dopo una settimana pubblichiamo l'intervista…

4 ottobre 2006

Matteo D’Ingeo a 360 gradi sulla politica cittadina

Una chiacchierata con il leader del Liberatorio Politico.

Maurizio Altomare


 

Continua il nostro treno di interviste ai politici locali di centrodestra e centrosinistra. Oggi scambiamo delle battute con Matteo D’Ingeo, leader del Liberatorio Politico.

D’Ingeo, candidato Sindaco alle scorse elezioni amministrative, ha criticato sia l’Amministrazione del Sindaco Azzollini che l’attuale quadro dirigente del centrosinistra.

Salve D’Ingeo, stiamo ascoltando il parere di alcuni politici locali a riguardo della situazione attuale che vive la nostra Molfetta. E’ ormai iniziata da mesi l’Amministrazione del nuovo Sindaco di Molfetta, Sen. Antonio Azzollini. Che ne pensa di questo inizio?
Una nuova stagione amministrativa si percepisce in tanti modi ed io, quella del  neo Sindaco Sen. Azzollini, non l’ho ancora percepita in nessun modo. Il passaggio tra un Sindaco  e l’altro non è stato percepito neanche dalla città, sempre più distratta.

Del resto chi governa oggi, ha già governato negli ultimi cinque anni (e non solo), quindi non dovevamo aspettarci eclatanti novità. Registriamo solo l’ulteriore decadimento dell’Istituzione e del senso civico cittadino, tipico dei momenti in cui questa città è stata abbandonata a se stessa diventando facile preda delle bande, non solo criminali, ma anche di mercenari politici, voltagabbana, affaristi e quant’altro abbia creato solo clienti e non liberi cittadini.

Qualche anno fa, il “dimissionamento” di un vice Sindaco e Assessore, avrebbe creato subito una crisi amministrativa e mobilitato in piazza le opposizioni; oggi invece prevale l’assuefazione. Ma le colpe non sono da attribuire totalmente ai nostri amministratori in carica, pesanti responsabilità le hanno le opposizioni vecchie e nuove. Non serve fare le prime donne in Consiglio comunale, in Provincia o in Regione.

L’opposizione deve spostare la propria azione tra la gente ed occuparsi dei problemi della quotidianità. Il fatto è che l’opposizione così com’é composta non rappresenta l’opposizione silenziosa cittadina, e questo è un problema. Poi, se l’attività dell’opposizione si riduce a sostenere una battaglia inutile sull’incompatibilità tra le cariche di Sindaco e Senatore, vuol dire che siamo al dolce. Quando il Parlamento farà una legge su misura per Azzollini, allora si, ma per ora l’art. 7 del D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 non riguarda Molfetta.

Tornando alla vicenda dell’Ass.ra Minuto nonché vice Sindaco direi  che sarebbe molto più interessante conoscere le vere cause dell’ incidente politico. Qual è il vero problema? La presenza di Carmela Minuto in Prefettura senza delega del Sindaco, o la possibilità che il Comune di Molfetta non firmasse l’assenso all’apertura della Multisala della Cinestar Italia? Oppure nulla di tutto questo?

Semplicemente di una manovra per poter inserire in Amministrazione qualche figura di rilievo di Forza Italia rimasta fuori nella prima spartizione della torta. Pettegolezzi a parte, consiglierei a tutti i giornalisti di studiare un po’ la storia della Fashion District e della Cinestar Italia; per esempio, raccogliete notizie su Giuseppe Taini , la società DRACO S.p.a., L’ALFA 1 S.R.L., la Orion S.r.l.. Semplici sigle societarie? Chiedetelo al signor Taini e al sig. Marinelli Luciano. Anzi, chiedete loro se conoscono, per caso, il sig. Emilio Gnutti.

Quali sono secondo lei i problemi principali che la Città di Molfetta deve affrontare?
I problemi sono tanti ma negli ultimi mesi non si fa altro che parlare di sicurezza e illegalità diffusa; sono argomenti di cui mi sono sempre occupato e sono stati al centro dei miei interventi durante l’ultima campagna elettorale e non solo. Dal 1992, sempre di più, questa città ha smarrito il senso della legalità. Non l’hanno smarrito solo i politici ma soprattutto i cittadini che hanno come loro referenti quei politici che dell’illegalità ne fanno uso e consumo; senza dimenticarci di alcuni dirigenti comunali che alimentano e promuovono l’illegalità nella loro pratica quotidiana. L’esempio più lampante è quello che ho denunciato più volte ed è sotto gli occhi di tutti – l’occupazione abusiva di strade e marciapiedi oltre l’abusivismo edilizio.

E se l’amministrazione ignora il problema, l’opposizione non si agita più di tanto; in campagna elettorale hanno fatto finta che il problema – illegalità diffusa e criminalità-  non ci fosse, assumendo un atteggiamento omertoso rispetto alle minacce subite dal candidato-sindaco del centro sinistra. La lotta alla criminalità non può essere fatta solo quando si ritiene più opportuno, si fa sempre e contro chiunque.
Esattamente dieci anni fa quando ero consigliere comunale già denunciavo vigili urbani e dirigenti comunali per fatti di cui si occupano oggi i magistrati, ma allora, per il centro sinistra che governava, certe illegalità erano solo fantasie prodotte dalla mia fervida immaginazione. A questo si aggiunga la faziosità di certa stampa di allora e di oggi e l’incredibile pressappochismo con cui alcuni magistrati della Procura di Trani conducono certe azioni investigative.

Inutile dire che se non si ripristina la legalità, non può esserci sviluppo e moralizzazione della cosa pubblica; questa città ha bisogno di ritrovare le sue radici culturali, riscoprire l’operosità e la voglia di crescere senza perdere la dignità di ognuno.

Che ruolo assumerà in particolare il Liberatorio in questi anni di amministrazione del centrodestra? Qual’è il suo parere sul Partito Democratico?
Intanto speriamo che questa amministrazione cada al più presto implodendo su se stessa, e nel frattempo il Liberatorio come tutti i movimenti e partiti dopo le elezioni ha avviato una fase di riflessione che si concluderà nelle prossime settimane con una assemblea che deciderà se continuare come movimento politico o come semplice associazione. In ogni caso penso che il Liberatorio non cambierà strategie e obiettivi politici. Non abbiamo nulla da farci perdonare e se dovessimo tornare indietro rifaremmo esattamente tutto quello che è stato fatto. Combattere le destre e il ritorno della parte peggiore della Democrazia Cristiana; naturalmente va da sé il giudizio negativo sul partito democratico perché penso che sia un surrogato riciclato del vecchio compromesso storico.

Chi oggi lavora per questo progetto, in particolare a Molfetta, non vuole ammettere le proprie responsabilità per aver causato la catastrofe elettorale del centro sinistra, e spera di salvarsi l’anima costruendo un altro soggetto politico riciclandosi e facendo finta che nulla sia accaduto. Molfetta ha bisogno di ben altro, ha bisogno di una forte unità della sinistra con un gruppo dirigente rinnovato e svecchiato, e soprattutto di entusiasmo e credibilità. Intanto si costruisca questo per ridare dignità ad un popolo di sinistra che è stato offeso e svenduto, poi si vedrà.

Quali principali obiettivi si è posto personalmente?
Se parliamo di obiettivi politici penso di non averne mai avuti di specifici, chi mi conosce sa che il mio impegno è a 360 gradi per 365 giorni l’anno e le mie candidature sono sempre state incidenti all’interno di un percorso di vita all’insegna dell’impegno civico e di volontario della politica. Non ho bisogno di fare il politico di mestiere, insegno da oltre vent’anni e anche nella scuola il mio impegno politico e sindacale è identico, fatto di battaglie di principio, di libertà e giustizia. Nella fase di ricostruzione della politica molfettese se sarà necessario il mio contributo, da uomo libero e coerente, deciderò serenamente come impiegare il mio tempo che è proprio poco.
 
Se fosse stato eletto Sindaco, quale sarebbe stato il suo primo provvedimento?
E’ una domanda difficile perché Molfetta, purtroppo, ha tante emergenze, però, nello spirito della campagna elettorale del LIBERATORIO, il primo giorno avrei convocato nella mia stanza il responsabile della Polizia Municipale, il Comandante dei Carabinieri ed altre forze disponibili, e in qualità di responsabile dell’ordine pubblico e della sicurezza avrei cominciato a  “liberare” la città e le spiagge da tutto ciò che fosse abusivo, restituendo ai cittadini, la loro città, quella di tutti; contemporaneamente avrei cominciato a verificare le responsabilità di quegli abusi, cominciando dai Dirigenti comunali e il secondo giorno, se fossi ancora vivo, chiederei al Governo di inviare un’ispezione alla Procura di Trani per verificare tutte le archiviazioni chieste per reati commessi a Molfetta. Il resto ve lascio immaginare.

Che tipo di Amministrazione avrebbe avuto Molfetta con lei come Sindaco?
In verità è una cosa a cui non ho mai pensato molto, perché solo un miracolo avrebbe potuto realizzarla, però posso solo dirvi che sarebbe stata rivoluzionaria e, se permettete, lasciatemi la possibilità di tenerla ancora segreta, non si sa mai –  i miracoli possono sempre avverarsi!

In prospettiva futura, quale sarebbe il suo candidato Sindaco ideale per il centrosinistra nelle future elezioni amministrative?
Io penso che prima ancora del candidato sindaco bisognerebbe ripensare i partiti, la politica, i nuovi quadri dirigenti, e soprattutto i cittadini e i giovani. Solo con una rinnovata società molfettese si potrà parlare di candidati, ma bisogna fare presto, altrimenti questa città è persa.

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