aggiunto della Dda di Bari. Oggi abbiamo portato a termine un altro lavoro importante. Alcune persone ai vertici delle organizzazioni criminali sul Gargano sono state assicurate alla giustizia, ma non ci illudiamo di aver smantellato definitivamente la mafia a Vieste. Sta infatti nella natura delle organizzazioni mafiose la capacità di rigenerarsi”. “Con questa operazione – ha detto il questore di Foggia Mario della Cioppa – abbiamo chiuso una prima parte dell’operazione denominata ‘Agosto di fuoco’ che ha portato dietro le sbarre ben 13 pregiudicati”.

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