Bitonto, arrestati i tre del commando che ferirono due esponenti del clan Conte

fonte: bari.repubblica.it

I carabinieri hanno arrestato tre affiliati al clan Cipriano, ritenuti responsabili dell’agguato del 23 febbraio 2018 nei confronti di due rivali del clan Conte, in quel momento impegnati a controllare una piazza di spaccio di stupefacenti, nei vicoli del centro storico di Bitonto.

Le indagini sono partite dopo il cruento agguato e s’inseriscono nel contesto generale della faida che ha insanguinato il territorio di Bitonto lo scorso inverno, tra i due clan. Alla base del contrasto armato, l’ambizione di voler gestire l’imponente indotto economico derivante dal controllo delle piazze di spaccio di droga cittadine ed il tentativo da parte del gruppo Conte di estendere il proprio raggio d’azione, dal periferico quartiere della 167 al centro storico di Bitonto.Il culmine del confronto tra le due organizzazioni venne raggiunto nelle prime ore della mattinata del 30 dicembre 2017, quando, a seguito di una serie di azioni di fuoco tra i due gruppi, cadenzate da un “botta e risposta”, in via delle Marteri, venne uccisa l’innocente 83enne Anna Rosa Tarantino e ferito un giovane esponente del gruppo Cipriano, Giuseppe Casadibari.

Dopo quell’episodio, le indagini delegate dalla Dda a polizia e carabinieri, hanno consentito di individuare autori  e mandanti, tutti arrestati. Da ultimo lo stesso Domenico Conte il quale, dopo un periodo di latitanza, è stato arrestato in un resort di Giovinazzo (BA) il 27 maggio 2018.

Gli ultimi arresti si inseriscono proprio nel rovente clima che si respirava a Bitonto nell’inverno scorso. Precisamente, secondo la ricostruzione investigativa dei carabinieri, nella tarda mattinata del 23 febbraio 2018 Benito Ruggiero, 28enne, Rocco Mena, di 30enne e Arcangelo Zamparino di 42, pluripregiudicati organici al gruppo Cipriano, dopo aver percorso i vicoli del centro storico, raggiunsero l’enclave dei rivali Cipriano, costituita da una piazza di spaccio organizzata in quella via De Rossi.

Qui giunti, si imbatterono, inizialmente in una delle vedette, un ragazzo ancora minorenne, all’indirizzo del quale esplosero diversi colpi di pistola, colpendolo ripetutamente alla coscia sinistra per poi infierire sullo storico sodale di Domenico Conte, ferendolo gravemente all’inguine. Solo la pronta reazione delle due vittime, i quali, benché feriti ed inseguiti, ciascuno per proprio conto, si diedero alla fuga, trovando rifugio presso abitazioni private, impedì ai killer di completare l’opera.

Entrambi i feriti furono poi trasportati al pronto soccorso da amici e congiunti.  Qualche giorno dopo il ferimento, le dichiarazioni rese dal minore ferito consentirono di arricchire il quadro probatorio complessivo, facendo emergere l’aggressione patita dal giovane rampollo di uno degli esponenti del gruppo Cipriano, ad opera di coetanei della fazione opposta, verificatasi alcuni giorni prima, episodio questo che aveva esacerbato ancor più gli animi e determinato il raid punitivo del 23 febbraio 2018.

L’identificazione dei presunti responsabili dell’azione di fuoco, invece, è stata il frutto di un certosino lavoro degli investigatori, i quali hanno visualizzato un elevato numero di video riprese effettuate da telecamere pubbliche e private. Proprio attraverso alcune di esse è stato possibile individuare i tre arrestati, intenti a percorrere i vicoli del centro storico proprio negli attimi che hanno preceduto l’agguato ai rivali.

I tre sono stati riconosciuti in quanto ben noti ai militari ma, soprattutto, perché indossavano tutti capi d’abbigliamento e copricapi a loro abitualmente in uso e particolarmente riconoscibili a causa di segni distintivi facilmente rilevabili. Tali capi d’abbigliamento, già nelle ore immediatamente successive alla sparatoria, venivano trovati ancora in possesso agli indagati e sottoposti a sequestro.

Ruggiero e Mena, sono già detenuti dal 17 marzo 2018, anche indagati perché ritenuti due dei quattro componenti del commando che il 30 dicembre 2017 si recò in via Pertini di Bitonto, roccaforte del gruppo Conte, esplodendo alcuni colpi d’arma da fuoco contro le mura del civico 105 ed uccidendo un cane pastore tedesco di proprietà dello stesso Conte. Ruggiero fu anche uno dei protagonisti della campagna d’intimidazioni di cui furono vittime, nel gennaio 2018, Giuseppe Casadibari ed i suoi congiunti, finalizzata ad evitare che l’ex sodale proseguisse nella collaborazione con la giustizia.

 

Precedente Foggia, in guerra per la droga che arriva dall'Albania: arrestati sette del clan Perna Successivo Mafia capitale, la sentenza d’appello: “Riconosciuta l’aggravante mafiosa”. Ma pena scontata a Buzzi e Carminati