Bomba o non bomba, noi arriveremo a Roma

Lavori Porto

L’assessore al Bilancio, Giulio La Grasta, qualche settimana fa esprimeva la propria soddisfazione per l’approvazione in consiglio comunale del Bilancio di previsione 2010 dichiarando che “… è in assoluto uno dei migliori bilanci mai approvati dal consiglio comunale di Molfetta che è nel novero dei comuni più virtuosi d’Italia, il che è una garanzia enorme in un contesto internazionale di grande difficoltà finanziaria….

Molto probabilmente, l’assessore La Grasta non ha tenuto conto della richiesta di risarcimento danni avanzata al Comune di Molfetta dalle due aziende di Giovinazzo, Co.S.Ver. s.r.l. e Tecnodata Impianti per il rallentamento dei lavori di costruzione della nuova capitaneria di porto (un milone di euro); inoltre ha proprio dimenticato l’atto di transazione di circa 8 milioni di euro che il Comune ha pagato al Consorzio Temporaneo d’Imprese – CMC-SIDRA-CIDONIO (che in seguito chiameremo CMC&C).
La CMC&C ha messo in atto l’azione risarcitoria nei confronti del Comune di Molfetta perché, di fatto, non poteva e non potrà operare nel cantiere del costruendo nuovo porto commerciale, interessato alla bonifica da residuati bellici, almeno fino alla metà del 2011 pur essendo vincitore della gara d’appalto.

Alla luce dell’ennesimo esempio di cattiva amministrazione e pessima gestione della cosa pubblica, è doveroso fare il punto sullo stato della bonifica in atto e degli scenari futuri che cominciano già a delinearsi all’orizzonte.

Leggendo la delibera di Giunta n. 25 dell’1.2.2010 (Approvazione atto di transazione tra il Comune di Molfetta e l’ATI CMC-SIDRA-CIDONIO per i maggiori oneri connessi al protrarsi dei tempi di esecuzione dei lavori di costruzione del nuovo porto conseguente alla presenza degli ordigni residuati bellici) sembrerebbe che i nostri amministratori vogliano dipingersi da benefattori e invece di assumersi le responsabilità di quanto accaduto, con premesse e giri di parole, vorrebbero evitare ulteriori sanzioni e penali che la CMC&C potrebbe ancora vantare in futuro.
Con questo sottinteso obiettivo scaricano su terzi le responsabilità per i ritardi accumulati nel cronoprogramma dei lavori per la costruzione del nuovo porto.
Imputano all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) l’errore di valutazione della quantità di ordigni presenti e che è incorsa in una grossolana sottostima della quantità di ordigni presenti sul fondale marino all’interno dell’area interessata dai lavori (vedi nota n. 66129 del 20.11.2009).
Sempre nella stessa delibera si legge a causa di circostanze impreviste ed imprevedibili l’attività di bonifica degli ordigni bellici dal fondale interessato dai lavori di costruzione e dragaggio del nuovo porto non risultano ad oggi ancora ultimati, nonostante fossero stati avviati dall’Amministrazione Comunale sin dal novembre 2005.

Proprio quest’ultima affermazione della Giunta Comunale potrebbe risultare una grave ammissione di colpa, perché se interpretata alla lettera risulterebbe un clamoroso falso in atti d’ufficio.

Il Comune di Molfetta e l’ing. Balducci erano al corrente della presenza di residuati bellici nei fondali interessati al dragaggio per il nuovo porto perché lo stesso Balducci è stato nominato responsabile del procedimento amministrativo nella delibera n. 296 del 1.7.2004 con cui la Giunta approvava il capitolato d’appalto per l’aggiudicazione del servizio di ricognizione e bonifica dei fondali marini con la seguente motivazione: Ritenuto che tale operazione di indagine e bonifica del fondale marino dell’area portuale, così come individuata negli elaborati di progetto, è indispensabile per poter dragare i fondali in tutta sicurezza, evitando spiacevoli inconvenienti dovuti alla presenza di ordigni bellici inesplosi presenti sul fondale;
Ritenuto, inoltre, che tale operazione di bonifica è propedeutica ai campionamenti mediante carotaggio, di cui al citato DM 14 gennaio 1996; visto il progetto delle indagini e bonifica da ordigni bellici del Nuovo Porto di Molfetta, redatto dal Settore LL.PP.: arch. Orazio Lisena, geom. Giuseppe de Pinto (collaboratore), in data giugno 2004, per un importo complessivo pari a € 341.000,00…”.
 
Tenuto conto che la Giunta Comunale il 25.6.2006 ha approvato il progetto definitivo per la costruzione del nuovo porto e che il 17.10.2006 è stato approvato il bando, disciplinare di gara e indetto l’appalto integrato per l’affidamento dei lavori, appare chiaro che il contenzioso in atto tra il Comune e la ditta CMC&C vincitrice della gara d’appalto, poteva essere evitato.
La città di Molfetta aveva atteso 20 anni per la costruzione del nuovo porto e poteva attendere ancora un po’ prima di ultimare la bonifica per evitare “…spiacevoli inconvenienti dovuti alla presenza di ordigni bellici inesplosi presenti sul fondale…”.

Così non è stato perché evidentemente la propaganda per la campagna elettorale della primavera del 2008, già in atto dal 2006, aveva bisogno della sua coreografia e la benedizione della prima pietra del vescovo Martella, bomba o non bomba,  faceva parte di un copione già scritto e da mettere in scena.
Così come erano al corrente l’ing. Balducci e la Giunta Comunale della presenza di residuati bellici nel porto di Molfetta lo era anche il comandante della capitaneria di porto in carica, in quel periodo, Massimo Gasperini che aveva comunicato alla Procura di Trani in data 6.5.2005 la presenza, non solo di una bomba al fosforo di 100 libbre a 30 metri dalla diga “Achille Salvucci”, ma di numerosi proiettili di medio e grosso calibro unitamente a varie cassette di munizioni per le quali la Prefettura di Bari doveva provvedere alla bonifica.

E’ superfluo auspicarsi che la Corte dei Conti o qualche organo giudiziario si occupi della condotta del Sindaco Azzollini, della sua Giunta e di qualche Dirigente comunale per le gravi responsabilità che hanno nell’aver arrecato questo irreparabile danno alla comunità che in qualche modo pagherà nel tempo sia in termini economici che ambientali.
 

 
 

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