Bari, il presidente dell’Amiu indagato per l’assunzione del boss: “Non potevo fare altrimenti”

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di GABRIELLA DE MATTEIS – bari.repubblica.it

Una seconda convocazione, questa volta come indagato. Il presidente dell’Amiu Gianfranco Grandaliano tornerà in procura, chiamato nuovamente a rispondere sulle procedure che hanno portato all’assunzione di Franco Diomede come guardiano, per l’azienda AccaDueO, dei bagni pubblici nel complesso della chiesa Russa. A Grandaliano il sostituto procuratore della Dda Roberto Rossi contesta i reati di falso in atto pubblico e truffa aggravata dall’articolo 7 (l’aver favorito un’associazione mafiosa). Una posizione delicata quella del presidente Grandaliano, indagato comunque come atto dovuto e cioè perché abbia la possibilità di offrire i propri chiarimenti sulle procedure che hanno portato all’assunzione di Diomede con l’assistenza di un legale.
Franco Diomede è la figura chiave dell’inchiesta che, giovedì mattina, ha portato all’arresto di cinque estorsori, accusati di aver seminato il terrore tra i commercianti del quartiere Carrassi. Diomede, ora, è in carcere, ma prima di essere nuovamente arrestato era impiegato per la società AccaDueO che, per conto del Comune, gestisce i bagni pubblici in città. Grandaliano già venerdì era stato ascoltato come persona informata sui fatti dal pm Rossi che con gli agenti della Squadra mobile sta cercando di ricostruire le procedure che hanno portato Diomede a essere impiegato nello stesso quartiere dove è molto temuto da cittadini e commercianti.

Il personaggio di spicco dell’omonimo clan sarebbe stato un dipendente della società AccaDueO che dopo aver vinto l’appalto nel 2014 per la gestione dei bagni ha assorbito i dipendenti della precedente aggiudicataria, la Splendid, gli stessi che per poco meno di un anno sono transitati anche nell’Amiu. “Non potevamo fare diversamente, perché il Comune ha imposto la clausola di salvaguardia sociale” aveva spiegato Grandaliano nel colloquio con Rossi, aggiungendo anche come il nominativo di Diomede fosse tra quelli che la stessa amministrazione cittadina aveva indicato. Spiegazioni che non sono state ritenute sufficienti.

La Squadra mobile che ha acquisito documentazione nelle sedi dell’Amiu e dell’AccaDueO sta cercando di capire quando Diomede è stato assunto. Nel 2005 il pregiudicato era stato condannato a cinque anni per estorsione. Uscito dal carcere è stato impiegato come guardiano dei bagni pubblici con un contratto di lavoro che è servito anche per ottenere i permessi quando, per almeno due volte, è stato arrestato per violazione della sorveglianza speciale.

L’indagine, uno stralcio di quella principale sul giro delle estorsioni al quartiere Carrassi, punta ad approfondire anche altri aspetti: la procura vuole a esempio capire se la figura del guardiano dei bagni del complesso della chiesa Russa sia sempre esistita o se invece sia stata introdotta soltanto per dare la possibilità a Diomede di trovare un’occupazione nel suo stesso quartiere. Non è escluso che qualora Grandaliano riesca a fornire chiarimenti convincenti esca dall’inchiesta con un’archiviazione.

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