Cemento e asfalto seppelliranno le macerie del “mercato diffuso” senza conoscere i colpevoli di una squallida storia

Nella notte del 19 dicembre 2015 uno dei box del “mercato diffuso”, in Via S. Allende ang. Via Molfettesi d’Argentina, costruito dal sindaco Azzollini con i soldi del porto commerciale, e voluto dalle “famiglie” molfettesi, fu distrutto dalle fiamme. Un incendio probabilmente doloso, ma derubricato a incendio dovuto a corto circuito; ancora oggi non conosciamo la verità come sui tanti altri roghi avvenuti in città. Dopo quattro anni è stato demolito e le macerie verranno rimosse a breve per dare spazio al cantiere per costruire il nuovo rondò che regolamenterà il traffico stradale su via Terlizzi all’incrocio con via B.Craxi. Quindi, come nella migliore tradizione, una colata di cemento e asfalto andrà a “seppellire” una squallida vicenda amministrativa cominciata nel 2011, con qualche ombra anche nel giorno dell’inaugurazione del box.

 

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2 commenti su “Cemento e asfalto seppelliranno le macerie del “mercato diffuso” senza conoscere i colpevoli di una squallida storia

  1. L’espressione “mercato diffuso” non indica una tipologia di vendita ambulante a posto fisso (collegata ad una autorizzazione alla vendita ” da rilasciarsi ex novo”, bensì “l’estensione della disciplina giuridica per la vendita ambulante a posto fisso” a strutture già in essere ed autorizzate, ma al di fuori delle tipologie standard “nominate”, ossia previste espressamente dalla legge in materia di commercio ambulante a posto fisso e specificatamente circa la loro localizzazione.

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