Avrebbe chiesto trecentomila euro per pilotare una sentenza, nuova tegola giudiziaria sull’ex magistrato Michele Nardi

È al centro delle inchieste di Lecce e Potenza sul «Sistema Trani». È ora indagato anche dalla Procura di Bari per tentata concussione – fonte: Nicolò Delvecchio – bari.corriere.it

Nuove accuse per Michele Nardi, l’ex magistrato condannato per calunnia – e per questo destituito dal Csm – e al centro delle inchieste di Lecce e Potenza sul «Sistema Trani». Insieme al commercialista Massimiliano Soave, Nardi è accusato di tentata concussione – nella sua veste di membro togato della commissione tributaria di Bari – per aver chiesto 300mila euro a un imprenditore che intendeva costruire un hotel a Bisceglie. Le indagini, coordinate dalla pm Chiara Giordano della Procura di Bari e condotte dalla finanza, partirono proprio dopo la denuncia dell’imprenditore, la cui vicenda inizia nel 2018. Il provvedimento di conclusione delle indagini è stato recentemente notificato agli indagati.
All’imprenditore, assistito da Soave in commissione tributaria, erano infatti state contestate cartelle esattoriali per 2 milioni di euro per le quali aveva si era opposto con ricorsi alla giustizia tributaria. Ricorsi accolti ma poi impugnati dall’agenzia delle entrate. Prima dell’appello, però, Nardi avrebbe chiesto al costruttore – con l’intermediazione di Soave – soldi per dirottare la causa in suo favore. Gli incontri, sempre alla presenza del commercialista, sarebbero stati tre. Soave e Nardi, come scrivono gli inquirenti, avevano da tempo un rapporto personale e il primo era stato nominato consulente anche quando il secondo era pm a Roma. L’imprenditore si sarebbe rifiutato di pagare la tangente chiesta e i procedimenti si conclusero con l’accoglimento dell’appello dell’agenzia delle entrate. Pochi mesi dopo questa vicenda, a gennaio 2019, Nardi fu arrestato per corruzione in atti giudiziari.

L’altra vicenda giudiziaria

Nardi, insieme ai pm Antonio Savasta e Luigi Scimè, è stato al centro dell’inchiesta sulla «giustizia svenduta» a Trani. Un’inchiesta della Procura di Lecce che portò a tre condanne (rispettivamente 16 anni e 9 mesi, 10 anni e 4 anni) poi annullate dalla dichiarazione di incompetenza della corte d’appello di Lecce, che inviò i fascicoli a Potenza. Anche in Basilicata, però, un giudice ha sollevato il conflitto di competenza. Sarà la Cassazione a decidere se il processo andrà avanti a Lecce o Potenza.  A giugno Nardi è stato destituito dalla magistratura dopo la condanna – definitiva – a un anno e un mese di reclusione per calunnia nei confronti delle colleghe Maria Grazia Caserta e Margherita Grippo e dell’avvocato barese Michele Laforgia.

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