Foggia, commando armato bloccato all’uscita di un garage: “Erano pronti a uccidere”


fonte: http://bari.repubblica.it – di TATIANA BELLIZZI

FOGGIA – “Armi in pugno con colpo in canna, casco integrale, sciarpe e cappellini. Pronti ad agire. Ma non li abbiamo mollati. Siamo assolutamente convinti di aver impedito l’esecuzione di un altro omicidio”. Ne è certo il comandante dei carabinieri di Foggia, Marco Aquilio illustrando gli esiti dell’operazione che ha portato all’arresto di 4 pregiudicati foggiani, attivi nell’alto Tavoliere.

In manette Giovanni Putignano 39 anni, di Torremaggiore, imprenditore, con precedenti per associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni; Angelo Bonsanto 29enne di Lesina, ristoratore, pregiudicato; Nicola Paradiso, 39enne di Torremaggiore, operaio, pregiudicato ed infine Tommaso D’Angelo 32enne, di Foggia, ritenuto molto vicina al clan Moretti-Pellegrino-Lanza.

Da alcuni giorni gli investigatori stavano controllando gli spostamenti di alcuni pregiudicati dell’Alto Tavoliere. Nel pomeriggio di venerdì 11 agosto hanno notato uno strano movimento all’interno di un garage in via Trieste. “Abbiamo notato – racconta il comandante – i quattro soggetti arrivare con dei borsoni a bordo di uno scooterone ed un’autovettura, una Fiat 500 L. A quel punto ci siamo appostati all’uscita del box. Pochi istanti dopo sono usciti i quattro indagati, due in sella allo scooterone T-Max, e due a bordo della vettura. Li abbiamo circondati e bloccati. Qualcuno di loro si era già cambiato d’abito. I quattro soggetti erano armati fino ai denti, pronti a far fuoco. Avevano il colpo in canna“.

Dopo una perquisizione sono state trovate tre pistole: una 9×21 e due revolver con matricole abrase, complete di cartucce, una tanica di benzina per dar fuoco all’auto, due coppie di targhe per autovetture contraffatte e una per un motociclo, una maschera da carnevale e altro materiale per travisare il viso. Da accertamenti, inoltre, l’auto risulta rubata a Gravina di Puglia a giugno scorso, mentre lo scooter risulta rubato a Pescara a maggio.

Temiamo che le armi abbiano già sparato – ha precisato Aquilio – i quattro andavano sicuramente a compiere un agguato mortale. Non abbiamo ancora contezza di chi fosse la vittima designata. Tutto il materiale verrà immediatamente inviato ai Ris di Roma ed esaminato per comparazione balistica, esame del Dna e impronte digitali. Siamo certi che la città di Torremaggiore venga utilizzata come base logistica dai criminali. Non possiamo assolutamente dire che questi arresti siano riconducibili  in qualche modo alla strage di San Marco in Lamis“.

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