Allarme sul voto dei clan: “Si stanno organizzando”

di GIULIANO FOSCHINI – bari.repubblica.it

C’è la più grande azienda italiana che in Puglia come nel resto d’Italia non ha ancora deciso cosa fare domenica: per chi voterà la mafia? E’ la domanda che in queste ore si stanno ponendo gli investigatori pugliesi, cercando di monitorare i movimenti pre elettorali. Le premesse non sono delle migliori. Nei mesi scorsi la Direzione nazionale antimafia aveva lanciato un allarme segnalando come le più recenti inchieste condotte sul campo dalle procure distrettuali segnalassero in Puglia, più che in altre regioni, un incremento dell’attenzione della criminalità organizzata sulla politica e sulla gestione della cosa pubblica.

Emblematico è il caso dell’Amica di Foggia, la municipalizzata dei rifiuti: l’azienda è fallita dopo che il management, nominato dall’amministrazione comunale, aveva di fatto appaltato la gestione dell’impresa al clan locale. Tanto da promuovere in un giorno solo tutti i netturbini e affidare la raccolta dei rifiuti a una cooperativa controllata direttamente dal clan.

Nell’elenco figura anche il comune capoluogo: Bari. Questo perché quasi un anno fa il sindaco Michele Emiliano è stato ascoltato dal procuratore aggiunto Pasquale Drago dopo alcune sue dichiarazioni pubbliche. Emiliano davanti ai carabinieri del reparto operativo ha parlato sì del mitologico business “delle sgagliozze” (il racket dei venditori ambulanti e abusivi di cibo che si posizionano nella parte nord del lungomare, dalle parti delle basilica di San Nicola) ma anche lanciato sospetti sui movimenti di alcuni gruppi del quartiere Japigia e Libertà in rapporti a pacchetti di voti.

Rimanendo nel barese, ancora da approfondire (ma sicuramente assai allarmante) è la situazione di Altamura con il boss Bartolo D’Ambrosio (poi ucciso in un agguato di mafia) che secondo gli investigatori aveva una fortissima capacità di influenza sulla politica locale.

A Brindisi c’è invece il caso di Massimiliano Oggiano, attuale capogruppo della Puglia prima di tutto (la lista civica che fa riferimento all’ex ministro, Raffaele Fitto). Assolto in primo grado dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, il 20 marzo tornerà in aula nel processo di Appello. La sentenza è stata impugnata e il procuratore generale ha chiesto che torni a essere processato: secondo l’accusa, Oggiano in tre occasioni (nelle elezioni provinciali del 1999 e in quelle comunali del 2002 e 2004, quando era esponente di Alleanza Nazionale) avrebbe goduto dell’appoggio dei clan. Dopo l’assoluzione, Oggiano si è ripresentato risultando il più suffragato della Puglia prima di tutto con 302 preferenze.

In forte fermento anche la situazione nel Salento, in particolare in alcuni comuni più piccoli. Il caso di Gallipoli è sicuramente il più emblematico con il boss Padovano, così come hanno accertato le indagini condotte dai carabinieri del Ros, era riuscito a ottenere con il silenzio complice del Comune una parte del teatro comunale, utilizzato come abitazione da una famiglia. Ma sempre nel Salento in comuni come Squinzano, Torchiarolo, Monteroni c’è un allarme forte sulla capacità pervasiva della criminalità organizzata nelle istituzioni.

Emblematica è la storia di Monteroni dove il Ros indaga sulla “sagra de lu turcinieddu”, l’involtino di interiora. Uno degli eventi più frequentati e redditizi della movida salentina, patrocinata da una sfilza di enti. Bene: secondo gli uomini del colonnello Paolo Vincenzoni dal 2008 al 2011 la festa era nelle mani dirette degli uomini del clan Tornese: sequestrate fatture, delibere, autorizzazioni per capire se il sindaco (poi dimissionario) e la sua giunta sapessero nelle mani di chi avevano messo il più grande business della zona

Una risposta a “Allarme sul voto dei clan: “Si stanno organizzando””

  1. Per costruire cose materiali utili, intelligenti, cose immateriali sane, ci vogliono prima la ricerca e le intelligenze, poi le fabbriche che le costruiscono con processi e materiali eco-sostenibili, sono un democratico che crede negli ideali della onestà, della intelligenza, della bellezza, della sincertà, della trasparenza, della collaborazione, e crede negli ideali del Capitan Ernesto Guevara detto El CHE, ossìa ideali non realizzati mai neanche a Cuba, come gli ideali della Costituzione Italiana, mai realizzati in Italia. E se non si cambia a queste elezioni politiche, e alle prossime amministrative, credo che sìa necessaria la lotta armata per rovesciare la casta che soffoca la maggior parte degli italiani, CHE CALPESTA OGNI ITALIANO onesto, che calpesta il futuro di ogni giovane ed ogni bambino non raccomandato, …. “POR TU QUERIDA PRESENZIA COMANDATE CHE GUEVARA” …!
    … LOTTA ARMATA NON DELLO STILE DI LOTTA CONTINUA MA DELLA CONCRETEZZA DEL CAPITAN CHE GUEVARA …! l’italiano medio ha paura di lottare – op. non vuole lottare – perchè sono colmi di egotismo, orgogliosi e presuntuosi della mentalità della omertà, della raccomandazione, della conoscenza per conoscenza, della mafia in sintesi …! nessun italiano ha mai avuto le palle che ha avuto un argentino – un medico argentino specializzato in lebbra, che ha combattuto con i cubani, hanno combattuto una dittatura, … e questa delle banche e della casta POLITICA, dellE MAFIE cosa è? … l’italiano medio è un VIGLIACCO? op. non ha coscienza? … o è già morto e sepolto nel servilismo?

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