C'era una volta la lotta alla mafia

Fabio Cannavaro, in un’intervista esclusiva al settimanale “Chi”, ha dichiarato: "Per il cinema italiano spero che Gomorra vinca l’Oscar; ma non penso che gioverà all’immagine dell’Italia nel mondo. Abbiamo già tante etichette negative".
Infatti il calcio italiano, dopo la mafia e Berlusconi, non offre nel mondo una buona immagine del made in Italy.
In queste ultime ore, però, non sono le dichiarazioni di Cannavaro a preoccupare il popolo dell’antimafia, ma sono i fan di Bernardo Provenzano (erano quasi 700 fino a qualche ora fa), quelli che lo vogliono ‘santo subito’ (poco piu’ di 200), o che inneggiano a Binu "u Tratturi", sottolineando la sua ferocia.
Mentre sono 5.500 i fan di Totò Riina e 150 i sostenitori di colui che viene considerato il suo vero erede, il nuovo padrino di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro.  La "mafia-mania" entra dalla porta principale di internet, attraverso Facebook.
"Su Facebook vengono rimosse le foto di donne che allattano al seno", ribadisce da Palo Alto (California) il portavoce del social network più famoso di Internet, Barry Schnitt, "E invece perché nessuna censura nei confronti di chi inneggia su Facebook al capomafia Totò Riina?", ribatte un autorevole commentatore del quotidiano inglese Times. "Davvero una strana morale – scrive Daisy Goodwinquella che sostiene la necessità che il social network sia un ambiente sicuro anche per i ragazzini che frequentano Internet e poi non eccepisce nulla sui 2000 e più utenti, la gran parte giovanissimi, che inneggiano a un uomo che sta scontando molti ergastoli. Per Natale, i suoi fan gli hanno mandato persino gli auguri attraverso Facebook".
Non si è fatta attendere la risposta del popolo antimafia italiano di Facebook e così e’ sorto il gruppo "Fuori la mafia da Facebook", un movimento variegato che ha creato l’evento "O noi o loro. 100.000 firme contro la mafia online" raccogliendo in quattro giorni oltre  120 mila adesioni, che sono anche un grido all’unisono del tipo "Beppe Pisanu pensaci tu", affinche’ il Presidente della commissione parlamentare Antimafia faccia pressione sugli amministratori di Facebook. per oscurare e cancellare queste provocazioni e  fare in modo che non possano ripetersi.
Tutti possiamo concorrere alla chiusura di questi siti inviando al presidente della Commissione Antimafia, Beppe Pisanu una e-mail:

O noi o loro – 100.000 firme contro la MAFIA

Gent.le Presidente,

Per decenni il nostro Paese è stato colpito nei suoi uomini migliori dalla ferocia delle mafie. Uomini come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Pio La Torre, Peppino Impastato e centinaia di altri, hanno pagato con la vita il loro impegno contro la mafia, nelle istituzioni e nella società. Il nostro Paese è in debito nei confronti di questi uomini e la loro memoria deve continuare ad orientare il nostro lavoro di contrasto a questo fenomeno devastante. Non possiamo accettare che vi sia chi lo alimenti, chi inneggi alle gesta dei loro carnefici. Sul social network Facebook, decine di pagine sono dedicate a Bernardo Provenzano e Toto Riina. A fronte di ciò, in migliaia hanno aderito ad un appello per rimuovere quelle pagine. Le chiediamo di intervenire risolutamente per cancellare queste oscenità e per fare in modo che non possano ripetersi. Distinti saluti.

inviare a: [email protected]

Fuori la mafia da Facebook
http://www.facebook.com/group.php?gid=47298096891

O noi o loro – 100.000 firme contro la MAFIA ON LINE
http://www.facebook.com/event.php?eid=52151522921

Class action contro le mafie su Facebook
http://www.facebook.com/s.php?ref=search&init=q&q=mafia&sid=b51f9161924c06542c1eb586dba1a5be#/group.php?gid=54188472305&ref=ts

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